Legge Zuncheddu, raccolto solo l’11% delle firme. Parte il tour dei Radicali in Sardegna

Beniamino Zuncheddu

Sono 5.957 le firme depositate per la legge popolare “Zuncheddu”: appena l’11% delle 50 mila necessarie. Un ritmo troppo lento, che rischia di bloccare la proposta. Per questo i Radicali hanno deciso di ripartire dall’isola con una carovana di tappe e banchetti.

Il tour inizia da San Teodoro, per proseguire a Budoni e Orosei. A guidare l’iniziativa ci sono il fonico forense Valter Marcialis, che con le sue analisi contribuì alla revisione del processo Zuncheddu, e un gruppo di avvocatesse radicali: Angela Furlan, Simona Giannetti, Gemma Gasponi e Anna Maria Nalisani. Obiettivo: accelerare la raccolta, portando la proposta dentro le piazze e i mercati.

C'è tempo fino a dicembre

La legge, intitolata a Beniamino Zuncheddu, pastore di Burcei assolto dopo 33 anni di carcere da innocente, punta a colmare un vuoto normativo. Prevede un assegno provvisorio pari al doppio dell’assegno sociale, da erogare subito dopo l’assoluzione definitiva, in attesa del risarcimento che spesso arriva solo dopo anni di iter giudiziari.

“È una legge di civiltà – sostengono dal Partito Radicale – che nasce da un caso simbolo ma riguarda tutti i cittadini vittime di errori giudiziari”. Nel settembre 2024 oltre 170 giuristi e scienziati avevano già scritto ai ministri della Salute e della Difesa per sollecitare una riforma, senza ottenere risposta.

La raccolta firme resterà aperta fino a dicembre 2025: i moduli sono disponibili anche negli uffici elettorali dei Comuni.

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