

Sono oltre 250, in Sardegna, i professionisti degli enti locali interessati dall’incertezza sulla prosecuzione dei contratti legati al PNRR e alle politiche di coesione. In tutta Italia la vicenda riguarda circa 2.000 persone.
La ricognizione disponibile individua, tra gli enti sardi, le Città metropolitane di Cagliari e Sassari, le Province di Nuoro e Oristano, l’Unione dei Comuni dell’Alta Marmilla e la Comunità montana del Gennargentu-Mandrolisai. Tra i centri capoluogo e quelli con più di 15.000 abitanti presenti nell’elenco ci sono Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, Carbonia, Iglesias, Lanusei, Sanluri, Villacidro e poi Quartu, Monserrato e Sinnai. Tra i comuni minori figurano Abbasanta, Ghilarza, Macomer, Ozieri solo per citarne alcuni.
La professionista Tiziana Mori, funzionaria del PNRR che rappresenta per quest’area la Sardegna tra le Regioni del Mezzogiorno, spiega: “Siamo persone che quotidianamente lavoriamo sul campo per supportare i Comuni nell’attuazione dei piani di sviluppo, investimento e coesione. Qui non si scherza più con la vita delle persone né con il futuro delle nostre comunità. Abbiamo interloquito direttamente con ANCI, i Sindaci e i Comuni sostengono il nostro operato. Il problema nasce dalla circolare del 9 ottobre che ha natura esclusivamente economico-contabile e riguarda la rendicontazione delle vecchie risorse POC 2014-2020. Non determina alcuna nuova scadenza contrattuale né tantomeno la risoluzione anticipata dei contratti di noi funzionari”.
“I Comuni non devono cedere al panico e non devono interrompere i contratti prima del tempo: attendiamo che vengano formalmente sbloccate le nuove risorse della programmazione PN CAP Coesione 2021-2027 (FSE+) per garantire la copertura finanziaria e il rinnovo fino ai 36 mesi di servizio. Continueremo a difendere imperterriti il nostro lavoro dedicato alla comunità, e la nostra dignità” – conclude Mori.
La voce dei funzionari precari del PNRR viene raccolta dal deputato Silvio Lai (che è anche segretario del PD sardo) che interviene spiegando: “La nota del 9 ottobre della Presidenza del Consiglio chiede alle amministrazioni di ricognire i costi entro il 23 ottobre e stabilisce che le spese relative ai contratti siano pagate e quietanzate entro il 31 dicembre. Non dispone però la cessazione anticipata dei rapporti. Eppure, le incertezze interpretative stanno già spingendo alcuni enti ad avviare procedure per interromperli. Il Governo deve chiarire subito che cosa devono fare le amministrazioni e con quali risorse possono garantire la continuità del lavoro”.
Lai, insieme ai colleghi della Camera Silvia Roggiani e Marco Sarracino, hanno dunque presentano una interrogazione parlamentare ai ministri competenti per chiedere indicazioni operative uniformi e verificare la possibilità di utilizzare le risorse europee e nazionali disponibili, così da proseguire i rapporti contrattuali fino a 36 mesi.
“In Sardegna – conclude il deputato – questi professionisti sono una risorsa concreta per amministrazioni che devono portare avanti progetti complessi, spesso con uffici ridotti. Interrompere i contratti ora significherebbe disperdere competenze proprio mentre i Comuni sono impegnati nella fase decisiva di attuazione del PNRR. Servono risposte certe prima del 23 ottobre e strumenti per salvaguardare sia il lavoro delle persone coinvolte sia la capacità amministrativa degli enti”.
Elisabetta Caredda


