Da Berlinguer a oggi: a Cagliari Franceschini, Orlando e Zedda discutono il futuro della sinistra
Per Orlando, “la sinistra può trovare nella religione e nell’ecumenismo uno strumento di unione. È importante – continua – superare le reticenze ideologiche e chiedersi se libertà significhi assenza di legami o appartenenza alla comunità”.
Secondo Franceschini, “la sinistra oggi è meno efficace della destra nel rispondere alle paure comuni, come quella del diverso o della guerra, a cui la destra replica con sicurezza e confini. La sinistra – sostiene – deve invece dare risposte su temi come ambiente, sanità, istruzione”.
Il tema della giustizia sociale è stato al centro dell’intervento della magistrata Cristina Ornano, presidente del tribunale di sorveglianza di Cagliari: “La crisi della democrazia è la crisi dell’uguaglianza sostanziale. I diritti e la dignità della persona devono tornare centrali, dopo anni di globalizzazione e individualismo”.
Sulla stessa linea Simona Fanzecco, segretaria CGIL Cagliari: “Il 25 aprile è fondamentale, soprattutto oggi, contro ogni revisionismo. Serve una visione dal basso che unisca su lavoro, disarmo, libertà essenziali”.
Riflessioni laiche ma aperte al dialogo con il mondo cattolico sono arrivate anche da Giulio Calvisi, della Fondazione Berlinguer, e dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. Per Calvisi, “tra Berlinguer e Bergoglio ci sono affinità: la pace si costruisce partendo dai bisogni quotidiani della gente”. Zedda ha invece ribadito che “solo una politica concreta e partecipata, vicina agli ultimi, può generare una società più giusta e inclusiva”.