
La Regione Sardegna ha approvato un piano da oltre 22 milioni di euro per modernizzare la pubblica amministrazione, puntando su digitalizzazione, assistenza tecnica e innovazione nei processi amministrativi. Il programma, che si estenderà dal 2026 al 2033, è parte della più ampia strategia di utilizzo dei fondi del ciclo di programmazione 2021–2027 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), che assegna all’isola risorse per circa 2,47 miliardi di euro.
La misura principale prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro, affidato alla Direzione generale della Presidenza della Regione, per sostenere interventi strutturali sulla digitalizzazione e il rafforzamento della capacità amministrativa. L’obiettivo è migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione regionale, semplificare i processi, e offrire servizi più rapidi e trasparenti ai cittadini e alle imprese.
Accanto all’intervento regionale, il piano prevede 2,6 milioni di euro destinati a tre progetti innovativi che saranno gestiti dalla Città metropolitana di Cagliari, in qualità di organismo intermedio. Le risorse finanzieranno l’attuazione della politica alimentare sostenibile Smartfood, il rafforzamento della capacità amministrativa locale attraverso il Piano Strategico Metropolitano e la realizzazione di un nuovo Piano Territoriale di Coordinamento con strumenti digitali avanzati.
I fondi derivano dalla Delibera CIPESS n. 5 del 30 gennaio 2025, che definisce la ripartizione delle risorse del FSC per il ciclo in corso. Alla Sardegna spettano complessivamente 2,47 miliardi di euro, di cui oltre 2,3 miliardi come quota ordinaria e circa 156 milioni già anticipati nel 2021. A queste cifre si aggiungono altri 415,8 milioni provenienti dal Fondo di rotazione previsto dalla legge n. 183 del 1987.
Con la riforma del 2023, la gestione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione è passata attraverso l’introduzione dell’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione, che ha ridefinito tempi e modalità per l’uso delle risorse. Il FSC, nato nel 2011, resta oggi uno degli strumenti fondamentali per ridurre gli squilibri economici e sociali tra le diverse aree del Paese, insieme ai fondi europei FSE e FESR.


