Sanità pubblica, mobilitazione dei comitati il 7 marzo a Cagliari
Si terrà sabato 7 marzo 2026 a Cagliari la manifestazione promossa dal Coordinamento dei Comitati Sardi per la Sanità Pubblica, che denuncia una situazione definita “al collasso” per il Servizio sanitario sardo. L’appuntamento è fissato alle ore 9 in piazza dei Centomila, nella gradinata della basilica di Bonaria. Alle 9.30 partirà il corteo diretto verso il palazzo del Consiglio regionale, dove i manifestanti intendono far sentire la propria voce alle istituzioni. Al centro della protesta, le criticità che – secondo gli organizzatori – stanno compromettendo il diritto alla salute dei cittadini sardi. Gli organizzatori parlano di oltre 450 mila persone senza medico di famiglia, di migliaia di bambini privi di pediatra di libera scelta, di ospedali in sofferenza per la carenza di medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Vengono inoltre segnalati lunghi tempi di attesa per visite e interventi, un elevato tasso di rinuncia alle cure e file nei Pronto soccorso e nei servizi territoriali. “Serve un cambio di passo: la sanità deve tornare a essere una priorità”, è il messaggio che accompagna l’appello alla mobilitazione. Secondo i promotori, la crisi del sistema sanitario non produce solo conseguenze sanitarie, ma anche sociali ed economiche: “Senza sanità pubblica cresce la povertà, si perde la salute e i nostri paesi si svuotano.”
41-bis, il 28 febbraio la mobilitazione promossa dalla presidente Todde
Si terrà sabato 28 febbraio, dalle ore 11, in piazza Palazzo a Cagliari la manifestazione promossa dalla presidente Alessandra Todde contro la decisione del Governo di indicare tra gli istituti destinati a ospitare i detenuti in regime di 41-bis le case circondariali di Uta, Bancali e Badu ’e Carros. Parteciperanno i sindaci dei territori interessati e da cittadini e associazioni sarde, uniti in una mobilitazione trasversale. “Non è in discussione la lotta alle mafie né l’esistenza del 41-bis - si legge nel comunicato diramato dai promotori-. È in discussione una scelta ritenuta sproporzionata e imposta, che assegna alla Sardegna quasi la metà dell’intero sistema carcerario di massima sicurezza nazionale, senza un confronto preventivo con la Regione e senza una valutazione pubblica degli impatti sociali, economici e territoriali.
Dopo decenni di servitù militari prosegue la nota- , si profila quella che viene definita una nuova “servitù carceraria”. Una decisione che rischia di gravare su territori già fragili, incidendo sul tessuto economico e sociale, e che comporterebbe anche il trasferimento di detenuti sardi nella Penisola, con pesanti conseguenze per le loro famiglie.
Silvio il sovietico chiede un altro assessorato per il Pd
Il Pd vuole un altro assessorato ed è pronto a cedere presidenze di commissione: non c'è soltanto la Sanità nel mirino del segretario Silvio Lai, che ha improntato il rapporto con la presidente Todde su un livello cordiale quanto formale, quasi sovietico: il partito chiede, il partito vuole. Partito con la P maiuscola, appunto. In questo scenario il rimpasto della Giunta sarà necessario e coinciderà con i due anni e mezzo di legislatura, quando anche le presidenze di commissione si rimescolano nei rapporti di maggioranza. Che accadrà all'Industria guidata da Emanuele Cani? Potrebbe essere resa dal Pd, in cambio di due pezzi aggiuntivi nell'esecutivo Todde. Che deve ora dare al Pd le direzioni generali della Asl di Cagliari (Paolo Cannas in predicato) e Sassari. Nulla trapela invece, sempre sotto il fronte sanitario, sul futuro del manager più bravo, più carismatico e meno omologato: Marcello Tidore. Ci sarà però un ruolo anche per lui, e non di secondo piano: Todde (nuorese come lui) spera che Tidore ritiri il ricorso e rinunci a risarcimenti. E degli altri partiti che si dice: tensioni tra Avs per il Pd per il disarcionamento della capogruppo Maria Laura Orru caduta sotto i colpi dell'ariete condotto dal concittadino Valter Piscedda. Ora Orrù si presenta alle elezioni di Elmas ma il Pd si troverà contro il potente Antonio Più, segretario regionale dei Verdi, capo di Orrù e suggeritore fedele della presidente Todde. Per la quale non c'è pace visto che il suo veto per la presidenza Tunis alla commissione energia ha irritato il centrodestra. Che ora annuncia intifada in vista della ripresa dei lavori dell'Aula.
Barca affondata a Santa Maria Navarrese: riprese le ricerche dei due corpi
Riprese questa mattina le ricerche in mare di Antonio Morlè e Enrico Piras, i due pescatori di Tortolì morti mercoledì nell'affondamento del peschereccio "Luigino", al largo di Santa Maria Navarrese. La Guardia costiera di Arbatax, dopo aver sospeso ieri le ricerche a causa del maltempo, questa mattina ha rinviato la motovedetta CP811 sul punto in cui il Luigino è colato a picco. Le ricerche saranno estese anche anche in una nuova area definita dal 13 MRSC di Cagliari. Resta invece a terra l'elicottero Nemo 11 utilizzato mercoledì e ieri per cercare di individuare i corpi delle due vittime
Su-57E algerini avvistati in volo per la prima volta
Il caccia russo di quinta generazione Su-57E è stato ripreso nei giorni scorsi in volo in Algeria, probabilmente nei pressi della base aerea di Oum El Bouaghi, non lontano dal confine con la Tunisia e a meno di 400km dalla Sardegna. La vendita di questi caccia all’Algeria era nota dalla fine dello scorso anno ma ancora non c’era stata evidenza della loro consegna e del loro uso nel paese africano.
Nonostante le forti sanzioni preannunciate dagli USA all’Algeria, l’acquisto rappresenta per il paese, storicamente allineato con Mosca, una scelta strutturale: è il primo (e per ora unico) cliente estero della versione da esportazione del Su-57 che rappresenta quindi per la Russia un successo simbolico prima ancora che commerciale.
Dopo la concessione di approdo alle navi militari ed ai convogli russi, l’Algeria muove un ulteriore importante passo verso Mosca, alterando significativamente gli equilibri nel Nord Africa e nel Mediterraneo occidentale.
Sono trascorsi solo pochi giorni dalla presenza del cargo russo Sparta IV nelle acque di fronte alla Sardegna che hanno causato tanta apprensione; oggi la notizia di caccia russi di ultima generazione che possono raggiungere la Sardegna in meno di 10 minuti, modifica gli scenari a cui sino ad oggi eravamo abituati e obbligherà sicuramente la Nato a ripensare il sistema di difesa aeronavale del fianco sud. Con la Sardegna in prima linea. (m.m.)
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