Cagliari, quando Instagram era la gelateria “Sa Carapigna”

Il ritrovo dei ragazzi degli anni ottanta è solo nei ricordi di chi ha vissuto quell’epoca
La gelateria “Sa Carapigna”

Niente chat, niente gruppi WhatsApp, nessun reel. Bastava una frase: “Ci vediamo alla Carapigna”. E centinaia di ragazzi si ritrovavano davanti alla gelateria cagliaritana, a due passi dal Palazzetto dello Sport. C’erano ancora le cricche, ma tra un cono e una coppetta i gruppi si mescolavano, mentre Vespe e Sì della Piaggio riempivano la strada. Lì nascevano e finivano amori e amicizie. Di molti restano soltanto fotografie e negativi dimenticati in qualche cassetto. Oggi quello spazio è vuoto e una parte dei locali ospita un centro estetico. Non c’è più la folla di ragazzi con il suo gergo, i suoi riti, gli appuntamenti che non avevano bisogno di conferme, di spunte blu. Lo spazio davanti alla gelateria diventava uno spalto, una vetrina in cui guardare e farsi guardare. Un po’ come Instagram, ma bisognava esserci, incrociare gli occhi degli altri, trovare il coraggio di avvicinarsi. Tempi migliori? Sicuramente tempi diversi. Quei ragazzi saranno diventati genitori, qualcuno anche nonno. C’è chi avrà fatto strada, chi avrà perso i capelli e chi li avrà bianchi come il latte. La ragazza di allora forse faticherebbe a riconoscere quello per cui aveva pianto tanto. E lui, forse, non saprebbe riconoscere lei. Gli rimane solo il ricordo di quello sguardo fugace e il rimpianto di non esserci avvicinato nel timore di essere respinto. Lo ha detto anche alla cena dei sessant’anni agli amici di allora, quelli di una vita. Potrebbero ritrovarsi uno accanto all’altra mentre accompagnano i figli nella vicina sede staccata del liceo Dettori, magari a contendersi una precedenza, ignari di essersi già incontrati in un’altra stagione della vita. Ma a molti basterà uno sguardo a quei locali semivuoti, a qualche tavolino rimasto, a un portatovaglioli ancora al suo posto, per ricordare quando “ci vediamo alla Carapigna” era tutto ciò che serviva. E l’estate e la giovinezza sembravano infinite.

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