
Prosegue il percorso della Rete Enoturismo Sardegna per costruire un modello regionale di enoturismo capace di unire vino, territorio, cultura e accoglienza. Dopo le prime tappe di Santadi e Loceri, il progetto entra nel vivo con tre nuovi incontri nei territori simbolo della produzione vitivinicola isolana. Il tour di animazione territoriale farà tappa mercoledì 20 maggio alla Cantina Dorgali, giovedì 21 maggio all’Azienda Agricola Mulas di Bono e venerdì 22 maggio nella sala del Consiglio comunale di Calangianus. L’iniziativa rientra nel progetto pilota finanziato dall’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Sardegna e punta a creare una rete organizzata capace di valorizzare l’identità enogastronomica dell’isola attraverso un’offerta integrata e competitiva. Gli incontri seguono i seminari online organizzati in collaborazione con la Fondazione ETS Centro Professionale Europeo Leonardo, dedicati ai temi della progettazione dell’esperienza turistica, del marketing e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per il posizionamento sul mercato. A guidare il percorso sono gli esperti Fausto Faggioli e Luciano Donato Marino, figure di riferimento nazionale nei settori dello sviluppo territoriale, della cooperazione e della formazione. L’obiettivo è aiutare imprese e operatori a costruire un modello di enoturismo moderno, sostenibile e legato alle specificità dei territori. La rete, presentata al Vinitaly 2026, punta a rafforzare l’attrattività della Sardegna oltre il turismo balneare, creando nuove opportunità per le aziende vitivinicole e favorendo la destagionalizzazione dei flussi turistici. Nei mesi scorsi alcuni operatori sardi hanno partecipato anche a un educational tour nella Rioja Alta, uno dei principali modelli europei di enoturismo. Il progetto proseguirà fino a novembre, con l’obiettivo di consolidare il modello entro il 2026 e ampliare progressivamente la rete mantenendo alta la qualità dell’offerta.


