
Un progetto ideato per promuovere e rendere note le modalità e l’importanza delle segnalazioni spontanee sui sintomi avversi dopo la somministrazione di un farmaco o un vaccino: è questa l’iniziativa avviata dal Centro Regionale di Farmacovigilanza della Sardegna (CRFV Sardegna) che ha sede all’ospedale San Giovanni di Dio, dal titolo “La Voce dei Pazienti nella Sicurezza dei Farmaci: Studio sulla Segnalazione in Sardegna”, mirata ad approfondire le cause delle “sotto-segnalazioni” da parte dei cittadini e sensibilizzare gli interventi sulla cultura della sicurezza dei farmaci.
A comunicarlo è la Responsabile scientifica dello stesso CRFV Sardegna, la dottoressa Maria Erminia Stochino, che spiega: “Le reazioni avverse a farmaci (ADR) rappresentano un importante problema di salute pubblica, sono infatti frequente causa di aumento della mortalità e della morbilità, dei costi sanitari e dei ricoveri ospedalieri. Segnalare una ADR aiuta a migliorare la sicurezza dei farmaci, a individuare effetti indesiderati rari o poco conosciuti, a proteggere la salute di tutti e a rendere le informazioni sui farmaci più complete e aggiornate”.
“Il progetto – sottolinea la Responsabile CRFV Sardegna – è finalizzato dunque ad approfondire le cause della sotto-segnalazione delle ADR da parte dei cittadini e a rafforzare la cultura della sicurezza dei farmaci sul territorio. La segnalazione spontanea costituisce uno strumento essenziale di farmacovigilanza, tuttavia nella Regione Sardegna le segnalazioni provenienti dai cittadini hanno rappresentato, negli ultimi anni, solamente il 10% di tutte le ADR, rendendo necessario un intervento mirato di formazione e sensibilizzazione. La segnalazione di una reazione avversa può essere fatta infatti non solo da medici o farmacisti, ma anche dai cittadini sia parlandone col proprio medico o farmacista, sia compilando autonomamente la scheda di segnalazione sul sito dell’AIFA (Link: https://servizionline.aifa.gov.it/schedasegnalazioni/#/ )”.
“L’iniziativa prevede inoltre il fondamentale coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, dei medici dei servizi ambulatoriali, degli infermieri, nonché dei farmacisti operanti nelle farmacie territoriali, ospedaliere e nelle farmacie private, in quanto figure sanitarie di riferimento diretto per la popolazione” – conclude Stochino.
Elisabetta Caredda


