
C’è anche Monte Gonare nella geografia letteraria di Grazia Deledda. È qui che Efix, il protagonista di Canne al vento, arriva in pellegrinaggio verso il santuario, lungo un cammino che nel romanzo diventa insieme fisico e interiore.
Cento anni dopo il Nobel, Orani riparte proprio da quei luoghi per riportare le pagine della scrittrice nel paesaggio che le ha ispirate. Giovedì 4 settembre, durante il novenario di Nostra Signora di Gonare, è in programma la “Passeggiata ecologica nei luoghi di Grazia”, uno degli appuntamenti di “Cuore bisogna avere, null’altro”, il progetto dedicato al centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice nuorese. La partenza è prevista alle 16. Il percorso, rivolto in particolare ai ragazzi ma aperto anche agli adulti, sarà accompagnato dalle educatrici che, lungo il cammino, intrecceranno il racconto della scrittrice con le descrizioni della Sardegna presenti nelle sue opere. E a Gonare il legame con Deledda è tutt’altro che generico. Il santuario entra direttamente in Canne al vento attraverso il pellegrinaggio di Efix. Camminare verso Gonare significa dunque attraversare un luogo reale che la letteratura ha trasformato in uno spazio narrativo, carico di spiritualità, inquietudini e ricerca di redenzione.
La passeggiata raggiungerà Sas Cumbessias, dove alle parole si affiancheranno gesti e sapori della tradizione. Con il coinvolgimento dei commercianti locali sarà preparata e condivisa una merenda deleddiana. Seguiranno la novena e la preparazione de “su pane vrattau”, all’interno del percorso dedicato al menù deleddiano. Dalle 21, saranno invece i giovani a raggiungere la cima del Monte Gonare per la veglia.
L’appuntamento arriva a una settimana esatta da “Nivola per Deledda”, la serata che il 28 agosto ha aperto a Orani un altro interessante confronto: quello tra la scrittrice premio Nobel e Costantino Nivola. Negli spazi del Museo Nivola è stata presentata l’opera che l’artista oranese dedicò a Grazia Deledda, concessa dal Banco di Sardegna e ospitata dal museo. Un accostamento che ha fatto incontrare due personalità lontane per generazione e linguaggio, ma accomunate da una vicenda per molti versi emblematica della cultura sarda del Novecento: partire da un’isola periferica e riuscire a parlare al mondo senza cancellare le proprie radici. Dalla materia di Nivola si è passati poi alla parola. Nel cortile del Museo Gianluca Medas ha dato voce a Elias Portolu, riportando al centro uno dei romanzi nei quali emerge con maggiore forza quell’universo di passioni, colpa, destino e appartenenza che attraversa l’opera deleddiana.
Il passaggio dal 28 agosto al 4 settembre segna anche un cambio di prospettiva. Dal Museo Nivola si sale a Gonare, dall’opera dedicata a Deledda si arriva dentro uno dei suoi romanzi. E il centenario diventa l’occasione per ricostruire un rapporto tra letteratura e territorio che a distanza di un secolo conserva ancora tracce riconoscibili. Perché il Nobel appartiene alla storia. Gonare, invece, è ancora lì. E percorrerne i sentieri significa ritrovare una parte di quella Sardegna che Grazia Deledda seppe trasformare da luogo geografico in materia letteraria. “Cuore bisogna avere, null’altro – 100 anni di Nobel di Grazia Deledda” continuerà nei mesi di settembre e ottobre con altri appuntamenti. Il progetto è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale. (E.C.)


