Puligheddu lascia ma non è un addio

La Garante dei diritti dell’infanzia nominata dal Psd’Az torna a Sassari ma assicura il suo impegno
La Garante dell’infanzia Carla Puligheddu

“Il mio cammino per i diritti non si ferma qui. Nel concludere il mio mandato come Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Sardegna, il mio primo pensiero va a loro: alle bambine, ai bambini, ai ragazzi e alle ragazze che ho incontrato in ogni angolo della nostra Isola. Sono stati loro, con i loro sogni e le loro visioni, la bussola costante del mio impegno istituzionale. Abbiamo ideato il “Progetto Chiara” e realizzato un percorso di ascolto e consapevolezza sui diritti delle persone minori di età in nome del sacrificio della vita di Chiara Carta. Abbiamo dato voce agli adolescenti istituendo la Consulta Ga.I.A., e dimostrando che il loro contributo è essenziale per le decisioni di oggi e nella progettazione del loro futuro”.

Dalla ginnastica alla polemica con i vescovi sardi

Inizia così e prosegue per righe e righe l’addio a mezzo social di Carla Puligheddu, saassarese, laureata in educazione fisica, garante dei diritti dell’infanzia nominata in quota Psd’Az ai tempi del felice duetto Pais – Solinas. Un’uscita che sarebbe passata inosservata se a darle visibilità non fosse stata proprio Puligheddu, dimostrando una notevole autostima. I presupposti c’erano già, a dire il vero. Sulla nota biografica pubblicata sul sito del Consiglio regionale si legge un’autocitazione napoleonica in terza persona: “Alla soglia della cessazione della carriera scolastica accetta con spirito di servizio l’incarico di Garante”. Un bel sacrificio, come tutti comprendiamo perché la Sassari Cagliari non è roba da poco. Uno sforzo generoso non compensato dall’indennità, quattromila euro e fischia, elargiti mensilmente per anni dalla collettività democratica. Ma sono dettagli quando c’è il furore etico. Oltre a un brutale faccia a faccia con la Conferenza episcopale sarda sul tema dei preti pedofiili, si ricorda di Puligheddu la tessera del Psd’az e la presidenza dell’associazione Donne sardiste. La candidatura alle prossime elezioni regionali con il Partito sardo d’azione a questo punto è scontata.

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