Il porto di Oristano chiuso per gas

Quali osservazioni sull’impatto del progetto?
FSRU

L’acronimo è FSRU e significa floating storage and regasification unit. Tradotto, è il progetto di ampliamento e conversione dell’attuale deposito costiero in terminale di rigassificazione galleggiante. L’obiettivo è l’immissione del gas naturale rigassificato dalla futura Fsru di Oristano nella rete di trasporto di prossima realizzazione in Sardegna per coprire il centro-sud industriale e termoelettrico dell’isola e le utenze delle province di Cagliari, Oristano, Medio Campidano e Sulcis Iglesiente. Secondo i proponenti, la SNAM, dovrebbe garanrire l’approvvigionamento dei volumi di gas naturale funzionali alla metanizzazione della Sardegna, incrementando altresì la capacità di stoccaggio di circa dieci volte rispetto a quella attuale.La FSRU sarà realizzata tramite riconversione di una nave metaniera di tecnologia Moss, equipaggiata con n. 4 serbatoi sferici, che avverrà prima del posizionamento in sito. In altre parole, un “muro galleggiante” della lunghezza di 288,0 m, larghezza 49,0 m, altezza 26,8 m.

Naturalmente il progetto è stato sottoposto a tutti i passaggi relativi alla valutazione di impatto ambientale. Negli scenari incidentali credibili ipotizzati nel progetto si individua un’amplissima area di danno. Per non parlare di un intervento che dovrebbe avvenire in un contesto attorniato da aree di pregio naturalistico e paesaggistico. Rilevanti anche le conseguenze sul piano economico e sociale per il territorio perchè a fronte dei vantaggi ipotizzati, risulta evidente che viene pregiudicato ogni possibile sviluppo dello scalo oristanese e il futuro impiego nel campo turistico e crocieristico. Chi farebbe transitare delle “città naviganti” con migliaia di persone a pochi metri da una “bomba” marina? Oggi spirava il termine per formulare le osservazioni e certamente qualche cittadino, qualche associazione e le istituzioni interessate avranno espresso il loro punto di vista.

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