Sardegna ultima nelle prove Invalsi: sette studenti su dieci non sanno fare i conti

INVALSI

I risultati delle prove INVALSI 2025 certificano una crisi profonda dell’istruzione in Sardegna. Il 70% degli studenti all’ultimo anno delle superiori non raggiunge nemmeno il livello minimo in matematica. In italiano, meno della metà riesce a comprendere adeguatamente un testo scritto.
È un dato che mette l’isola all’ultimo posto nella classifica nazionale. Peggio della Sicilia, peggio della Calabria. La Sardegna si conferma il punto più debole del sistema scolastico italiano per le competenze logico-matematiche, con risultati allarmanti anche nella comprensione della lingua.
Il quadro generale non migliora spostandosi sulle scuole medie. Più della metà degli studenti che completano il primo ciclo d’istruzione non possiede le competenze minime in italiano. In altre parole, molti arrivano alle superiori già indietro, senza una base solida su cui costruire.

Un divario strutturale che non si colma

A livello nazionale, le differenze territoriali restano marcate. Al Nord, sei studenti su dieci raggiungono livelli accettabili in italiano. Al Sud, compresa la Sardegna, la quota scende sotto il 50%. Anche in matematica, le regioni settentrionali reggono meglio l’urto del calo delle competenze, un fenomeno che riguarda ormai tutta l’area OCSE.
Nonostante i risultati negativi, c’è un dato che fa sperare: cala il tasso di dispersione scolastica. In Sardegna, come nel resto del Paese, il numero di ragazzi tra i 18 e i 24 anni che abbandonano la scuola senza diploma è sceso sotto la soglia del 10,2%. È il risultato di anni di interventi mirati e fondi europei. Ma trattenere gli studenti non basta. I dati emersi sottolineano la necessità di formarli adeguatamente.
L’allargamento della platea scolastica, se non accompagnato da un investimento reale sulla qualità dell’insegnamento, rischia di peggiorare i risultati medi. È quello che sta accadendo: più studenti restano in classe, ma molti non imparano abbastanza.

Un sistema che non regge più

In Sardegna, il problema è reso più acuto dall’isolamento geografico, dalla povertà educativa in molte zone interne e dalla carenza cronica di risorse. Le scuole faticano ad attrarre insegnanti, i progetti didattici si interrompono con troppa facilità, la continuità educativa è spesso un miraggio.
L’emergenza non è nuova. Ma l’edizione 2025 delle prove INVALSI la fotografa con una nitidezza che non lascia spazio a interpretazioni. Il sistema regge solo in parte, e solo dove le condizioni sociali ed economiche lo permettono. Altrove, come in Sardegna, crolla.
E non basteranno più le dichiarazioni di principio. Servono politiche scolastiche differenziate, risorse mirate e un’assunzione di responsabilità collettiva. Perché un’intera generazione rischia di uscire dalla scuola impreparata, e il tempo per invertire la rotta si sta esaurendo.

prova
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