
Nel corso del I millennio a.C., gli Etruschi, chiamati anche Tirreni, divennero una delle principali potenze dell’Italia centrale, controllando sempre di più le rotte commerciali del Mar Tirreno. Forse legati ai misteriosi “Popoli del Mare” citati dagli Egizi, si stabilirono in Toscana e nel Lazio, guidati, secondo la leggenda, dal re Tirreno. La loro flotta era molto attiva, tanto da essere accusati di pirateria dai Greci, che li chiamavano tyrrhenoi leistai, cioè pirati etruschi. Il nome stesso del Mar Tirreno deriva da loro.
Nel frattempo, sull’altra sponda del Mediterraneo, anche Cartagine stava crescendo. Fondata, secondo la tradizione, dai Fenici di Tiro nell’814 a.C., Cartagine aveva esteso il suo controllo su tutto il Nord Africa, sulla Sardegna e sulle Baleari.
Nel VI secolo a.C., Etruschi e Cartaginesi unirono le forze per controllare il commercio nel Mediterraneo occidentale e per difendersi dall’avanzata dei Greci. Questi ultimi, provenienti dalla Ionia (nell’attuale Turchia), erano fuggiti dopo l’invasione persiana guidata dal generale Arpago. Tra di loro c’erano i Focei, abili navigatori, che cercavano nuove terre dove insediarsi.
Già intorno al 600 a.C., i Focei avevano fondato Massalia (oggi Marsiglia), entrando in conflitto con gli Etruschi per il controllo delle rotte verso la Provenza e la Catalogna. Ma la vera crisi arrivò con il rafforzamento della colonia greca di Alalia, sulla costa orientale della Corsica.
Da Alalia, i Focei iniziarono a compiere azioni di pirateria, attaccando le navi etrusche e cartaginesi e arrivando persino a minacciare le coste dell’Etruria e della Sardegna.
Per fermare i Greci, Etruschi e Cartaginesi decisero di agire insieme. Nacque così la prima grande battaglia navale documentata dell’antichità: la battaglia di Alalia, intorno al 540 a.C.
Lo storico greco Erodoto racconta che ogni alleato mise in campo 60 navi, per un totale di 120 imbarcazioni, mentre i greci Focei disponevano di 60 pentecontere, navi leggere e veloci, ideali per il combattimento e la fuga.
Le fonti non specificano tutte le città etrusche coinvolte, ma è certo che Cerveteri (antica Cere), una delle più potenti, partecipò in modo decisivo. Le sue navi salparono in autunno, passando per le isole del Giglio, Giannutri e Montecristo, e raggiunsero la Corsica. Lì attesero i Cartaginesi alle isole Cerbicali (nei pressi dell’attuale Porto Vecchio), ma i venti contrari rallentarono la flotta punica. I Greci, accortisi del pericolo, decisero di attaccare prima che le due flotte nemiche si unissero. Raggiunsero le Cerbicali sfruttando la corrente favorevole e lì avvenne lo scontro.
La battaglia fu durissima e coinvolse tutte le 180 navi. Secondo Erodoto, i Greci vinsero, ma fu una vittoria “cadmea”, cioè ottenuta con gravi perdite. Solo 20 delle 60 navi greche sopravvissero, e anche queste erano molto danneggiate. Le altre furono affondate o catturate.
Anche se i Greci avevano vinto la battaglia sul piano tattico, la loro presenza nel Tirreno finì. Gli Etruschi occuparono Alalia e vi fondarono una nuova città chiamata Nikaia (“vittoria”), oggi identificata con il sito di Casabianda, vicino ad Aleria. Rafforzarono il controllo della Corsica orientale e delle rotte nel Tirreno. I Cartaginesi consolidarono la loro presenza in Sardegna, anche se non riuscirono mai a dominarla completamente, e iniziarono a espandersi verso la Spagna e le Baleari.
Un’iscrizione trovata a Tarquinia e datata al V secolo a.C. ricorda una spedizione navale etrusca contro la Sicilia, guidata da un comandante chiamato Velthur Spurinna. Tuttavia, gli Etruschi non crearono mai un impero unificato: le loro città restarono autonome, legate solo da una confederazione con scopi religiosi, nota come la Lega delle Dodici Città.
La battaglia di Alalia cambiò gli equilibri del Mediterraneo occidentale. I Greci furono costretti a rinunciare ai loro progetti di espansione in quest’area. Gli Etruschi dominarono il Tirreno e la Corsica, mentre Cartagine controllò la Sardegna e le Baleari.
Per la prima volta, i Greci si scontrarono con una potenza marittima organizzata e aggressiva. Il dominio etrusco sui mari durò ancora per decenni, fino alla lenta ma inarrestabile ascesa di Roma.


