Il grido di Cala Finanza: “La Sardegna non si vende”
C’è una frase che, più di ogni altra, ha accompagnato la lunga giornata di Cala Finanza: “La Sardegna non si vende”. È risuonata tra le rocce e il mare cristallino, scandita dai cori dei manifestanti e sventolata sulle bandiere dei Quattro Mori. Un messaggio semplice ma potente, che sintetizza la contrarietà di centinaia di cittadini, associazioni e comitati al progetto della Tavolara Bay, che prevede la realizzazione di un resort di lusso con strutture ricettive, piscine e campi da golf. La protesta, nata spontaneamente e cresciuta nel giro di pochi giorni, ha già prodotto effetti concreti. Il Comune di Loiri Porto San Paolo ha revocato la delibera con cui aveva avviato il percorso per modificare la destinazione urbanistica dell’area, mentre un assessore comunale ha rassegnato le dimissioni dopo le polemiche legate al rapporto di parentela con l’amministratore delegato della Tavolara Bay. E’ intervenuto con una nota stampa anche l’assessore regionale all’Urbanistica, Francesco Spanedda, chiarendo che, allo stato attuale, non risultano presentate richieste relative alla costruzione di campi da golf, piscine o hotel di lusso. Una precisazione che, tuttavia, non è bastata a placare le preoccupazioni. Sui social continuano infatti a circolare i rendering del progetto, immagini che per molti rappresentano la trasformazione di uno dei tratti più incontaminati della Gallura in un’enclave esclusiva destinata a pochi privilegiati.
Cala Finanza non est Tavolara bay, migliaia pronti a manifestare. Ora nessuno vuole restare con il cerino in mano
Sono venute meno le condizioni. Con questa motivazione il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, ha archiviato la ormai celebre delibera n. 50, quella che modificava la destinazione dell’area di Cala Finanza aprendo alla prospettiva di uno sviluppo turistico di alto livello. Eppure, rileggendo quel documento, è difficile parlare di un atto nato per caso o imposto dall’alto. La delibera sosteneva infatti che “a partire dalla nascita del turismo in Sardegna i modelli di sviluppo che si sono avvicendati nel tratto di costa a sud di Olbia sono stati spesso incentrati sulla prevalenza di immobili residenziali (seconde case) e su una marginale presenza di strutture ricettive”. Non solo. Il Comune osservava anche che i vincoli paesaggistici, “pur condivisibili in quanto volti a tutelare tratti di costa di particolare pregio”, avevano finito per scoraggiare investimenti capaci di creare un equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo turistico. La conclusione era ancora più netta: l’iniziativa della Tavolara Bay veniva descritta come un’occasione per coniugare “una tutela effettiva del contesto” con “una nuova forma di ricettività di altissimo livello”, in grado di garantire al tempo stesso fruizione pubblica e valorizzazione del territorio. Su queste premesse il Consiglio comunale votò la variante urbanistica all’unanimità. Altro che decisione “calata da Roma”. Se quella delibera aveva un padre, questo stava ben saldo in Sardegna. E pure in fratello, l’assessore dimesso perché legato dalla stretta parentela con l’amministratore delegato della Tavolara Bay. Poi qualcosa è cambiato. «Solo gli stupidi non cambiano idea», diceva Oscar Wilde. E l’amministrazione di Loiri Porto San Paolo l’ha cambiata completamente. La delibera è stata revocata.
A Cagliari iniziano i lavori di rimozione della barca a vela arenata al Poetto
Sono trascorsi quasi quattro mesi da quella terribile giornata di marzo quando il maltempo ha portato via a Matias, originario dell’Argentina ma cittadino del mondo, quella barca che era diventa anche la casa sua e della sua famiglia. Quei dodici metri di vita si sono incagliati sulla riva del Poetto. Per mesi la barca è diventata la protagonista dei selfie, degli sguardi, dei commenti dei cagliaritani e dei visitatori. Ancora più insabbiata in questi mesi è stata la procedura per rimuovere il relitto che giace, circondato dalle alghe. Sono cominciate finalmente le operazioni di rimozione della barca a vela arenata sul bagnasciuga della prima fermata al Poetto di Cagliari. L'intervento consentirà di rimuovere il relitto in sicurezza, nel rispetto delle prescrizioni previste dagli enti competenti. L’Amministrazione comunale ha rivolto un appello ai cittadini affinché prestino la massima attenzione alle indicazioni di sicurezza che saranno fornite durante lo svolgimento delle operazioni e a rispettare eventuali limitazioni temporanee nelle aree interessate dai lavori.
Piña Colada Day, a Cagliari si festeggia il 10 luglio in via Garibaldi
Anche Cagliari si prepara per il 10 luglio, il Piña Colada Day, che si celebra ogni anno in tutto il mondo, soprattutto in quello latinoamericano e in Occidente. Un appuntamento che ricorda e festeggia il celebre cocktail caraibico a base di rum bianco, crema di cocco e succo d'ananas. Pina Colada è diventata la bevanda ufficiale di Porto Rico nel 1978 e a Cagliari sarà riproposta da Otto, il laboratorio di cocktail aperto da qualche settimana in via Garibaldi 76 B, a due passi dal Bastione. Spiega Antonio Varotto, titolare dell'attività, una vita dietro il bancone dei locali più importanti a costruire cocktail innovativi. "Per il Pina colada day sto preparando alcune sorprese, venite a trovarci il 10 luglio per assaggiare la nostra Pina colada. Ma i nostri cocktail da passeggio, alcolici e analcolici, sono buon tutti i giorni. Venite a trovarci, dalle 11 sino a tarda sera". (comunicazione commerciale)
Continuità marittima, la Regione chiede la revoca
"Abbiamo presentato un'istanza di revoca al ministero dei Trasporti dei nuovi bandi di continuità territoriale marittima, che riteniamo fortemente limitati rispetto alle esigenze di trasporto della nostra Regione. Inoltre, insieme alla Corsica, abbiamo chiesto ai governi di Italia e Francia una deroga di 5 anni dall'applicazione della direttiva ETS in virtù della comune condizione di insularità". Sono le due azioni che l'assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, ha annunciato oggi in un incontro con le delegazioni di Confindustria Sardegna. "I nuovi bandi che partiranno a luglio sono una riedizione dei precedenti, nonostante per due anni abbiamo chiesto di avere un confronto aperto per implementare l'offerta anche con la proposta di una continuità territoriale marittima dedicata alle merci", spiega Manca. "A fronte di questo abbiamo riscontrato da parte del Governo un mancato impegno in questa direzione, con il progressivo disimpegno degli oneri di servizio pubblico, rimasti ormai al minimo sindacale. Per questo abbiamo redatto un documento molto dettagliato per chiedere al MIT la revoca in autotutela dei nuovi bandi. Nella sostanza abbiamo chiesto di sospendere con effetto immediato le procedure di gara e le manifestazione di interesse in corso; di definire, coinvolgendo la Regione in modo attivo, un modello di continuità territoriale coerente con l'articolo 119 della Costituzione sull'insularità; di indire nuove procedure di gara tarate sulle reali esigenze di comunità, passeggeri e merci".
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