
Cagliari, anticamente conosciuta come Karalis, è oggi chiamata Casteddu, che significa Castello. Questa denominazione originaria si riferiva al quartiere alto della città, alla sua acropoli o roccaforte. Fino all’inizio del Novecento, la città era anche nota come Casteddu Mannu, ossia Castello Grande, per distinguerla da Castelsardo, chiamato invece Castello Piccolo.
È importante respingere la tesi secondo cui Cagliari sarebbe stata fondata dai Fenici. La testimonianza di Claudio Claudiano, che afferma che la città fu fondata dai potenti Fenici di Tiro, ha scarso valore storico poiché risale al IV secolo d.C., molto tempo dopo gli eventi. È invece evidente che, molto prima dell’arrivo dei Fenici, questa area era già interessata da insediamenti nuragici. La posizione strategica di Cagliari con facili approdi sia a est che a ovest, un colle facilmente trasformabile in rocca forte, ricca di saline importanti e situata all’imbocco della laguna di Santa Gilla, ne faceva un sito di grande interesse. La laguna non solo era ricca di pesce, ma collegava anche Assemini e le risorse agricole del Campidano e le miniere dell’Iglesiente.
Inoltre, gli studi archeologici dimostrano che l’insediamento umano nell’area di Cagliari risale al periodo neolitico, con ritrovamenti nel colle di Sant’Elia, a San Bartolomeo e a Monte Claro. È probabile che il toponimo Karalis o Caralis abbia quindi origini proto-sarde, infatti, si riscontra in toponimi come Carále ad Austis e Carallái a Sorradile.


