Gasolio russo, accordo Trump-Putin: aumento delle forniture e sanzioni allentate
La lotta al caro carburanti porta Donald Trump a un accordo con Vladimir Putin. Dopo un colloquio telefonico, il presidente americano ha annunciato nuove forniture di gasolio russo destinate agli Stati Uniti e al mercato internazionale. Per consentirle, Washington ha disposto una deroga temporanea alle sanzioni sul diesel di Mosca. Il programma prevede oltre 300 mila tonnellate nell’immediato, altre 500 mila a novembre e un milione successivamente. Ulteriori consegne dipenderanno dalla capacità delle raffinerie russe. Il Cremlino ha confermato la disponibilità a rifornire i mercati. Trump sostiene che l’operazione farà scendere i prezzi, alleggerendo soprattutto i costi per agricoltori e autotrasportatori. L’annuncio arriva a poche settimane dalle elezioni americane di metà mandato del 3 novembre, con il costo del diesel vicino ai massimi. Durissima la reazione di Volodymyr Zelensky: per il presidente ucraino, consentire nuove vendite di carburante significa offrire alla Russia risorse che possono sostenere la guerra. Kiev contesta così un allentamento della pressione economica su Mosca senza un corrispondente impegno concreto alla de-escalation.
Caro carburante, contributo della Saras per calmierare i prezzi
Un contributo per alleggerire il costo dei carburanti a carico di cittadini e imprese sarde. Saras ha annunciato un intervento sui prodotti petroliferi consegnati nell’isola dalla raffineria di Sarroch, con effetto immediato e validità fino al 31 ottobre. La misura segue due canali. Alle stazioni di servizio indipendenti consentirà di proporre al pubblico condizioni allineate alle migliori offerte dei principali operatori del mercato. Attraverso i partner storici della società, invece, sarà applicato uno sconto sui carburanti destinati al trasporto pesante su strada, alle attività agricole e alla pesca. Si vuole così contenere l’impatto degli elevati prezzi dei prodotti petroliferi, intervenendo su una voce di spesa che pesa sia sugli spostamenti quotidiani sia sulle attività produttive. Saras presenta l’iniziativa come un sostegno ai consumatori e a settori essenziali per la Sardegna: dalla mobilità alle filiere logistiche, fino alla produzione e all’approvvigionamento alimentare. Un intervento temporaneo che punta a ridurre la pressione dei costi sulle imprese e sulle famiglie dell’isola.
Cagliari: arriva la Juve, Deiola torna in gruppo
Piacevole novità per la squadra di Pisacane: è rientrato nel gruppo anche Alessandro Deiola, a undici giorni dall'intervento chirurgico al ginocchio effettuato a Nuoro. A due giorni dalla gara contro la Juventus, posticipo domenicale della sesta giornata (Unipol Domus ore 20.45), i rossoblù si sono allenati al CRAI Sport Center: seduta di attivazione, seguiti da una sessione dedicata alla tattica, con esercitazioni di attacco contro difesa. In campo anche Obert, lavoro differenziato per Carlos e Sherri. Seduta di rifinitura prevista per domani, sabato, alle ore 10. Al termine dell’allenamento, Pisacane incontrerà i media nella sala stampa del CRAI Sport Center, conferenza che sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Cagliari Calcio, con appuntamento alle ore 12.30.
Legge elettorale, ritorno delle preferenze e premio di maggioranza
Una coalizione capace di ottenere almeno il 42% dei voti potrà contare su un premio di seggi per governare. Gli elettori torneranno a esprimere le preferenze, ma una parte dei parlamentari continuerà a essere scelta attraverso candidature bloccate. Sono i due elementi principali dello Stabilicum, la nuova legge elettorale approvata, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, l’8 ottobre e destinata a disciplinare le politiche del 2027.
La riforma interviene sul rapporto tra rappresentanza e governabilità: i seggi saranno distribuiti con un sistema proporzionale, al quale si aggiungerà un premio per la formazione più votata. Il meccanismo, però, scatterà soltanto se la stessa coalizione o lo stesso partito arriverà primo e raggiungerà il 42% sia alla Camera sia al Senato. Il bonus sarà di 70 deputati e 35 senatori. Se i vincitori saranno diversi nei due rami del Parlamento, oppure la soglia verrà raggiunta soltanto in uno, il premio non sarà assegnato. In quel caso la costruzione della maggioranza dipenderà dagli accordi parlamentari successivi al voto. È previsto anche un limite alla consistenza dello schieramento vincente: non potrà superare 220 seggi alla Camera e 113 al Senato, senza conteggiare gli eletti all’estero.
Aeroporti, grandi manovre italiane: Milano mette le mani su Torino ma la maggioranza resta pubblica
Le grandi manovre negli aeroporti italiani passano dai tavoli degli azionisti. Al centro ci sono progetti di aggregazione, nuovi investitori e una domanda che accompagna ogni operazione: chi deciderà il futuro degli scali? Il possibile matrimonio tra Milano e Torino e il percorso, ancora controverso, degli aeroporti sardi raccontano due capitoli di questa trasformazione. Nel Nord-Ovest il dossier riguarda SEA, che gestisce Malpensa e Linate, e SAGAT, la società dell’aeroporto di Torino Caselle. Lo studio di integrazione, emerso ad agosto, punta a coordinare lo sviluppo dei tre scali e i rispettivi investimenti. L’operazione non risulta ancora conclusa e arriva dopo il mancato approdo dell’ipotesi di unione tra SEA e SACBO, gestore di Bergamo Orio al Serio. Il nodo è l’equilibrio tra capitale pubblico e privato. Secondo quanto riportato dall’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor il 12 agosto 2026, l’integrazione tra SEA e SAGAT prevederebbe il mantenimento della maggioranza in mano al Comune di Milano, che possiede il 54,8% di SEA. Si tratta dell’assetto prospettato per il progetto, non dell’esito di una fusione già perfezionata. Il sindaco Giuseppe Sala ha subordinato l’interesse dell’amministrazione alla creazione di benefici economici e sociali per entrambi i territori e alla tutela dell’assetto societario. Torino, invece, non è più azionista di SAGAT: può chiedere garanzie sul futuro di Caselle, ma non dispone del peso societario di Milano.
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