Carcere di Uta, Irene Testa: “Inaccettabile stop alle prestazioni aggiuntive degli infermieri”
Si aggrava l’emergenza sanitaria nel carcere di Uta. La Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Irene Testa, esprime forte preoccupazione dopo la decisione del personale infermieristico di interrompere le prestazioni aggiuntive che, finora, avevano consentito di garantire l’assistenza sanitaria nonostante la grave carenza di organico. Secondo Testa, è “inaccettabile” che il diritto alla salute delle persone detenute rischi di essere compromesso a causa dei ritardi amministrativi e del mancato pagamento di prestazioni lavorative svolte da mesi. Allo stesso modo, sottolinea la Garante, non è accettabile che gli operatori sanitari, già impegnati in condizioni particolarmente difficili, siano costretti a rivendicare il riconoscimento delle somme loro dovute. La situazione della casa circondariale di Uta, ricorda Testa, è da tempo critica. Al cronico sovraffollamento si sommano la carenza di personale sanitario e penitenziario e le difficoltà organizzative, un quadro che rischia ora di peggiorare ulteriormente con la possibile riduzione dell’assistenza sanitaria e con il previsto aumento della popolazione detenuta. “Il diritto alla salute è un diritto fondamentale e universale che non viene meno con la privazione della libertà personale”, ribadisce la Garante, ricordando come lo Stato abbia il dovere di garantirlo attraverso adeguate risorse umane, organizzative ed economiche. Testa rivolge un appello alla Asl di Cagliari, alla Regione Sardegna e a tutte le istituzioni competenti affinché vengano sbloccati senza ulteriori ritardi i pagamenti spettanti al personale infermieristico e siano adottate tutte le misure necessarie per assicurare la continuità dell’assistenza sanitaria all’interno dell’istituto penitenziario.
Sanità, la Regione assume cinquecento medici e mille infermieri
La Regione vara un piano straordinario di assunzioni che prevede il reclutamento a tempo indeterminato di 1.000 infermieri e 500 medici. La misura è stata approvata dalla Giunta regionale e affida ad Ares l’avvio delle procedure concorsuali e di mobilità extraregionale necessarie per coprire gli organici delle aziende sanitarie. Per il personale medico potranno essere considerate anche le discipline equipollenti e affini. Accanto alle assunzioni ordinarie, la Giunta ha previsto una misura straordinaria e temporanea per affrontare le situazioni più critiche. La Centrale regionale di committenza bandirà una gara per individuare un operatore specializzato nel supporto tecnico, organizzativo, formativo e linguistico finalizzato al reclutamento di professionisti sanitari provenienti da Paesi extra Unione europea. L’intervento riguarda 450 operatori sanitari, suddivisi in 200 medici, 200 infermieri e 50 tecnici di radiologia medica, che saranno destinati prioritariamente alle strutture territoriali delle aree più in difficoltà e ad alcuni pronto soccorso caratterizzati da una grave carenza di personale. Secondo la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde, il piano consentirà di rafforzare la sanità territoriale prevista dal DM 77 senza sottrarre personale agli ospedali e ai servizi già esistenti. L’obiettivo, ha spiegato, è far crescere contemporaneamente Case della Comunità, Ospedali di Comunità e rete ospedaliera grazie all’ingresso di nuove professionalità.
Manovra, Solinas (Cinque stelle): occasione storica per la Sardegna
Le reazioni dopo l'approvazione della manovra in commissione Bilancio. Per il presidente Alessandro Solinas “il Consiglio regionale ha un’occasione storica straordinaria per spendere bene una quantità di denaro mai vista prima e per imprimere davvero una svolta al sistema economico e sociale della Sardegna. Cercheremo di farlo in tutti i settori, declinando concretamente il programma della maggioranza e della presidente Todde, che ci ha portato due anni e mezzo fa al governo della Sardegna con il compito di risollevarla e di migliorare la vita dei sardi. Ci stiamo provando con difficoltà ma con convinzione e lo faremo ancora in questa tornata di lavori. Le riflessioni avviate in commissione in queste settimane diventeranno in aula parti del provvedimento finanziario non appena avremo la disponibilità delle risorse annunciate dall’assessore Meloni”.
Per Piga (FdI) invece “il voto contrario è prima di tutto rispetto al vostro modo di lavorare. Questa manovra doveva essere pronta in primavera e invece siamo a ferragosto, con il doppio delle risorse”. Contrario anche Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori: “Davanti a una massa manovrabile che raddoppia e dovendo ancora la maggioranza fare sintesi al suo interno, è il minimo che l’opposizione faccia il suo lavoro. Non si tratta la spesa un miliardo e mezzo di euro in cinque giorni”.
Commissione Bilancio, via libera alla manovra record: nel triennio oltre 1,5 miliardi di euro
Supererà il miliardo e mezzo di euro nel triennio la manovra finanziaria che la commissione Bilancio ha approvato questa sera con il voto della maggioranza e la contrarietà dell’opposizione. I numeri sono stati illustrati dall’assessore al Bilancio e vicepresidente della Giunta, Giuseppe Meloni: “La tornata d’aula prevederà nell’ordine il rendiconto, l’assestamento e la variazione di bilancio. In due settimane avremo l’opportunità di programmare una mole importante e mai vista prima di risorse e dovremo essere bravissimi. Oltre ai 750 milioni già previsti, abbiamo individuato 290 milioni di euro di avanzo libero e maggiori entrate per somme non spese nel 2025 per almeno altri 100 milioni di euro. Queste sono le stime a oggi”. Per il capogruppo del Pd, Roberto Deriu, "il volume delle entrate, superiore alle previsioni, impone che, superata la fase tecnica dell’esame della variazione di bilancio, si svolga un’ampia consultazione delle forze sociali e produttive della Sardegna, in vista di un progetto di rilancio economico che tutti diciamo necessario, ma che sinora non abbiamo potuto valutare per mancanza di risorse adeguate. Serve quindi un momento in cui collettivamente, guidati dalla presidente Todde, la Giunta, la maggioranza, l’opposizione, tutte le forze sociali economiche e produttive e culturali della regione diano vita ad una riflessione alla quale finalmente potranno seguire fatti concreti. Il partito democratico è pronto a dare il suo contributo".
Allarme della Uil sulla sanità nelle carceri sarde
Le carceri della Sardegna sono una “polveriera pronta a esplodere”. È l’allarme lanciato dalla Uil Fp, che denuncia una grave carenza di infermieri, medici e operatori socio-sanitari negli istituti penitenziari dell’Isola, chiedendo un intervento immediato della Regione, delle Asl e dell’amministrazione penitenziaria. La denuncia arriva dopo un incontro dei lavoratori della sanità penitenziaria di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. Secondo il sindacato, nel carcere di Uta, con circa 750 detenuti, operano meno di 30 infermieri, mentre a Sassari sarebbero 22 per circa 570 detenuti. Criticità analoghe vengono segnalate anche a Nuoro e Oristano, dove in alcuni turni mancherebbero contemporaneamente medici e infermieri. La Uil Fp evidenzia inoltre problemi di sicurezza e condizioni di lavoro difficili, tra cui l’assenza di aria condizionata in alcune aree, il fumo passivo e protocolli ritenuti insufficienti. Una situazione che, secondo il sindacato, spinge molti infermieri neoassunti a lasciare il servizio dopo poco tempo. Per questo la sigla chiede un piano di assunzioni, risorse aggiuntive sul modello degli incentivi previsti per i pronto soccorso e l’istituzione di una cabina di regia regionale con Regione, Ministero e organizzazioni sindacali per affrontare l’emergenza.
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