
A Nuoro la parola più usata è stata “rete”. Ma il significato, questa volta, è molto concreto: coordinare davvero le politiche culturali tra Comune, Provincia e Regione.
È questa la notizia uscita dal secondo incontro tematico promosso dal Partito Democratico cittadino e coordinato dal segretario PD di Nuoro Giovanni Mossa: la proposta condivisa di un tavolo permanente tra istituzioni e territorio per programmare insieme e smettere di procedere per iniziative isolate.
Un tentativo di mettere ordine in un sistema che da anni produce molto, musei, associazioni, eventi, festival, senza però una regia comune.
Al centro del confronto anche un elemento politico evidente: un tavolo interamente al femminile a discutere il futuro culturale della città. A confrontarsi sono state infatti l’assessora comunale Natascia Demurtas, la consigliera provinciale Sonia Mele e l’assessora regionale Ilaria Portas, tre livelli istituzionali diversi che si ritrovano sulla stessa linea.
Nel corso del dibattito sono intervenuti anche, con contributi dal pubblico, il presidente del MAN Tonino Rocca e il presidente della Fondazione Nivola Giuseppe Pirisi, portando il punto di vista delle principali istituzioni culturali del territorio.
Il punto condiviso da tutti è semplice: la città continua a essere uno dei principali poli culturali dell’isola, ma senza una strategia unica.
Demurtas lo ha detto senza giri di parole: il Comune da solo non ha le risorse per sostenere una politica strutturata. Servono programmazione e continuità, non interventi occasionali. Tradotto: basta eventi messi in fila, serve una politica culturale.
Nel ragionamento rientrano spazi da riaprire, rete museale da rafforzare e soprattutto il cambio di fase che arriverà con le grandi trasformazioni future della città. Senza pianificazione, il rischio è restare spettatori. (e.c.)
La posizione della Provincia, espressa da Sonia Mele, sposta il discorso su un piano più ampio: la cultura non come memoria ma come sviluppo. Dal MAN ai Tenores, dalle fondazioni culturali al sistema museale diffuso, l’idea è costruire un vero distretto culturale del Nuorese capace di produrre lavoro, formazione e attrazione di giovani. Non più singole eccellenze, ma un sistema coordinato. Musei e fondazioni: il sistema esiste già, manca la regia
Gli interventi dal pubblico hanno confermato un dato: Nuoro non parte da zero. Il patrimonio c’è, artistico, letterario, identitario, ma spesso non dialoga con scuola, turismo ed economia.
La sfida diventa quindi educativa prima ancora che promozionale: inserire stabilmente la cultura nei percorsi formativi e nella vita quotidiana della città.
Per l’assessora regionale Ilaria Portas la direzione è quella di trasformare Nuoro in un laboratorio di politica culturale. Tre assi: accesso sociale alla cultura, digitalizzazione del patrimonio e formazione professionale nei settori creativi.
Il tema non è solo artistico ma sociale: la cultura come spazio di comunità, inclusione e opportunità economica. Il punto non è l’ennesimo incontro tra istituzioni, ma il tentativo di stabilizzare il confronto. Il tavolo permanente nasce proprio con questo obiettivo: evitare che ogni amministrazione riparta da capo e mettere in fila priorità, risorse e tempi.
Ora la partita si sposta dai dibattiti alle decisioni: coordinare calendario, spazi, formazione e investimenti.
Se il percorso prenderà forma, Nuoro potrà passare da città che organizza eventi a città che costruisce politiche culturali. (e.c.)