Dopo l’anticorruzione, interviene il TAR. Salta anche il secondo commissario Forestas
Porte girevoli per Forestas. La Giunta regionale aveva scelto come commissario Salvatore Piras, ma la nomina è stata cassata dall’ufficio del responsabile anticorruzione, secondo il quale, avendo percepito fondi da un ente regionale in qualità di amministratore di un ente privato, non poteva accettare l’incarico. Così ieri la Giunta guidata da Alessandra Todde ha deliberato una nuova nomina, quella di Mario Graziano Nudda. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale, su istanza di Piras che ha presentato ricorso contro la sua defenestrazione, hanno sospeso immediatamente l’efficacia dell’atto perché avrebbe potuto compromettere la situazione oggetto del ricorso. Dopo la nota vicenda dei commissariamenti delle ASL si apre un nuovo capitolo della serie delle nomine annullate durante la Legislatura in corso.
Tumori, parte la petizione di Sardi in Europa: “La Regione istituisca il Registro entro il 2026”
Una petizione popolare per chiedere alla Regione Sardegna di istituire entro il 2026 il Registro tumori. L’iniziativa è stata lanciata da Claudio Cugusi, presidente dell’associazione Sardi in Europa, con l’obiettivo di sollecitare la giunta regionale guidata da Alessandra Todde a colmare una lacuna ritenuta fondamentale per la programmazione sanitaria e la ricerca epidemiologica. Il documento, rivolto direttamente alla presidente della Regione, invita i cittadini a sostenere con la propria firma la richiesta di rendere operativo il Registro tumori, con particolare attenzione anche al territorio della Città metropolitana di Cagliari. Nel testo della petizione viene precisato che, senza studi scientifici specifici sui singoli casi e sul contesto ambientale in cui si sviluppano le patologie oncologiche, non è possibile individuare con certezza le cause dei tumori. Proprio per questo, secondo i promotori, è indispensabile disporre di uno strumento capace di raccogliere e analizzare in modo sistematico i dati sanitari. Tra le richieste avanzate alla Regione c’è anche il recupero dei dati retrospettivi dei pazienti deceduti o colpiti da patologie oncologiche a partire dal 2015. La petizione propone inoltre di mettere in rete tutte le Anatomie patologiche della Sardegna, attribuendo a ciascun referto oncologico un codice identificativo univoco, così da consentire l’aggiornamento costante del Registro e la consultazione dei dati per finalità epidemiologiche e scientifiche. Secondo Cugusi, un Registro tumori completo e costantemente aggiornato rappresenterebbe uno strumento essenziale per conoscere la reale diffusione delle patologie oncologiche nell’Isola, programmare meglio gli interventi di prevenzione e cura e orientare le future politiche sanitarie sulla base di dati affidabili.
Cala Finanza, Devias (Liberu): vittoria dei sardi ma non molliamo ora
"Questa mattina il governo italiano ha ritirato l’autorizzazione unica n.74 del 2026 che aveva dato il via libera al progetto della Tavolara Bay a Cala Finanza. A poche ore dalla manifestazione popolare, dopo la revoca dell’ordinanza del comune di Loiri e pochi giorni prima del responso del Tar, il governo italiano si arrende alla pressione del popolo sardo e revoca la ZES". Lo scrive sui social il leader di Liberu, Pierfranco Devias: "Questa può essere definita come una grande vittoria del popolo sardo contro le imposizioni italiane e delle multinazionali. Una vittoria soprattutto del Gruppo di intervento giuridico che ha sollevato il caso. Ma anche una vittoria del Comitato di cittadini di Loiri, dei partiti indipendentisti, delle associazioni ecologiste, dei tanti cittadini che tutti insieme si sono mobilitati in questa campagna di difesa della nostra amata terra, con la raccolta di oltre centomila firme, con la presenza militante sotto un sole cocente.
Ma questa è una vittoria che va difesa con le unghie e con i denti, senza abbandonare il posto di battaglia neanche per un attimo. La Tavolara Bay non starà a guardare e non si arrenderà senza combattere. Dietro questa sigla si trovano grandi interessi e progetti multimilionari che fanno gola a speculatori e investitori che non rinunceranno facilmente alle loro mire. Tutti noi terremo alta la guardia, non faremo un solo passo indietro".
Cala Finanza, la mobilitazione è servita. Ora esulta pure chi ha detto sì
Altro che mero atto politico. Ventiquattr’ore dopo la revoca della delibera del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo, è arrivata anche la conseguente revoca dell’autorizzazione unica per il progetto della Tavolara Bay su Cala Finanza. A metterla nero su bianco è il capo del dipartimento per il sud del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Romano. Nell’autorizzazione unica era testualmente riportato che “la delibera di indirizzo del Consiglio n. 50 del 25-11-2025, Comune di Porto San Paolo ha adottato un atto di indirizzo, esprimendo parere favorevole all’iniziativa”. Insomma, quel parere, benché vincolato a una serie di prescrizioni, era il presupposto giuridico che ha legittimato l’autorizzazione unica. Pertanto venuta meno con la revoca la delibera del Consiglio di Loiri Porto San Paolo è caduta anche l’autorizzazione unica.
Anche Cinque stelle sul carro di Cala Finanza: errore del governo Meloni
"La revoca dell'autorizzazione unica Zes sul progetto Tavolara Bay a Cala Finanza è una vittoria della Sardegna, delle comunità locali e di chi ha difeso senza ambiguità il diritto dell'Isola a decidere sul proprio territorio. La revoca non può comportare un calo di attenzione sulle procedure Zes. Gli strumenti nati per accelerare sviluppo e investimenti non possono essere piegati contro il paesaggio, contro le comunità e contro l'autonomia dell'Isola. Su Cala Finanza il Governo Meloni ha commesso un errore grave".
Così una nota del Movimento 5 Stelle Sardegna che "ha sostenuto questa battaglia fin dall'inizio, con atti parlamentari, iniziative istituzionali, presenza sul territorio, sostegno alla mobilitazione dei cittadini e una posizione netta: le coste della Sardegna non sono terra di conquista". "Cala Finanza non era una pratica qualunque. Era una vicenda che riguardava il potere reale della Sardegna di decidere sul proprio futuro, sul proprio paesaggio e sulle proprie coste. La revoca dell'autorizzazione conferma la fondatezza delle preoccupazioni espresse fin dall'inizio e dimostra che una procedura accelerata non può essere usata per travolgere territori, comunità locali e competenze regionali. Il Movimento 5 Stelle è stato tra i primi a denunciare il rischio che la Zes venisse usata come un grimaldello per aprire la strada a un'operazione immobiliare in un'area delicatissima della costa gallurese. Oggi quell'autorizzazione viene revocata perché è venuto meno il presupposto urbanistico su cui si reggeva. Le contestazioni non erano allarmismo, ma una battaglia necessaria per impedire che la tutela del territorio venisse aggirata con una scorciatoia amministrativa
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