Per quanto riguarda le diverse strutture ricettive, i dati vedono il settore alberghiero in testa, con 2,5 milioni di arrivi e oltre 10 milioni di presenze, ma l’extra-alberghiero è in forte crescita, con 8,7 milioni di pernottamenti. In particolare, spiccano gli affittacamere (+30 per cento), i villaggi turistici (+27,5 per cento) e le locazioni occasionali (oltre 3,3 milioni di presenze, +42 per cento), grazie anche all’introduzione del Codice identificativo nazionale (Cin) pensato per questo tipo di strutture.
Mentre il turismo italiano resta concentrato al 90 per cento nei mesi estivi, quello straniero si distribuisce equamente tra alta e bassa stagione. I numeri infatti, vedono una crescita del 45 per cento delle presenze in ottobre; un incremento del 30 per cento nel mese di maggio, del 25 per cento a dicembre e, infine, del 24 per cento per novembre. La Sardegna inizia quindi ad attrarre visitatori anche nei mesi meno tradizionali, grazie anche alle politiche regionali di promozione della bassa stagione.
Franco Cuccureddu, assessore del Turismo, ha dischiarato: “Sono dati davvero eclatanti, anche in considerazione del fatto che l’anno precedente l’incremento complessivo era stato soltanto dell’1,3%. Questa crescita imponente non può che farci piacere e indurci a lavorare con la stessa determinazione, sia nel marketing e nell’osservatorio che nella riorganizzazione complessiva dell’assessorato. Saremmo, peraltro, assai più soddisfatti se questi dati si riflettessero in termini di ricchezza prodotta in favore dei sardi, con un incremento percentuale del contributo che il turismo fornisce al PIL della Sardegna, ciò significherebbe che la nostra Isola ha intrapreso la strada per diventare una vera regione turistica”.