
Dalla Sardegna al cuore del design italiano, Marco Melis produce occhiali unici che conquistano anche le celebrità. Tra i suoi clienti: Michelle Hunziker, Claudio Baglioni, Spike Lee. Le sue creazioni non seguono le mode: ogni occhiale è un gesto sartoriale che racconta un’anima, una storia, un’identità.
Com’è iniziato il tuo percorso nel mondo del design di occhiali?
Ho iniziato il mio percorso in Veneto, al distretto dell’occhiale: è nato tutto dal bisogno di vedere oltre. Sono sempre rimasto affascinato da come un semplice oggetto potesse trasformare il volto, e l’anima, di chi lo indossa. Poi ho capito che non volevo solo osservare questa trasformazione: volevo creare qualcosa che parlasse direttamente a quell’anima.
Dove trovi l’ispirazione quando crei un nuovo modello di occhiali?
Osservo il modo in cui ti vesti, come ti muovi, il tuo modo di porti. Guardo la tua sfrontatezza o la tua timidezza, i tuoi colori, i dettagli che parlano di te. È da lì che nasce la mia ispirazione.
Il primo modello disegnato? Che ricordi hai?
È stato un occhiale in acetato, si chiamava “Barra”. Ricordo perfettamente la sensazione contrastante di quel momento: la paura di sbagliare, ma anche l’ebbrezza di creare qualcosa di mio. Quel modello, nato quasi in punta di piedi, anni dopo è arrivato fino alla MotoGP.
