

A Carbonia anche il pallone ha l’età della città. Il Dopolavoro nasce nel 1939, meno di un anno dopo la fondazione; negli anni Cinquanta la Carbosarda sfiora la Serie B, sfumata all’ultima giornata contro il Venezia. Poi le crisi, il fallimento, la ripartenza dal basso: la parabola di una comunità mineraria, scritta su un campo. A raccontarla è «”Rolling Dreams. Una squadra, una città”, che sarà presentato in anteprima domenica 15 novembre alle 16 al Cine-Teatro Centrale, con il regista in sala che incontrerà il pubblico subito dopo la proiezione. Lo spunto è felice: un professore del Liceo scientifico sportivo assegna ai suoi studenti una tesina sul Carbonia Calcio, e le loro interviste ai protagonisti di ieri diventano il film.
Dietro la macchina da presa c’è Karim Galici: laurea al DAMS di Roma, specializzazione all’Accademia del Teatro alla Scala, da quasi 25 anni alla guida di Impatto Teatro. Il suo “Le cicogne di Chernobyl”, premiato al Verona Film Festival, è stato distribuito in 26 Paesi.
L’evento è uno degli appuntamenti del Carbonia Film Festival (11-15 novembre, ingresso gratuito), erede del Mediterraneo Film Festival nato nel 1999: da un quarto di secolo dimostra che una città di miniera può essere un osservatorio sul mondo. Stavolta guarda dentro casa, e scopre che la memoria, a volte, ha la forma di un pallone.
Rita Fadda