Cagliari, approvato tra le polemiche il Programma di riordino urbano. Farris: così si favorisce chi ha proposte pronte

Giuseppe Farris

Al via tra le polemiche i nuovi programmi integrati per il riordino urbano di Cagliari. Le proposte, di iniziativa pubblica e privata, dovranno essere presentate al Servizio urbanistica e rigenerazione urbana entro trenta giorni, quindi entro il 20 giugno: rigenerazione urbana e miglioramento della qualità della vita tra gli obiettivi da perseguire. E’ quanto deliberato dal Consiglio comunale nella seduta di martedì scorso, tra le polemiche dell’opposizione (che si è astenuta).

Nuovi assetti urbanistici e sviluppo sostenibile

“Le proposte progettuali”, ha detto l’assessore Matteo Lecis Cocco Ortu in apertura dei lavori, “dovranno perseguire gli obiettivi della rigenerazione urbana di aree degradate o dimesse con l’obiettivo di creare nuove centralità e nuovi spazi pubblici, anche con la promozione di attività culturali e sportive, del miglioramento della qualità della vita, dello sviluppo sostenibile, della coesione sociale, della riqualificazione edilizia, dell’efficientamento energetico e della sicurezza idrogeologica in coerenza con le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici”.
“La finalità – ha spiegato l’assessore – è la promozione dello strumento urbanistico attuativo del P.I.R.U. (Programma Integrato per il Riordino Urbano), previsto dalla Legge regionale 8/2015, nella pianificazione di Cagliari e Pirri, come anticipazione dell’adeguamento del P.U.C. al Piano paesaggisti e al Piano di assetto idrogeologico, in attesa dell’approvazione del nuovo Piano urbanistico.

L'ira dell'opposizione

Il motivo che ha scatenato in aula l’ira dell’opposizione è il termine di 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso ufficiale assegnato ai privati, con scadenza quindi al 20 giugno prossimo. “Il termine”, hanno dichiarato gli assessori Giuseppe Farris e Alessandra Zedda – considerata la complessità, la specificità tecnica e la competenza richiesta è irragionevole e rischia di favorire chi ha già proposte pronte, escludendo di fatto altri soggetti privi del tempo materiale per strutturare una proposta adeguata nel termine breve assegnato”. “È una strategia politica – prosegue Zedda – per facilitare il percorso ad alcuni e renderlo totalmente impraticabile ad altri”.
Malumori quelli dell’opposizione non assopiti neanche a seguito delle rassicurazioni rese dall’assessore Cocco Ortu, e sfociati in manifeste accuse e sospetti alla maggioranza di voler privilegiare i “pochi intimi” e “facilitare il percorso ad alcuni e renderlo impraticabile ad altri aventi pari diritto”. La seduta si è conclusa con l’approvazione della delibera, con l’astensione compatta dell’opposizione.

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