DICE MONTALBANO. Scoperto in Corsica il carico di un relitto sardo dell'età del Bronzo

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Uno dei relitti più antichi del Mediterraneo è stato rinvenuto in acque della Corsica, a poche miglia dalle Bocche di Bonifacio, dopo essere rimasto sul fondo marino per oltre 3000 anni. Questa nave, chiaramente di tipo mercantile, trasportava al momento del naufragio un carico di stagno, un metallo molto prezioso per l’epoca, insieme a numerosi rudimentali lingotti di rame, ossidiana di Monte Arci e ceramica d’impasto grigio di evidente matrice sarda nuragica. La scoperta offre nuove informazioni sui complessi legami commerciali tra Sardegna, Golfo del Leone e penisola iberica durante l’Età del Bronzo, evidenziando anche le abilità di navigazione delle popolazioni di quel periodo. Rame e stagno erano utilizzati per produrre bronzo, un materiale fondamentale per la realizzazione di armi, utensili, gioielli e oggetti quotidiani. Gli archeologi ipotizzano che lo stagno provenisse dalle Isole Cassiteridi, tra Cornovaglia e Bretagna, ma anche da diverse miniere in tutta Europa, suggerendo l’esistenza di una rete commerciale complessa. Un team di archeologi dell’Università di Oxford è stato incaricato di effettuare analisi chimiche per determinare le origini esatte del carico, che si pensa possa provenire da miniere localizzabili nella penisola iberica, nelle Alpi svizzere, in Francia, nel Massif Central e in Austria. Questa scoperta è significativa anche perché è la prima volta che vengono trovati lingotti di stagno risalenti a quel periodo.

I motivi dell'affondamento

Il relitto è stato localizzato a 200 m dalla costa, su un fondale di circa 15 m, nella baia di Sant’Amanza, nel sud-est della Corsica, da un gruppo di archeologi subacquei inglesi del South West Maritime Archaeological Group. È improbabile che il viaggio del carico sia avvenuto tutto su un’unica nave; è più probabile che sia stato trasportato attraverso brevi tratti costieri utilizzando diverse imbarcazioni. Il relitto si trova in un’area dove sono state trovate tracce di campi coltivati e capanne dell’Età del Bronzo. Si pensa che la nave sia affondata mentre cercava di attraccare per raggiungere questi insediamenti o durante la navigazione lungo la costa, che è nota per essere insidiosa, con scogli sommersi nelle vicinanze che potrebbero aver causato l’affondamento.
Sono stati recuperati in totale 295 reperti, principalmente pani di metallo, per un peso complessivo di oltre 84 kg, tra cui 259 lingotti di rame e 27 di stagno, oltre a una spada di bronzo, due oggetti in pietra che potrebbero essere proiettili da fionda e tre torques d’oro o braccialetti. La squadra di ricerca deve ancora trovare i resti dello scafo, sebbene si ritenga che siano stati danneggiati dal tempo. Gli esperti stimano che il relitto fosse lungo circa 15 m e largo 2, costruito con tavole di quercia unite o con una struttura in legno ancorata a una rudimentale chiglia. L’equipaggio, composto da circa 15 persone, utilizzava pagaie o remi per la propulsione ma è possibile che utilizzasse anche la vela.

I metalli erano la moneta dell'epoca

Dave Parham, professore di archeologia marina all’Università di Bournemouth e membro del team di ricerca, dice: “È come se stessimo assistendo a un documentario sul commercio dell’epoca. Stiamo vivendo un momento innovativo nello studio delle antiche merci trasportate via mare: non ci limitiamo più a esaminare oggetti trovati in depositi sparsi, ma stiamo analizzando i materiali direttamente sulla nave che li trasportava. Tutto ciò che si trovava a bordo è affondato con essa e ora riposa sul fondo marino.
Questa imbarcazione trasportava ingenti quantità di materie prime fondamentali per quel periodo. I commercianti di metallo e gli artigiani che lo lavoravano scambiavano partite di metallo in base a specifiche richieste di mercato. Durante quel tempo, esisteva un intricato sistema di interazioni commerciali che si estendeva in tutta Europa. Sebbene molte merci venissero trasportate via terra, già in quel periodo si sviluppavano reti di scambi marittimi sofisticate, con navi che seguivano rotte ben definite e guidate da navigatori esperti, capaci di interpretare maree e stelle, e che non si avventuravano in mare senza un preciso scopo.
La presenza di professionisti specializzati in questo campo suggerisce che potessero organizzare la raccolta di materie prime in vari luoghi, creando punti di stoccaggio lungo la costa. Il fulcro di questa rete commerciale potrebbe essere stato costituito da una flottiglia di piccole navi che effettuavano brevi viaggi costieri.

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