Fine vita, Gallura e Oristanese senza commissioni multidisciplinari
A dieci mesi dall’entrata in vigore della legge regionale sul fine vita, due aziende sanitarie della Sardegna non hanno ancora istituito le commissioni multidisciplinari permanenti previste dalla norma. Si tratta della Asl 5 di Oristano e della Asl 2 della Gallura, che, secondo l’associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale, hanno accumulato un ritardo di circa 290 giorni rispetto al termine fissato dalla legge. Le commissioni sono considerate uno strumento indispensabile per avviare le procedure previste dalla legge regionale n. 26 del 18 settembre 2025, la cui applicazione è comunque al centro di un ricorso del Governo davanti alla Corte costituzionale. Per fare chiarezza sullo stato dell’iter, l’associazione ha annunciato la presentazione di una richiesta di accesso agli atti alle due aziende sanitarie. “Dove la commissione non esiste, una legge approvata dal Consiglio regionale resta lettera morta e le persone malate vengono lasciate sole davanti alla sofferenza e all’incertezza”, affermano le referenti Valentina Campus e Laura Di Napoli.
Spagna campione del mondo, Messi sconfitto
Sedici anni dopo la vittoria in Sudafrica, la Spagna è campione del mondo di calcio per la seconda volta nella sua storia. A decidere la finale è il gol di Ferran Torres al 106’ dei tempi supplementari, che regala il successo agli iberici contro l’Albiceleste, rimasta in dieci uomini per l’espulsione di Fernández al 93’ per duplice ammonizione. Si chiude così con una sconfitta il sesto Mondiale di Lionel Messi, che vede sfumare il sogno di conquistare un secondo titolo iridato. Al MetLife stadium di New York gli iberici hanno dominato il match e solo alla fine la squadra del Ct Scaloni ha avuto (e sprecato) delle occasioni per segnare il pareggio. Giuliano Simeone, sotto lo sguardo di Lautaro Martinez inspiegabilmente lasciato in panchina, spedisce in curva la palla che avrebbe potuto riporta il risultato in equilibrio. Primo titolo a soli 19 anni per Lamine Yamal, che raccoglie così idealmente il testimone di Messi, di cui ha ereditato anche la maglia numero dieci del Barcellona.
Il coraggio di Emanuela Loi. Sacrificò la vita per proteggere Borsellino
Era di Sestu, aveva soltanto 24 anni quando la mafia le strappò il futuro. Emanuela Loi non è stata soltanto uno dei cinque agenti della scorta morti insieme al giudice Paolo Borsellino nella strage di via D’Amelio. È entrata anche la prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio, diventando uno dei simboli più autentici del coraggio silenzioso di chi indossa una divisa. Dopo il diploma magistrale aveva immaginato una vita diversa, forse da insegnante. Poi arrivò la scelta della Polizia di Stato, maturata seguendo una vocazione che avrebbe cambiato per sempre il suo destino. Nel 1989 entrò nel 119° corso per allievi agenti a Trieste e, due anni più tardi, fu trasferita a Palermo, nel cuore della guerra dichiarata da Cosa Nostra allo Stato. Dopo la strage di Capaci, nella quale il 23 maggio 1992 furono assassinati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, venne assegnata alla protezione di Paolo Borsellino. Il pomeriggio del 19 luglio 1992 accompagnò il magistrato in via D’Amelio, dove Borsellino era diretto a far visita alla madre. Alle 16.58 l’esplosione di un’autobomba caricata con centinaia di chilogrammi di esplosivo devastò la strada. Morirono il giudice e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli.
Quando Falcone e Borsellino lavorarono all’Asinara
Il 19 luglio è l’anniversario della strage di via D’Amelio. Nel 1992 un’autobomba uccise il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli. Erano trascorsi appena cinquantasette giorni dopo l’assassinio di Giovanni Falcone a Capaci. Ma tra i tanti ricordi che legano i due magistrati ce n’è uno che porta in Sardegna, sull’isola dell’Asinara, dove nell’estate del 1985 furono costretti a rifugiarsi per continuare a lavorare al maxiprocesso contro Cosa Nostra. A Cala d’Oliva, davanti alla casetta rossa affacciata sul mare, una targa ricorda ancora oggi quel periodo. A colpire è soprattutto una frase di Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. Poche parole che riportano a uno dei momenti più delicati della lotta alla mafia. Nell’estate del 1985, dopo la notizia di un imminente attentato contro entrambi, Falcone e Borsellino vennero trasferiti in gran segreto all’Asinara a bordo di un elicottero. Lontani da Palermo, ma non dal loro lavoro, trascorsero circa un mese nella foresteria dell’isola preparando parte dell’ordinanza-sentenza del maxiprocesso, il procedimento destinato a segnare una svolta nella lotta alla criminalità organizzata. Le giornate scorrevano tra fascicoli e atti giudiziari. Solo ogni tanto i due magistrati si concedevano un bagno nelle acque cristalline dell’Asinara, uno dei rarissimi momenti di normalità in una vita scandita dalle minacce di morte. A poche centinaia di metri dalla foresteria sorgeva il carcere di massima sicurezza di Fornelli, che anni dopo avrebbe ospitato anche Totò Riina.
Avioturismo, ecco il manifesto di AeCI
E' stato sottoscritto l’otto luglio scorso a Roma presso la sede dell’Aero Club d’Italia il "Manifesto per la creazione del Sistema Avioturistico Nazionale", documento che propone la realizzazione di un Sistema Avioturistico Nazionale, fondato sull'integrazione tra infrastrutture aeronautiche, destinazioni turistiche, servizi territoriali e operatori del settore, con l'obiettivo di incrementare l'accessibilità delle aree interne, sostenere il turismo esperienziale, valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico e favorire nuove opportunità di sviluppo economico per le comunità locali.
I firmatari, Stefano Arcifa, Presidente di Aero Club d'Italia, Luca Briziarelli, Presidente di Città dell'Aria, e Guido Medici, Presidente di Avioportolano srl, avevano presentato la proposta lo scorso 19 giugno in occasione dell'Avioraduno organizzato dall'Aero Club d'Italia presso l'aeroporto di Castiglione del Lago con il convegno "Avioturismo: realtà e prospettive di una legge per valorizzare e promuovere i territori".
La proposta prevede il superamento dell'attuale modello economico imperniato prevalentemente attorno alle esigenze dei piloti e dei sodalizi aeronautici, per evolvere verso un modello di produttività sociale e territoriale. Elemento centrale di questa trasformazione è l'istituzione dello scalo avioturistico, una tipologia evoluta di infrastruttura aeronautica concepita come vera e propria porta di accesso al territorio. Lo scalo avioturistico sarebbe in grado di generare nuovi servizi, occupazione e professionalità specializzate, valorizzando l'intero patrimonio infrastrutturale esistente in Italia, composto da circa 250 campi volo, 162 aviosuperfici e 190 elisuperfici.
Le Ultime Notizie

RWM, la Regione tace e acconsente
“Chi tace acconsente”. La valutazione di impatto ambientale relativa all’ampliamento della fab...
Leggi articolo»
Fenosu, Solinas (M5S): «L’aeroporto deve ripartire subito»
«L’aeroporto deve ripartire subito: non possiamo accettare altri rinvii». Alessandro Solinas (M5...
Leggi articolo»
Cittadella finanziaria di Cagliari, con 9 milioni di euro se la aggiudica il Gruppo Cualbu
Il gruppo immobiliare che fa capo all'imprenditore Gualtiero Cualbu si è aggiudicato oggi il comple...
Leggi articolo»DICE MONTALBANO. Terapie magiche in Sardegna
Incendi, operativi i Super Puma e al via la formazione sulla sicurezza per i volontari
Congedo straordinario retribuito: ANMIC al fianco delle famiglie per informazioni e assistenza
Todde, scatto d’orgoglio identitario: non rinegozieremo diritti e prerogative
Francia eliminata dai mondiali: in Corsica nella notte si festeggia con cortei e fumogeni
La fase umile – ma sempre invidiosa – di Paolino Manichetta



















Iscriviti al nostro Canale