
Si estende nella provincia di Cagliari il Progetto di Vita personalizzato per le persone non autosufficienti o con disabilità già attivato in fase sperimentale in provincia di Sassari, come previsto dal DL n. 62/2024 sulla riforma della disabilità. Poiché in questa fase sono state rilevate diverse criticità strutturali, la Giunta è intervenuta dettando, in materia, nuovi indirizzi a partire dal percorso assistenziale integrato regionale.
Il provvedimento approvato di recente in Giunta ricorda che con la delibera n. 30/63 del 5 giugno 2025 riferita proprio alla sperimentazione sul territorio della provincia di Sassari della valutazione multidimensionale e del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato per le persone con disabilità, dove si parla anche dei finanziamenti stanziati, erano stati introdotti gli indirizzi regionali per avviare la suddetta fase dal 1.1.2025 al 31.12.2026.
La valutazione abbraccia non soltanto l’aspetto clinico sanitario, ma anche la qualità della vita della persona con disabilità, la sua inclusione nel contesto sociale, e quindi la sua autonomia. Il procedimento di valutazione multidimensionale deve essere fondato sull’approccio bio-psico-sociale, tenendo conto delle indicazioni della classificazione internazionale del funzionamento, della Disabilità e della Salute, e della classificazione internazionale delle malattie.
Da qui l’elaborazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato finalizzato a realizzare gli obiettivi della persona con disabilità per migliorare le condizioni personali e di salute nei diversi ambiti di vita. Viene, quindi, previsto dal DL n. 62/2024 che la persona con disabilità: “- è titolare del progetto di vita e deve richiederne l’attivazione; – concorre a determinare i contenuti del progetto di vita; – esercita le prerogative volte ad apportarvi le modifiche e le integrazioni, secondo i propri desideri, le proprie aspettative e le proprie scelte”.
Ciò premesso, anche in Sardegna era stato dunque confermato il percorso assistenziale integrato utile all’elaborazione del Progetto di Vita individuale personalizzato e partecipato, coerente agli atti normativi relativi al programma regionale “Dopo di noi” di cui alla legge n. 112/2016, sempre in materia di persone non autosufficienti o con disabilità.
Non sono mancate però le difficoltà. Nel corso del primo semestre della sperimentazione, le unità di valutazione multidimensionale delle ASL di Sassari e della Gallura avevano comunicato “l’assenza di definizione di progettualità”. Cosicché, al fine di garantire la collaborazione tra i soggetti istituzionali coinvolti nella sperimentazione, era stato costituito un Tavolo tecnico regionale con “la finalità di predisporre proposte di gestione del percorso assistenziale integrato per la definizione del Progetto di Vita delle persone con disabilità”.
Il Tavolo, che coinvolge i referenti degli ambiti territoriali di Sassari, Anglona Coros Figulinas, Ozieri, Alghero, Olbia e Tempio, i referenti delle ASL di Sassari e della Gallura, i componenti del nucleo di supporto territoriale del dipartimento delle disabilità, i referenti di ARES e delle direzioni generali delle Politiche Sociali e della Sanità, si è articolato a sua volta in sottogruppi ed ha lavorato per trovare soluzioni operative applicabili nella fase di sperimentazione.
Il confronto diretto tra i referenti dei territori oggetto di sperimentazione ha consentito di declinare l’iter procedimentale volto all’elaborazione del Progetto di Vita individuale personalizzato e partecipato di cui al DL n. 62/2024 e di definire gli strumenti di valutazione e progettazione da parte del sistema PUA e UVT. Tutt’ora, però, l’attuazione del Progetto di Vita risulta condizionata dalla frammentazione delle fonti di finanziamento e dalla pluralità dei livelli istituzionali competenti all’erogazione degli interventi e dei servizi alla persona.
Ragion per cui, l’esecutivo, tenuto conto dei lavori del Tavolo tecnico regionale a supporto della sperimentazione del Progetto di cui alla premessa, ha approvato “gli indirizzi per la definizione del percorso assistenziale integrato regionale e gli schemi degli strumenti per l’elaborazione del Progetto di Vita individuale personalizzato e partecipato”, secondo le linee guida e schemi riportati con la deliberazione. Ancora, è stato stabilito che il percorso assistenziale e gli strumenti di valutazione e progettazione adottati possano essere ulteriormente declinati negli accordi interistituzionali tra enti gestori di ambiti PLUS e ASL.
In applicazione inoltre dei criteri adottati con la deliberazione n. 30/63 del 5 giugno 2025, la Giunta ha previsto l’adozione di avvisi pubblici che consentono il riconoscimento del sostegno economico di cui al fondo per l’implementazione del Progetto di Vita in ordine cronologico di presentazione della domanda fino a concorrenza delle risorse disponibili.
Riguardo gli indirizzi regionali e gli esiti del Tavolo tecnico regionale a supporto della sperimentazione istituito per la sperimentazione nella provincia di Sassari, questi verranno applicati anche per la realizzazione dei percorsi di definizione del Progetto di Vita nel territorio della provincia di Cagliari e per la successiva estensione del modello all’intero territorio regionale. A riguardo, la direzione generale delle Politiche Sociali aggiornerà conseguentemente la composizione del Tavolo di coordinamento regionale prevedendo l’integrazione con i referenti delle ulteriori degli enti territoriali interessati; infine ARES, in raccordo con la stessa direzione e con le strutture regionali competenti, “provvederà all’attuazione degli interventi di sviluppo e aggiornamento dei sistemi informativi necessari a garantire il supporto operativo e il monitoraggio dei percorsi di Progetto di Vita”.
Elisabetta Caredda


