Il Sardo sbarca su Android, ma le lingue non si aggiornano come le app
Un sistema operativo che supporta il sardo è sicuramente meglio di uno che non lo supporta. Ma una lingua non rischia di estinguersi perché non è nelle impostazioni dello smartphone. Scompare quando smettiamo di usarla nelle conversazioni di tutti i giorni, quando diventa più un’icona culturale che un modo naturale di comunicare.
Il problema è che la tecnologia può dare l’illusione di invertire il declino di una lingua senza toccarne le vere cause. Abbiamo tradotto l’interfaccia di un telefono: fantastico. Ma se nel frattempo la lingua resta confinata a poche situazioni specifiche, il rischio è che diventi più un cimelio digitale che un codice vivo.
Gli esperti stimano che, entro la fine del secolo, tra il 50% e il 90% delle lingue del mondo scomparirà. Non perché Google non le abbia aggiunte su Android, ma perché le persone smetteranno di trovarle utili—smetteranno di usarle, di trasmetterle, di averne bisogno. Il lavoro di Sardware è importante, senza dubbio. Se il sardo vuole sopravvivere, deve avere un posto nel mondo digitale: nelle app, sui social, nella vita online quotidiana di chi lo parla. Ma nessun aggiornamento di sistema, nessuna notifica in limba, nessuna tastiera con l’autocorrezione potrà fermarne il declino se la lingua continua a scomparire dalle conversazioni reali.