
Il primo impatto coglie impreparati. Si materializza subito la domanda “Ma dove sono entrata?”. Forse in un film, forse in “Midnight in Paris di Woody Allen. E allora la domanda corretta potrebbe essere “Ma quando sono entrata?”. In che epoca, insomma. Questo è l’effetto dell’esperimento – riuscito – della Farmacia Rizzo che muta forma, si sposta nel tempo e nello spazio e improvvisamente diventa un bistrot parigino degli Anni ruggenti, degli anni ’20 del Novecento. E quasi quasi sembra far capolino Hemingway da una parte e Picasso dall’altra, e la magia è tale che si sta a guardare la porta d’ingresso per vedere se per caso non entri, trionfante, il baffetto di Salvador Dalì.
Invece siamo a Cagliari, nel 2024, in via Abruzzi, in una normale farmacia gestita da Andrea Montisci e Claudia Rizzo. A un certo punto della giornata, spariscono le mensole con i medicinali. Via anche le attrezzature sanitarie e i camici bianchi ed ecco che la normale farmacia di via Abruzzi si trasforma in bistrot: musica anni ’20, tavolini, bevande, chiacchiere.

