DICE MONTALBANO. Significato e origine del nome Cagliari

Cagliari

Cagliari, anticamente conosciuta come Karalis, è oggi chiamata Casteddu, che significa Castello. Questa denominazione originaria si riferiva al quartiere alto della città, alla sua acropoli o roccaforte. Fino all’inizio del Novecento, la città era anche nota come Casteddu Mannu, ossia Castello Grande, per distinguerla da Castelsardo, chiamato invece Castello Piccolo.
È importante respingere la tesi secondo cui Cagliari sarebbe stata fondata dai Fenici. La testimonianza di Claudio Claudiano, che afferma che la città fu fondata dai potenti Fenici di Tiro, ha scarso valore storico poiché risale al IV secolo d.C., molto tempo dopo gli eventi. È invece evidente che, molto prima dell’arrivo dei Fenici, questa area era già interessata da insediamenti nuragici. La posizione strategica di Cagliari con facili approdi sia a est che a ovest, un colle facilmente trasformabile in rocca forte, ricca di saline importanti e situata all’imbocco della laguna di Santa Gilla, ne faceva un sito di grande interesse. La laguna non solo era ricca di pesce, ma collegava anche Assemini e le risorse agricole del Campidano e le miniere dell’Iglesiente.
Inoltre, gli studi archeologici dimostrano che l’insediamento umano nell’area di Cagliari risale al periodo neolitico, con ritrovamenti nel colle di Sant’Elia, a San Bartolomeo e a Monte Claro. È probabile che il toponimo Karalis o Caralis abbia quindi origini proto-sarde, infatti, si riscontra in toponimi come Carále ad Austis e Carallái a Sorradile.

Descrizioni celebri

Alberto La Marmora, nel suo Itinerario dell’isola di Sardegna del 1868, descrive la roccia come di un colore bianco giallastro, e aggiunge che la pietra calcarea della Torre dell’Elefante proviene dall’antica pietraia di Bonaria, una pietra forte giallastra. Grazia Deledda, nel 1899, sulla rivista Natura ed Arte , scriveva testualmente: Cagliari è fatta di case giallastre.
Nel 1932, Elio Vittorini descriveva Cagliari come fredda di pietra e d’un giallore calcareo africano. Infine, lo studioso cagliaritano Francesco Alziator, ne L’elefante sulla torre del 1979, ricorda che per alcuni secoli Bonaria è stata la cava da cui provenivano le pietre per le case e la breccia per le strade, specificando che Bonaria era una collina nuda di calcare che in primavera si copriva del suo colore giallastro con una grande fioritura di gigli.
In conclusione, è probabile che l’etimologia originaria di Karalis o Caralis significhi la Roccia o Rocca Gialla. È importante sottolineare come entrambe le possibili spiegazioni etimologiche convergano sul riferimento alla collina rocciosa del Castello: questa somiglianza rafforza l’una l’altra e conferma l’ipotesi che il nome abbia a che fare con il colore della roccia dominante nella zona. La trasformazione dell’antico toponimo in quello attuale è di certo avvenuta attraverso le seguenti forme, tutte storicamente documentate: Caralis > Calaris > Callari > Cagliari. L’ultima forma del toponimo è effetto della pronunzia spagnola di Callari.
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