Dermatite bovina, un solo animale infetto a Samugheo
C’è un solo capo risultato positivo alla dermatite nodulare contagiosa nell’allevamento di Samugheo dove è stato individuato il nuovo focolaio della malattia. Si tratta di un piccolo bovino, l’unico dei nove presenti nell’azienda a non essere stato vaccinato, che nei giorni scorsi aveva manifestato i sintomi tipici dell’infezione con la comparsa di noduli duri su tutto il corpo. La conferma è arrivata dagli esami eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna sui campioni prelevati dai veterinari della Asl di Oristano. Nonostante sia stato riscontrato un solo animale infetto, la normativa europea impone l’abbattimento di tutti i nove bovini presenti nell’allevamento per evitare la diffusione del virus. Nel frattempo la Regione ha istituito una zona di protezione e sorveglianza nel raggio di 50 chilometri dall’azienda del Barigadu, con il conseguente blocco della movimentazione dei bovini all’interno dell’area interessata. La Asl di Oristano sottolinea che il caso conferma l’importanza della vaccinazione. L’unico animale colpito dalla malattia, infatti, era anche l’unico non immunizzato dell’allevamento. Prosegue intanto la campagna vaccinale del Servizio di Sanità animale, che dovrebbe concludersi in autunno. Finora è stato vaccinato circa il 60% dei 60 mila bovini allevati nella provincia, mentre nel 2025 la copertura aveva raggiunto il 99% del patrimonio zootecnico.
Nove anni senza Doddore Meloni. Il ricordo-denuncia dell’avvocatessa
Sono trascorsi nove anni dalla tragica fine del leader indipendentista Doddore Meloni, provato dalla detenzione nel carcere di Massama prima e di Uta poi, e deceduto dopo il ricovero all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari. Molti ricordano la lotta disperata della sua avvocatessa, Cristina Puddu perché durante i 66 giorni di sciopero della fame aveva più volte sollecitato l'amministrazione giudiziaria per provare a salvargli la vita. Chiedeva che potesse ottenere gli arresti domiciliari per le sue condizioni di salute incompatibili con il carcere ma le sue istanze non furono accolte.
A Tresnuraghes il turismo è un piano machiavello ben riuscito
Non si tratta dell’autore de “Il Principe” ma la capacità di visione c’è tutta: il protagonista di questa storia è Guglielmo Machiavello. Architetto, insieme alla moglie Maria Cristina Nati oltre vent’anni fa ha scelto di investire tempo e denaro nel recupero del patrimonio storico, prima a Bosa e poi a Tresnuraghes, davanti al mare che guarda Capo Mannu e Santa Caterina. L’alternativa del borgo rispetto all’edificazione di nuove strutture turistiche.
Il risultato è Villa Asfodeli, un sistema di albergo diffuso nel centro storico di Tresnuraghes. E soprattutto il motore di uno sviluppo locale che ha generato altre imprese ricettive e non solo. L’economia di questo piccolo paese del Montiferru, in una parola. Dove chi arriva da turista rimane incantato (anche dai prezzi modesti) e spesso finisce per comprare una seconda casa dove svernare o vivere e lavorare in remoto. Un esempio di successo simile (ma in miniatura) a quello di Baunei e Santa Maria Navarrese, dove i turisti arrivano tutto l’anno nonostante l’aeroporto di Tortolì chiuso e il viaggio sia sempre più complicato.
Mamma gli indiani: la Uil sarda contro l'invasione di infermieri asiatici
"In Sardegna mancano circa 3mila infermieri per raggiungere i giusti standard europei, adesso con il protocollo Italia-India appena firmato arriveranno in Italia circa 10mila infermieri: un esercito che taglierà fuori tantissimi giovani che avrebbero voluto lavorare come infermieri". Lo denuncia la Uil Fp Sardegna con il segretario generale Mimmo Foddis. "Il recente protocollo Italia-India non può essere accettato passivamente mentre in 15 regioni italiane si soffre per la mancanza di iscritti ai test di infermieristica, in Sardegna il numero dei candidati sardi è di 800, a fronte dei 330 posti circa messi a disposizione". Stesso discorso per i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e i Tecnici Sanitari di Laboratorio Medico. Nel caso dei primi a fronte di 300 partecipanti ai test, ne vengono reclutati solamente 58, per i secondi su 102 aspiranti ne vengono assorbiti solo 53. Una situazione aberrante e inaccettabile. Per la Uil "serve un intervento politico immediato per risolvere questo problema. Basta lamentarsi e piangersi addosso, è giunto il momento di azioni concrete e di prospettiva". Secondo il sindacato bisogna agire "a breve-medio termine con il superamento di numero chiuso e delocalizzazione. Alla Regione il compito di farsi promotrice presso gli Atenei di Cagliari e Sassari per un ampliamento straordinario dei posti".
Nuovo focolaio di dermatite bovina nell’Oristanese
Decimo focolaio di dermatite bovina in Sardegna dall’inizio del 2026. il bollettino epidemiologico veterinario conferma il nuovo caso nel territorio di Samugheo, che va ad aggiungersi ai sette che sono stati già dichiarati estinti e ai due ancora attivi a San Vito e Escalaplano. Nel 2026 l’epidemia ha colpito 36 capi malati sui 345 complessivi degli allevamenti coinvolti e ha determinato l’abbattimento di 290 animali.
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