
Doveva essere semplicemente un modo per pagarsi una vacanza tra amici. Cinque studenti, qualche braccialetto da vendere e un’estate in Sardegna. Quattro anni dopo quella piccola idea si è trasformata in Abra Janas, un progetto che coinvolge universitari provenienti da diverse parti d’Italia e che adesso vuole compiere il salto dalle spiagge alle boutique. A raccontare come tutto è cominciato è Emiliano Ramaioli, di Pavia, uno degli ideatori dell’iniziativa. “È iniziata tra il 2021 e il 2022. Avevamo deciso di fare una vacanza in cinque amici e ci siamo portati dietro questi braccialetti per cercare di pagarci il viaggio”.Nessun business plan e nessun grande progetto imprenditoriale alle spalle. Almeno all’inizio. «Si è evoluta da sola, senza una vera pianificazione. Quando abbiamo visto che le vendite andavano molto bene ci siamo detti: perché non prolungare il periodo e trasformarlo in un lavoro estivo?”. Da quel momento il gruppo ha cominciato ad allargarsi. Pavia, città universitaria, è stata il punto di partenza, ma oggi i ragazzi coinvolti arrivano da diverse zone d’Italia, “dalla Valle d’Aosta fino a Salerno”. A Villasimius, durante la stagione, l’alternanza dei componenti del gruppo garantisce la presenza costante di cinque o sei persone che non condividono soltanto il lavoro, ma anche la vita quotidiana. “Abbiamo creato un forte senso di comunità tra noi”, racconta Ramaioli. “L’esperienza è condivisa: si vive tutti insieme nella stessa casa”. Anche il nome Abra Janas racconta il rapporto costruito con l’Isola. Il richiamo alle janas della tradizione sarda è un tributo a una terra che per Ramaioli rappresenta qualcosa di familiare: “Sono cresciuto frequentando la Sardegna perché mio padre ha un negozio qui. Per noi è un posto magico e abbiamo sempre cercato di avere il massimo rispetto per il territorio”. Bracciali, cavigliere e lacci vengono composti artigianalmente utilizzando filo intrecciato in poliestere rigenerato e perle di vetro di Boemia.
Produzione e vendita vedono protagonisti gli stessi universitari. Il modello prevede che a chi vende vada il 40% del ricavato della vendita. “Con l’impegno può rappresentare un guadagno importante. È un lavoro che sul lungo periodo ripaga gli sforzi”, spiega Ramaioli.Ma sulla spiaggia non si cerca soltanto di vendere un braccialetto. I ragazzi presentano Abraianas e raccontano come è nato il progetto. “La nostra storia incuriosisce e viene accolta molto bene. Uno dei nostri obiettivi è anche sensibilizzare le persone sul valore di un prodotto fatto a mano”. Ora, però, per Abra Janas è arrivato il momento di guardare oltre la stagione estiva. Il prossimo passo sarà dare al progetto una struttura societaria, con la costituzione di una Srl, per presentarsi con maggiore solidità a negozi e attività già affermate e sviluppare collaborazioni con altre realtà. Il traguardo è ambizioso: portare i prodotti dalle spiagge alle boutique e ai negozi, partecipare a eventi e feste e sviluppare anche laboratori nei quali le persone possano vivere direttamente l’esperienza della realizzazione artigianale. “Siamo partiti dalla spiaggia e vogliamo entrare nelle boutique”, sintetizza Ramaioli. Tutto partendo da cinque amici, una vacanza in Sardegna e una manciata di braccialetti che, nelle intenzioni iniziali, dovevano servire soltanto a pagare qualche giorno d’estate.


