Ecco il Granatza, il "bianco" di Orgosolo mai imbottigliato

Un progetto di Agris per recuperare l’identità dei vitigni sardi

Orgosolo accende i riflettori sul Granatza, vitigno autoctono a bacca bianca, al centro di un progetto di valorizzazione. Salvato dall’oblio grazie al progetto Akinas curato da Gianni Lovicu, responsabile settore vitivinicolo Agris, il Granatza è coltivato soprattutto nel Parteolla e Cagliaritano, Barbagia e Mandrolisai.
La Cantina Orgosa e le Cantine di Orgosolo, dopo aver testato le prove di Agris e assaggiato il prodotto finale, spumanti e vino fermo, hanno deciso di vinificare il vitigno tradizionalmente presente a Orgosolo, ma mai imbottigliato prima. “La Sardegna con i suoi 60 ettari, è la regione con la maggiore superficie coltivata a Granatza, un vino con una grande acidità fissa, coriaceo e spigoloso, ma anche delicato e soave, in base alla tecnologia di vinificazione – spiega Lovicu – Il progetto Akinas ha permesso di registrare la sinonimia Granatza per il vitigno Guarnaccia bianca, già iscritto al Registro nazionale della varietà di vite e avviare l’iter per autorizzarne la coltivazione e la produzione di Igt in Sardegna”.

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