
All’ospedale Brotzu di Cagliari è stato eseguito con successo il primo trapianto in Sardegna da donatore a cuore non battente (cDCD). L’intervento, che ha visto il prelievo e il trapianto del rene nello stesso contesto operativo, rappresenta un punto di svolta nella medicina dell’isola. Il paziente è in buone condizioni post-operatorie.
“È una conferma della vocazione della Sardegna nel campo dei trapianti,” ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Armando Bartolazzi. “Grazie a tecnologie avanzate e a équipe altamente qualificate, stiamo raggiungendo risultati che ci pongono all’avanguardia a livello nazionale.”
Il trapianto è stato coordinato dal Centro Regionale Trapianti, diretto da Lorenzo D’Antonio, con la collaborazione di Francesca Zorcolo e del coordinamento locale guidato da Antonio Manti.
La tecnica cDCD (controlled Donation after Circulatory Death) consente di prelevare organi da pazienti che hanno cessato irreversibilmente l’attività cardiaca, ampliando in modo significativo la platea dei potenziali donatori. È una pratica diffusa in altri paesi europei ma introdotta in Sardegna solo di recente.
La Regione ha adottato il nuovo modello con la delibera del 7 agosto 2024, che ha istituito il Centro Regionale Trapianti e individuato i poli trapiantologici di riferimento nell’ARNAS Brotzu e nell’AOU di Sassari. Il protocollo regionale è entrato in vigore a febbraio 2025.
“I numeri ci danno ragione,” ha affermato Bartolazzi. “In Sardegna si effettuano oltre 70 trapianti l’anno, con tassi di consenso superiori di 9 punti percentuali rispetto alla media nazionale. La cDCD è un’opportunità per ridurre le liste d’attesa e salvare più vite.
L’operazione ha coinvolto oltre dieci reparti ospedalieri, tra cui Rianimazione, Neuroradiologia, Cardioanestesia, Anatomia Patologica, Centro Trasfusionale, Psicologia, Neurologia e Professioni Sanitarie. La parte chirurgica è stata eseguita dalle équipe di Urologia (diretta da Andrea Solinas) e Nefrologia e Dialisi (diretta da Antonello Pani). Il coordinamento è stato affidato al Centro Regionale Trapianti, attualmente diretto – secondo fonti interne – da Lorenzo D’Antonio, figura tecnica al momento non ancora nota pubblicamente nei canali ufficiali. (Nota: in assenza di conferma istituzionale, il nome potrebbe essere soggetto a verifica.) “È stata una prova di efficienza e collaborazione multidisciplinare,” ha commentato lo staff, “che dimostra come la sanità pubblica possa raggiungere livelli di eccellenza, anche in contesti complessi.”


