
Superare il criterio del prezzo più basso nell’acquisto di sensori e microinfusori per il diabete. È la richiesta emersa a Cagliari durante l’incontro organizzato da Health Engine, Diabete Zero e Federazione della rete sarda diabete. Le associazioni propongono gare pubbliche che valutino anche efficacia clinica, facilità d’uso, innovazione e distribuzione equa sul territorio, coinvolgendo direttamente i pazienti. L’obiettivo, ha spiegato la presidente di Health Engine Teresa Petrangolini, è migliorare le cure e utilizzare meglio le risorse: una gestione inadeguata della malattia può infatti comportare ricoveri più costosi dei dispositivi stessi. Dopo Toscana e Lazio, si punta ad avviare questo percorso anche in Sardegna. Nell’Isola quasi 13mila persone convivono con il diabete di tipo 1, tra cui circa 1.400 minori, mentre oltre 110mila hanno il tipo 2.


