ASD Millesport: un modello di inclusione per atleti con e senza disabilità

Squadra di Millesport ai giochi invernali di Special Olympics nel 2024

L’ASD Millesport di Cagliari è un’associazione sportiva che accoglie atleti con e senza disabilità intellettive, con l’obiettivo di abbattere pregiudizi e barriere sociali. Oggi è una delle realtà più influenti nel panorama sportivo sardo e nazionale. Come sottolinea il vicepresidente e cofondatore Andrea Siddi: “Lo sport è molto più di una semplice attività fisica: è aggregazione, crescita e socializzazione, un potente strumento di inclusione sociale”.

Come nasce l’ASD Millesport?

Dopo aver lavorato in un’associazione per disabili non sportiva ed essendo allenatore di calcio a 5, nel 2010 decisi, insieme al presidente Beniamino Monteleone, di sfruttare le nostre competenze e la nostra passione per avviare questo progetto che ora conta circa 170 atleti e ci vede tra le associazioni sportive più grandi d’Italia. Per questi ragazzi lo sport è importante anche come inserimento in un contesto sociale e noi gli diamo questa possibilità attraverso ambienti accessibili e programmi su misura. L’impegno, la passione e il gioco di squadra ci hanno regalato traguardi straordinari, dimostrando ogni giorno che lo sport è davvero per tutti.

Quali sono le difficoltà che si affrontano nella gestione di una società come la vostra?

Una è sicuramente la promozione. Dispiace perché noi siamo attivi da 15 anni e ancora tante famiglie che potrebbero aver bisogno di noi non ci conoscono. Quasi tutti gli atleti arrivano tramite passaparola, che è importante ma non può essere l’unica via, per questo stiamo provando a promuoverci attraverso i social network ma non è facile e ci vuole tempo prima di ottenere risultati concreti.
Tra le altre tematiche c’è quella dello scetticismo di alcuni genitori che, comprensibilmente, hanno paura di iscrivere i propri figli in un contesto nuovo e lontano da quello a cui i ragazzi sono abituati. I nostri allenamenti si svolgono in autonomia e questo spesso può creare apprensione nelle famiglie. In questi casi si fa un lavoro di avvicinamento e di consapevolezza per far capire loro l’importanza dello sport e l’indipendenza dei propri figli.
Quali sono i vostri piani per il futuro? Avete nuovi progetti o iniziative in programma? Stiamo preparando un progetto da portare al Comune di Cagliari per prendere in gestione il nostro centro sportivo e sfruttarlo come spazio di inclusione completo. Il progetto prevede la creazione di un orto sociale, nuovi campi sportivi esterni e l’occupazione per i nostri atleti in diverse mansioni, dalla manutenzione alla pulizia. In questo modo vorremo utilizzare lo sport anche come veicolo di vita lavorativa. Organizziamo tanti eventi di sensibilizzazione nelle scuole e tantissimi studenti si presentano poi come volontari. Inoltre, collaboriamo con diverse aziende tra cui Coccodi, Decathlon e Carrefour che ci danno la possibilità, anche all’interno dei loro punti vendita, di avviare iniziative volte ad abbattere le barriere sociali e pregiudizi.
Qual è al giorno d’oggi la percezione della società e cosa significa lo sport per gli atleti con disabilità intellettiva? Sono stati fatti tanti passi avanti ma il cammino è ancora lungo. Troppo spesso le persone con disabilità intellettiva vengono sottovalutate o emarginate. Da questo punto di vista i giovani sono i più sensibili e i più attenti all’inclusione sociale. Per i nostri atleti non è solo attività fisica, ma una possibilità nella vita di superare barriere, essere visti per le proprie capacità e non per le proprie debolezze. Ogni traguardo raggiunto è una vittoria contro lo stigma e il pregiudizio della società. Chiunque abbia visto il loro impegno e le loro qualità tecniche sa che non esistono limiti nello sport.
prova
cropped-favicon-sn24.png
Condividi

Articoli correlati