
C’è il via libera per il referendum abrogativo dell’autonomia differenziata. L’ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione questa mattina ha approvato un’ordinanza che consente al Comitato nazionale contro l’autonomia differenziata di procedere verso la consultazione popolare in attesa del parere definitivo della Consulta, atteso per il 20 gennaio.
La notizia ha ovviamente un impatto anche in Sardegna considerato che la coalizione di centrosinistra che sta governando la Regione si è presentata, fin da subito, come avversario politico della legge Calderoli.
La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha dichiarato: “La Sardegna ha combattuto in prima fila per difendere la sua specialità e per opporsi a una legge iniqua che spacca l’Italia e aumenta le disuguaglianze. La Sardegna vuole avere l’opportunità di diventare locomotiva d’Italia e difenderà con le unghie e con i denti le risorse e le opportunità che gli spettano”.
Salvatore Corrias, Pd, presidente della Commissione consiliare sull’autonomia in Regione, ha commentato: “Siamo soddisfatti per l’ordinanza della Cassazione che ci fa essere fiduciosi sull’atteso pronunciamento della Corte costituzionale. Il fatto che la Regione abbia promosso questo percorso ci rende protagonisti di un processo di democrazia finalizzato a fare in modo che il disegno dell’autonomia differenziata naufraghi innanzi alla volontà di chi come noi intende respingerlo con tutte le forze. Noi abbiamo sempre ritenuto che vada preservata la nostra autonomia speciale e che le regioni più deboli della nostra Italia non debbano essere svantaggiare rispetto a chi vuole la secessione delle regioni più forti.
Paolo Truzzu, capogruppo Fdi in Consiglio regionale: “Premetto subito che io sono sempre contento quando il popolo è chiamato a pronunciarsi. Detto questo, a me sembra che il quesito referendario sia già superato dalla sentenza della Corte che ha modificato parzialmente la legge Calderoli”.
Stefano Schirru di Alleanza Sardegna: “Purtroppo la contrapposizione destra/sinistra e l’uso strumentale della politica, hanno svilito e offeso un argomento di portata centrale per i cittadini, come l’organizzazione dello Stato e delle regioni e le loro competenze. L’ autonomia è essenziale, ma non può essere realizzata senza un’effettiva parità di possibilità tra tutti. Il che vuol dire che bisogna fare una riforma ben fatta, garantendo i livelli delle prestazioni e assicurando a un cittadino di Decimomannu di avere le stesse risorse in servizi pubblici di uno di Milano. Sono temi che si trattano con attenzione, competenza e un accordo tra tutte le parti. Non con l’accetta del Referendum (e neppure con riforme istituzionali assunte a colpi di maggioranza).

