
Verifica della legittimità giuridica e della competenza istituzionale. La giunta regionale ricorre anche alla Corte Costituzionale: “Conflitto di attribuzioni”
La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha avviato una doppia battaglia legale per scongiurare la propria possibile decadenza dall’incarico. Dopo la sentenza del Tribunale civile di Cagliari, che ha confermato la sanzione di 40 mila euro per presunte irregolarità nella rendicontazione delle spese elettorali, i suoi legali hanno impugnato il provvedimento dinanzi alla Corte d’appello. Parallelamente, la giunta regionale ha promosso un ricorso per conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale.
Al centro della vicenda, presunti illeciti nella gestione e nel finanziamento della campagna elettorale per le regionali del 2024. Il Collegio di garanzia elettorale aveva ritenuto irregolare la documentazione presentata da Todde, parlando di “gravi e ripetute violazioni” e sollecitando il Consiglio regionale a pronunciarsi sulla sua decadenza.
Il 28 maggio scorso, il Tribunale civile ha confermato tale valutazione, irrogando la sanzione amministrativa e trasmettendo gli atti all’assemblea sarda per gli eventuali adempimenti di competenza.
I legali della presidente – tra cui Benedetto e Stefano Ballero, Giuseppe Macciotta, Priamo Siotto e, con ogni probabilità, Francesco Cardarelli – hanno depositato in questi giorni l’atto di appello. L’obiettivo è ribaltare la decisione di primo grado, sostenendo l’assenza di elementi giuridicamente fondati per giustificare la decadenza dalla carica.
La controffensiva non è soltanto giuridica. Su proposta del vicepresidente Giuseppe Meloni, la giunta regionale ha approvato un ricorso per conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale. Secondo l’esecutivo sardo, la decisione del Tribunale civile avrebbe invaso una sfera di competenza riservata al Consiglio regionale, quale organo esclusivamente titolato a valutare la permanenza in carica dei consiglieri eletti.
La difesa istituzionale è stata affidata a un pool di esperti in diritto costituzionale: Omar Chessa, Antonio Saitta, Mattia Pani e Alessandra Putzu.
Il caso Todde si configura sempre più come un potenziale terremoto istituzionale. A emergere è un conflitto tra poteri: da un lato la giustizia ordinaria, dall’altro il principio di autonomia regionale sancito dalla Costituzione. In gioco non c’è solo la sorte politica della presidente, ma anche la stabilità amministrativa della Sardegna, a pochi mesi dal voto che ha segnato la fine dell’era Solinas.
Il Consiglio regionale, nel frattempo, si trova in una posizione delicata: potrebbe procedere con la dichiarazione di decadenza, ma lo farebbe mentre sono pendenti due ricorsi cruciali, con possibili conseguenze giuridiche e politiche.
La Corte d’Appello potrebbe pronunciarsi entro le prossime settimane, anche se non sono esclusi rinvii. I tempi della Corte Costituzionale, invece, rischiano di essere più lunghi. Nel frattempo, la pressione mediatica e politica continua a salire, e l’intera vicenda si conferma come una partita ad alta tensione per il futuro della Regione.


