Cagliari, al cinema gratis per guardare com’era la Sardegna di mezzo secolo fa

Da giovedì 22 ottobre al Greenwich di via Sassari la rassegna curata dal critico Antonello Zanda
Cinema e memoria con “Il lavoro, la terra, il potere”

Sedici proiezioni, incontri d’autore e uno sguardo senza filtri sulle feroci contraddizioni del nostro tempo. Si apre giovedì 22 ottobre alle 18.00 al Cinema Greenwich d’Essai di Cagliari (via Sassari) la rassegna “Il lavoro, la terra, il potere” curata dal numero uno della critica cinematografica sarda, Antonello Zanda. Un percorso selezionato dalla Società umanitaria che connette la storia della Sardegna con i conflitti globali, cerca le radici del passato e ci porta dritti alla vita di oggi con le sue trasformazioni.
La rassegna (ingresso gratis fino a esaurimento dei posti) si apre giovedì 22 ottobre alle 18 con il focus “Dalla fabbrica alla strada: il lavoro che cambia”, inaugurato dalla proiezione del film “Uomini in marcia” (Italia, 2023) di Peter Marcias. un’opera d’impegno civile, il regista cagliaritano ripercorre le storiche mobilitazioni per l’occupazione nel Sulcis-Iglesiente, intrecciando materiali d’archivio, testimonianze di lavoratori e riflessioni di intellettuali come Gianni Loy e Ken Loach. Il film è memoria della protesta operaia, ma pone un interrogativo urgente sulle fragilità dell’industria di oggi. In sala il regista Peter Marcias e il giurista Gianni Loy. Ci sarà tempo per riflettere sull’inquinamento e le malattie provocate dall’industria sarda? Ci sarà spazio per parlare delle bombe fabbricate nell’Iglesiente ed esportate in Medio Oriente?
L’indagine sulle trasformazioni del mondo produttivo prosegue lunedì 26 ottobre alle 18. Sul grande schermo torna uno dei capolavori assoluti del cinema politico d’autore: “La classe operaia va in paradiso” (Italia, 1971) di Elio Petri. Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1972, la pellicola mette in scena una rappresentazione allucinata e spietata dell’alienazione fordista attraverso la parabola dell’operaio Lulù Massa, interpretato da Gian Maria Volonté e scandito dalle incalzanti musiche di Ennio Morricone. Un’opera lucida e tragicamente attuale che incarna lo spirito della rassegna.

prova
Condividi

Articoli correlati