Calciomercato, Nzola è il colpo finale del Cagliari
Il Cagliari chiude il mercato con M’Bala Nzola. Nato in Angola nel 1996, l’attaccante è cresciuto calcisticamente in Francia, nelle giovanili del Troyes, prima di trasferirsi in Portogallo all’Académica, con cui ha debuttato tra i professionisti nel 2015. La sua esperienza italiana è iniziata alla Virtus Francavilla, dove ha realizzato 13 gol e 6 assist in 39 presenze. Dopo una parentesi al Carpi, nell’estate del 2018 è passato al Trapani, contribuendo in maniera decisiva alla promozione in Serie B. In due stagioni con i siciliani ha collezionato complessivamente 50 presenze e 10 reti. Nel gennaio 2020 il trasferimento allo Spezia, con il quale ha conquistato la promozione in Serie A. L’esordio nella massima categoria è arrivato il 18 ottobre contro la Fiorentina. Poco dopo, nella vittoria per 3-0 sul campo del Benevento, ha firmato la sua prima doppietta. Ha concluso quella stagione con 11 gol e 3 assist in 25 partite, risultando determinante per la salvezza dei liguri. Nell’annata 2022/23 è tornato in doppia cifra, segnando 13 reti e servendo 2 assist in 31 gare. Le sue prestazioni gli sono valse la chiamata della Fiorentina. Con la maglia viola ha totalizzato 47 presenze, 7 gol e 5 assist, debuttando anche nelle competizioni europee durante i playoff di Conference League contro il Rapid Vienna. Successivamente ha giocato in prestito al Lens, in Ligue 1, mettendo a segno 7 reti in 23 partite. Nell’ultima stagione è tornato in Italia, dividendosi tra Pisa, con 3 gol in 17 presenze, e Sassuolo, con una rete in 14 gare. Nzola vanta inoltre 15 presenze e 3 gol con la nazionale angolana. Attaccante fisico e potente, è abile nel proteggere il pallone e nel favorire la risalita della squadra, ma sa anche attaccare gli spazi sfruttando velocità e progressione. L’ultima mossa del mercato “in uscita” è invece la cessione di Cavuoti al Catania, con la formula del prestito per un anno.
PUNTO DI VISTA. Antonello Lai e De Crescenzo, due forme opposte di stare davanti alla telecamera
Leggo che Netflix avrebbe in programma una docufiction su Rita De Crescenzo. Ci può stare. Al netto di ogni considerazione, immagino abbiano fatto i loro conti sul ritorno economico dell’operazione. Io però ho pensato subito ad Antonello Lai. Perché tra Lai e De Crescenzo c’è un cortocircuito quasi perfetto tra due forme opposte di stare davanti a una telecamera.
Per trent’anni Antonello ha preso un operatore, un microfono ed è andato dove gli altri non andavano. Case popolari, cortili, marciapiedi, famiglie senza soldi, sfrattati, disoccupati, tossicodipendenti, anziani soli, gente incazzata, disperata, spesso completamente fuori dal racconto pubblico.
Zona Franca era anche questo. Un casino, spesso. Lai interrompeva, insisteva, provocava, si esponeva. Non aveva la compostezza del giornalista che arriva, prende due dichiarazioni e torna in redazione. Aveva un rapporto fisico con quello che raccontava.
Nel 1995 arrivò secondo al Premio Ilaria Alpi con un reportage su Vincenzina. Ma il punto non sono neanche i premi. Antonello aveva capito molto prima dei social la potenza di mettere una telecamera davanti a qualcuno che normalmente una telecamera non l’avrebbe mai avuta.
Poi sono arrivati Internet e i social.
Il mondo che Antonello raccontava non è diventato spettacolo con i social. Lo era già stato mille volte, dalla cronaca nera alla televisione del dolore, dai reality a tutto il resto. È successa una cosa diversa: ha smesso di avere bisogno di qualcuno che arrivasse da fuori con una telecamera.
Antonello entrava a Sant’Elia, a Is Mirrionis, nelle case popolari, e dava un microfono a chi non ce l’aveva. Oggi da quello stesso universo puoi accendere un telefono, costruirti un pubblico e diventare tu stesso il mezzo di comunicazione.
Rita De Crescenzo sta dall’altra parte di questo passaggio. Non è più qualcuno che Antonello Lai avrebbe raccontato, perché lei si racconta da sola. Decide l’inquadratura, costruisce il personaggio, parla direttamente al suo pubblico.
La navi da crociera di lusso sbarcano in Sardegna, 54 approdi sino a dicembre
La Sardegna punta sul crocierismo di lusso: sino a dicembre previsti 54 approdi di navi di fascia alta con potenziamento dell'home port. Si comincia oggi con il ritorno ad Olbia della Sea Cloud Spirit. Dopo lo sbarco di 106 passeggeri, principalmente tedeschi, la nave effettuerà un'operazione di turn around, con l'imbarco di 114 crocieristi per un tour esclusivo con tappe a Bonifacio, Portoferraio, Calvi, notte ad Alghero, rada a Porto Cervo e sbarco, il 9, ad Olbia. A bordo ospiti provenienti prevalentemente da Germania e USA, seguiti da Giappone, Svizzera, Inghilterra, Spagna, Austria ed Emirati Arabi.
Su 298 approdi programmati nel 2026, il programma aggiornato ne prevede 96 riferiti ai segmenti luxury e ultra-luxury, con 26 mila e 500 passeggeri stimati sugli oltre 800 mila crocieristi attesi per l'anno in corso.
La crescita del mercato a livello internazionale vede affacciarsi sempre più nuovi brand dell'ospitalità di alta gamma, a partire proprio dalle catene alberghiere. Come Four Season's, la cui omonima nave da crociera, la Four Season's I, ha ormeggiato a Cagliari tra il 25 e 26 marzo. Altro operatore ad aver scommesso sul sistema Sardegna è la catena messicana Vidanta che, con il giga yacht VidantaWorld's Elegant, ha inserito un approdo ad Olbia e uno a Golfo Aranci in giugno e una terza toccata a Cagliari il 16 novembre. A Cagliari 46 approdi, a Olbia 29; ma sono Golfo Aranci (8 su 8), Porto Torres (9 su 9) e Arbatax (4 su 5).
L'idea di Cuccureddu: il Capodanno di Alghero in diretta tv nazionale
Un unico grande concerto di Capodanno della Sardegna, in diretta televisiva nazionale, con i collegamenti da altre sei piazze sarde. È l'obiettivo della Regione Sardegna che ha approvato il progetto unitario "Notte di San Silvestro 2026", la location scelta è Alghero in virtù del suo storico ruolo di leader nell'organizzazione della festa di Capodanno nell'Isola sin dal 1995 con il nome Cap d'Any. Per centrare il risultato l'assessorato al Turismo guidato da Franco Cuccureddu mette sul piatto tre milioni di euro da destinare attraverso un bando aperto alle emittenti televisive nazionali collocate tra le prime nove posizioni della numerazione automatica del digitale terrestre che dovranno poi occuparsi di mettere su un cast di artisti, dei conduttori e degli allestimenti tecnici compresi i collegamenti via satellite. "Vogliamo portare l'isola alla ribalta nazionale", ha sottolineato Cuccureddu", queste manifestazioni rappresentano un prodotto turistico unitario di particolare rilievo, in grado di sostenere la filiera dell'accoglienza e dei servizi e rafforzare il posizionamento della Sardegna quale destinazione capace di attrarre visitatori lungo l'intero arco dell'anno". Il progetto "Capodanno in Sardegna 2026" non si limiterà tuttavia alla piazza principale. La trasmissione dovrà prevedere collegamenti in diretta con gli eventi organizzati in almeno altre sei città dell'Isola ammesse al Cartellone Capodanno 2026 (con capienza di almeno 10.000 persone), creando una rete regionale capace di portare le immagini della Sardegna, attraverso le sue piazze, nelle case di milioni di telespettatori.
Ryanair, attenti alle scalette dei Boeing
Ottantacinque cadute in tre anni dalle scalette anteriori integrate dei Boeing 737 utilizzati da Ryanair. È il dato rilevato da uno studio dell’ANSV, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che ha analizzato gli incidenti avvenuti durante le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri. Nel periodo tra il 2023 e il 2025, in Italia sono stati registrati complessivamente 104 episodi di caduta: ben 85, circa l’82 per cento, si sono verificati sulla scala integrata anteriore dei Boeing 737 impiegati dalla compagnia irlandese. Le altre 19 cadute hanno invece riguardato le normali scale messe a disposizione dai gestori aeroportuali. Un confronto rilevante per via del numero di viaggiatori: Ryanair rappresenta circa il 26-27% dei passeggeri trasportati in Italia, mentre il restante 73 per cento utilizza altri vettori. Secondo l’ANSV, dunque, il tasso di cadute registrato sulla scala integrata anteriore dei 737 risulta sensibilmente superiore rispetto a quello delle attrezzature aeroportuali. Sotto la lente di ingrandimento ci sono le caratteristiche della scaletta. Il dispositivo è formato da 12 gradini, larghi circa 61 centimetri, con un’alzata di circa 20 centimetri e una pedata di 25. L’inclinazione è di circa 35 gradi. Dimensioni che rendono la struttura relativamente stretta e ripida, soprattutto per chi scende trasportando bagagli o ha difficoltà motorie. L’utilizzo delle scale incorporate consente alla compagnia di rendere più autonome e rapide le operazioni a terra, evitando inoltre il ricorso alla scaletta mobile fornita dall’aeroporto.
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