
Michele Porcheddu, 17 anni, di Thiesi, ha scritto un libro intitolato “Le mie delizie” sulla cucina sarda. Il suo obiettivo è quello di valorizzarla e raccontarla tramite i social.
Il giovane content creator dice: “Mi piacerebbe essere da esempio per i miei coetanei e per questo voglio dir loro di non avere paura del giudizio degli altri, ma di farsi coraggio e buttarsi per seguire la propria strada”.
Michele Porcheddu, puoi raccontare il tuo libro?
È un’autopubblicazione, uscito a maggio 2024, in cui tratto vari aspetti della cucina, suddividendolo in capitoli e in ogni pagina analizzo le caratteristiche, la storia e gli abbinamenti di un determinato prodotto.
Gestisci un profilo Instagram molto seguito, come è nato e come lo hai fatto crescere?
Durante la pandemia, vedendo gli altri fare videoricette mi sono cimentato anche io a fare lo stesso, da lì è partito tutto. Ho avuto un ottimo riscontro e ora gestisco autonomamente il mio profilo, grazie ad altre collaborazioni che sono arrivate successivamente e che mi hanno fatto crescere.
Hai detto di avere un forte legame con la cucina sarda: cosa significa per te?
Per me ha un grande valore: il mio obbiettivo è quello di valorizzarla tramite i social per darle il giusto riconoscimento, tramandando le ricette e i sapori che mi ha insegnato mia nonna.
Da dove nasce la tua passione per la cucina?
Fin da piccolo, quando aiutavo mia madre nella preparazione delle torte. In seguito, è stata mia nonna a trasmettermi i segreti: cucinando insieme a lei, ho imparato le ricette sarde che ancora oggi porto con me.
Secondo te c’è una mancanza comunicativa nella divulgazione della cucina sarda?
Assolutamente sì, con un duplice aspetto: da una parte custodiamo con orgoglio le tradizioni culinarie tramandate dalla famiglia, ma dall’altro manca la valorizzazione efficace dei nostri prodotti, che per questo faticano a farsi conoscere nel resto del mondo.
Perché?
Manca un ricettario comune, ogni famiglia segue la propria versione adattandola al proprio contesto. Questo porta a una frammentazione che rende difficile condividere un’immagine unica e riconoscibile della Sardegna, ostacolandone la promozione e la valorizzazione.
