Affitti, in Sardegna rendimenti oltre la media nazionale
Cagliari – veduta dal bastione Santa Croce
Gli investitori immobiliari non guardano solo ai rendimenti da locazione, ma puntano anche sulla rivalutazione del capitale investito. Dal 1998 al 2024, le grandi città italiane hanno registrato una rivalutazione media dei prezzi del 51,5%.
Milano si distingue nettamente con un incremento del 140,3%, seguita da Firenze con l’82,7%. Questi dati confermano come il mattone continui a rappresentare una scelta di investimento strategica per gli italiani, nonostante le oscillazioni del mercato.
Gli investitori immobiliari mostrano una chiara predilezione per aree caratterizzate dalla presenza di università, aziende che attraggono lavoratori fuori sede, dotate di servizi efficienti e interessate da interventi di riqualificazione urbana. Questi fattori garantiscono una domanda costante di locazioni e prospettive di rivalutazione nel medio-lungo periodo.
La Sardegna si conferma una delle regioni più attraenti per gli investimenti immobiliari italiani, con tutte le principali città dell’isola che superano nettamente la media nazionale del 5,8%. I dati dell’ultimo triennio evidenziano un mercato in costante crescita e una resilienza particolare del settore immobiliare sardo.
Sassari si posiziona come il vero gioiello degli investimenti immobiliari sardi, raggiungendo il 7,9% nel secondo semestre 2024 e piazzandosi idealmente al secondo posto nella graduatoria nazionale, subito dopo Genova. La città del nord Sardegna ha mostrato una notevole stabilità nel tempo, partendo dall’8,1% del primo semestre 2022 e mantenendo rendimenti sempre superiori al 7,5% in tutto il periodo analizzato. Questo dato colloca Sassari tra le migliori performance italiane, superando persino città come Palermo e Verona.
Oristano si distingue come la seconda realtà sarda più redditizia, con il 7,1% registrato nell’ultimo semestre. La città del Campidano ha mostrato un percorso di crescita costante, passando dal 6,8% del primo semestre 2022 al picco del 7,2% nel secondo semestre 2023, per poi stabilizzarsi sui livelli attuali. Con questi rendimenti, Oristano si posiziona virtualmente al quarto posto nazionale, superando Bari e Napoli.
Cagliari, pur essendo il capoluogo regionale, presenta rendimenti più contenuti (6,4%) ma comunque superiori alla media nazionale, con un +0,9% sul triennio.
L’andamento storico dei rendimenti sardi evidenzia caratteristiche peculiari rispetto al mercato nazionale. Mentre molte città italiane hanno vissuto oscillazioni più marcate, i centri sardi hanno mostrato una maggiore stabilità, con variazioni contenute e trend generalmente positivi. Questo fenomeno è particolarmente evidente a Sassari, che nonostante una leggera flessione rispetto ai picchi del 2022, mantiene rendimenti eccellenti e ben superiori alla media nazionale.
La performance delle città sarde si spiega con diversi fattori strutturali: la presenza di importanti poli universitari che garantiscono una domanda costante di locazioni, il crescente interesse turistico che valorizza il patrimonio immobiliare, e i costi di acquisto ancora contenuti rispetto ad altre realtà italiane, che permettono agli investitori di ottenere rendimenti più elevati. Inoltre, la limitata offerta immobiliare in alcune aree dell’isola contribuisce a sostenere i valori locativi.
“Nel tempo non si notano significative variazioni dei rendimenti annui lordi dei capoluoghi sardi. Sono comunque rendimenti elevati che indicano un mercato interessante per gli investitori che, soprattutto, su Cagliari negli ultimi tempi si sono orientati sulle locazioni brevi”, commenta il dott. Gian Luigi Trudu, area manager del gruppo Tecnocasa Sardegna.