
“Il calciatore, certo. Ma io mi sono innamorato dell’uomo perché nel 1990, quando sono arrivato da Milano, l’emozione dello scudetto era esaurita da un pezzo. E invece Gigi Riva no, era un grande uomo”. Giacomo Deiana, classe 1967, titolare del ristorante Stella Marina di Montecristo, da pronunciare tutto d’un fiato perché lui ci tiene, è uno dei fari del quartiere Marina di Cagliari. Ma soprattutto è il simbolo dell’enorme affetto che la città, la Sardegna e non solo tributano a quell’hombre vertical che dalla profonda Lombardia finì per ragioni calcistiche a Cagliari decidendo di sardizzare totalmente la sua esistenza. Nulla si può più aggiungere su Riva: tutto è stato analizzato in questi due anni e poco meno che ci separano dalla sua scomparsa. Tutto – davvero – è stato detto, scritto, letto e portato in tv, al cinema. E allora succede che c’è Giacomo, col suo ristorante interamente dedicato all’eroe dell’unico scudetto rossoblù. “Fu un altro campione del 69/70. Giuseppe Tomasini, a mandarmelo”. E Riva andò davvero in questa trattoria in via Sardegna, un posto senza fronzoli e pretese a fianco al Consiglio regionale, dove il pesce è sempre freschissimo e si mangia con la fregula. E dove non ci sono chef né blasoni né conti salati da pagare. E’ iniziata così l’amicizia silenziosa di Giacomo con Gigi Riva. Uno ristoratore modesto e sorridente e l’altro poco loquace, sempre seduto nel tavolo entrando a sinistra, da dove si guarda tutto e nessuno ti arriva alle spalle.


