Fluorite in Sardegna, una miniera di opportunità. Ma da usare con cautela

Miniera Silius

Dopo oltre trent’anni di inattività e undici di burocrazia feroce, una miniera sotterranea in Sardegna tornerà operativa. Contiene più di tre milioni di tonnellate di fluorite, minerale strategico per la produzione di batterie agli ioni di litio, cioè per l’elettrificazione, cioè per la transizione ecologica, cioè per il futuro.

Il progetto è guidato da Umberto Gioia, geologo bresciano che, come racconta il Corriere della Sera, ha trascorso più di un decennio a districarsi tra autorizzazioni, normative e incontri con investitori prima di ottenere, nel 2023, il via libera per la riapertura del sito di Silius.

Il consorzio Mineraria Gerrei, finanziato in parte da Aruba (sì, quelli dei server), ha stanziato circa cinquanta milioni di euro per l’operazione. L’obiettivo: estrarre almeno 70.000 tonnellate di fluorite e 6.800 di galena all’anno, creando un centinaio di posti di lavoro.
Se tutto va secondo i piani, l’estrazione inizierà entro il 2025.

prova
Condividi

Articoli correlati