L’INDISCRETO. I direttori generali delle Asl chiedono la testa di Schael a Todde

Ma Todde in aula lo difende: “Tutti sono soggetti a controlli”
Thomas Schael

I direttori generali delle Asl sarde chiederanno oggi alla presidente Todde (che è anche assessora alla Sanità) la testa di Thomas Schael. Il capo d’accusa è chiaro: il manager venuto dall’Alto Adige per guidare l’assessorato regionale alla Sanità con le lettere di richiamo inviate nei giorni scorsi ai capi delle Asl avrebbe valicato ogni confine del diritto e del buon senso. La riunione si svolgerà in assenza di Schael, segnalato in ferie sulla costa partenopea, e si preannuncia calda perché i capi delle aziende sanitarie ritengono di avere la coscienza a posto. E di lavorare tutti per uno scopo: abbattere le liste d’attesa e far funzionare meglio la Sanità territoriale. Anche se mancano all’appello centinaia di medici di famiglia e il 10 per cento dei sardi rinuncia alle cure.
Cosa farà la presidente? Attenderà le ultime pronunce sui vecchi manager come quella del Consiglio di Stato su Marcello Tidore. Oppure manderà via Schael, creando le condizioni perché la Regione Sardegna, al pari di altre, gli paghi un altro risarcimento? La partita è tutta aperta, anche se meno avvincente del campionato del Cagliari.

In aula Todde difende Schael

Le dichiarazioni della presidente durante la riunione del Consiglio regionale di questa mattina sonano già come una difesa d’ufficio dell’operato di Schael, a suo avviso apprezzato in altre regioni dove ha operato, come l’Abruzzo. Riguardo alla lettera, secondo Todde non si tratta di una minaccia ma di un semplice richiamo al fatto che quando si prendono delle decisioni con una delibera poi devono essere tradotte in atti concreti e che tutti sono soggetti a controlli, nessuno escluso, soprattutto quando si tratta della salute dei sardi e delle liste d’attesa.

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