Il Cagliari frena a Monza e incassa quattro gol
Al Brianteo Cagliari e Monza si scambiano le parti: i rossoblù, fin qui solidi, subiscono in una sera più gol di quanti ne avessero incassati nelle precedenti sei partite. Il Monza, arrivato all’appuntamento con la peggiore difesa del campionato, tiene invece la porta inviolata e travolge gli uomini di Fabio Pisacane. Eppure la scelta di affiancare Mendy a Nzola aveva alimentato la speranza di un Cagliari capace di osare qualcosa di più. Nel primo tempo le opportunità arrivano: Romano conclude di poco fuori, poi Törnqvist ferma Nzola al 20’ e Mendy al 27’. Occasioni che i sardi pagano al 39’, quando Kouadio sfrutta il passaggio di Dany Mota e batte Caprile. Il colpo decisivo arriva subito dopo l’intervallo. Al 47’ Varela firma il raddoppio su assist di Ondoa e mette la partita in salita per i rossoblù. Pisacane inserisce Fadera al posto di Nzola, ma la reazione non cambia l’inerzia dell’incontro. Al 66’ Robinson realizza il terzo gol, servito da Varela. Il Monza trova anche un palo con Colpani, prima del definitivo 4-0: al 79’ Robinson colpisce un altro legno e Varela raccoglie il pallone per completare la propria doppietta. Nel finale Törnqvist nega il gol anche a Kevin Carlos. Resta il rammarico per una gara cominciata con ben altre prospettive e finita con un passivo pesante. Le due punte sembravano la promessa di intraprendenza, ma le occasioni sprecate e il cedimento della ripresa trasformano la trasferta in una brusca frenata. Sabato all’Unipol domus (ore 15,00) arriverà il Bologna reduce dall’1-3 subito in casa dall’Inter. Smaltita la delusione, occorre ritrovare lo spirito combattivo mostrato nelle prime sei giornate. (a.s.)
Francia, coprifuoco in alcune zone di Parigi
La Francia prova a contenere i disordini con coprifuoco mirati, ma la mobilitazione contro il carovita è destinata a proseguire. I gilet gialli hanno annunciato un nuovo appuntamento per sabato 24 ottobre, mentre gli studenti confermano la volontà di continuare le proteste. Dopo le violenze del fine settimana, il governo di Sébastien Lecornu punta su restrizioni locali, lasciando aperta la possibilità di ricorrere allo stato d’emergenza. A Parigi il divieto di circolazione scatta dalle 23 alle 6 in alcune strade di Place de la République e nell’area di Les Halles, tra i luoghi interessati dagli scontri. La misura riguarda tutte le fasce d’età. A Nizza, invece, il coprifuoco nel centro cittadino è rivolto ai minorenni ed è previsto dalle 21 alle 6. Restrizioni sono state adottate anche a Lille, Douai, Wattignies e Denain. A Marsiglia la prefettura ha vietato le manifestazioni nella fascia compresa tra mezzogiorno e le 20. Il bilancio economico delle devastazioni coinvolge almeno tremila attività commerciali, tra esercizi danneggiati e saccheggiati. Lecornu ha annunciato strumenti di sostegno per i negozianti, con il ricorso agli ammortizzatori sociali e un fondo dedicato alle imprese colpite. Sul piano politico, Emmanuel Macron ha respinto le dimissioni del ministro dell’Interno Laurent Nunez. L’Eliseo ha motivato la decisione con la necessità di assicurare continuità al comando delle forze dell’ordine durante la crisi. Al ministro è stato però chiesto di chiarire le carenze nella preparazione dei dispositivi di sicurezza e nella raccolta delle informazioni, intervenendo anche sui metodi operativi.
IL CASO. Settantamila euro per un rimpatrio in Albania
Nel 2025 il Cpr di Ponte Galeria (Roma) ha registrato 1.203 ingressi e 165 rimpatri: il rapporto rimpatri/ingressi è del 13,7%, contro il 14,9% del 2024. Gli ingressi aumentano del 6,7%, mentre i rimpatri scendono da 168 a 165 (−1,8%). Nel Cpr di Gjadër, in Albania, anch'esso di competenza della Prefettura di Roma, si registrano 307 ingressi (trasferiti da altri Cpr italiani) e 59 rimpatri, pari al 19,2%. Entrambi i rapporti sono inferiori al dato nazionale del 25,3%. È quanto emerge dall'aggiornamento al 31 dicembre 2025 della piattaforma open data Trattenuti e da Espulsioni. Un'analisi della politica di rimpatrio italiana, 2015-2025, il nuovo rapporto realizzato da ActionAid Italia e dal Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. L'analisi in questo caso si basa sui dati della Prefettura di Roma. Per il centro albanese - spiega ActionAid- si documentano almeno 7,4 milioni di euro di spese accessorie maturate, per trasporti, sicurezza, giustizia e sanità, fra 2025 e aprile 2026. Nel 2025 la spesa detentiva per ogni singolo rimpatrio raggiunge 68.116 euro per il complesso di Gjadër, oltre quattro volte il medesimo indicatore per Ponte Galeria, nonostante non siano compresi i costi dei trasferimenti dai Cpr italiani verso l'Albania e dei rientri in Italia: un circuito di andata e ritorno che aggiunge una spesa pubblica che peraltro non si riesce a ricostruire compiutamente. Sempre per il complesso albanese, che comprende il Cpr e il centro di trattenimento per richiedenti asilo (Ctra), nel 2025 si ricostruiscono spese per 4.018.862,13 euro: 812.786,88 per la gestione della fase Ctra, 841.295,89 stimati per la gestione del Cpr tra aprile e dicembre, 427.048,56 per manutenzioni ordinarie e 1.937.730,80 per l'avanzamento dei lavori di allestimento. A Ponte Galeria, nel 2025, la spesa per gestione e manutenzioni raggiunge 2.733.747,70
Deriu (Pd) metti i paletti: sostegno leale a Todde ma non acritico
"Oggi su L'Unione Sarda ho fatto il punto di metà legislatura. Il gruppo del Partito democratico sostiene il lavoro della presidente Alessandra Todde. Lo fa con convinzione, e anche con la franchezza che si deve a un'alleata, perché un sostegno leale non è mai un sostegno acritico". Parla Roberto Deriu, capogruppo dei dem nel Consiglio regionale sardo, a poche ore dall'intervista rilasciata al quotidiano di Cagliari. Per il capogruppo della più grande forza consiliare, con 13 eletti, "Il Pd ha scelto la formula che ha portato Alessandra Todde alla guida della Regione ed è proprio questo che ci dà una responsabilità in più, non in meno: essere la forza che tiene insieme la maggioranza, che compone le soluzioni, che guarda ai risultati più che alle polemiche di giornata. La giunta e il Consiglio regionale hanno compiti diverso ed è proprio lo Statuto a distinguerli con chiarezza. La giunta amministra e risponde della gestione, l'Assemblea fa le leggi, dà gli indirizzi, controlla". Riconoscere questa distinzione, rimarca Deriu, è la condizione "perché ognuno possa fare bene la propria parte, e l'esperienza di questi due anni e mezzo ci dice una cosa semplice: ogni volta che la presidente ha lavorato insieme al Consiglio su un dossier, una soluzione l'abbiamo trovata". Su Todde ancora assessora alla Sanità, il leader nuorese chiosa: "Non giro intorno al problema: la crisi è eccezionalmente complessa, e la presidente ha scelto di assumere l'interim come atto eccezionale. In questa fase la forza principale che come maggioranza abbiamo è lei. Il gruppo porta il proprio contributo dal Consiglio, ma le scelte di gestione spettano a chi governa".
"Autorizzazioni più veloci per comunità energetiche e agrivoltaico"
"Comunità energetiche, agrivoltaico e progetti di qualità non sono speculazione: servono regole specifiche per le realtà energetiche virtuose". Lo chiede il gruppo Avs del Consiglio regionale alla presidente Todde con una mozione che impegna la Giunta a modificare l'allegato G della legge 20 (aree idonee). L'obiettivo è separare i percorsi autorizzativi e le modalità di gestione di queste realtà più piccole rispetto ai grandi impianti a carattere commerciale e industriale. "Le rinnovabili rappresentano l'unica strada percorribile per il futuro energetico dell'Isola", spiega Maria Laura Orrù, prima firmataria della mozione. una disciplina differenziata ha come obiettivo "favorire la gestione degli impianti e la partecipazione diretta di cittadini, imprese ed enti locali sardi garantendo che i benefici economici derivanti dalla condivisione dell'energia che si tramuta in riduzione dei costi, siano effettivamente destinati alle persone e al territorio regionale".
Per evitare che la semplificazione introdotta dalla modifica dell'allegato G apra la porta a situazioni speculative, la mozione prevede il monitoraggio e il supporto ai comuni e, per quanto riguarda l'agrivoltaico, la Giunta è chiamata a costituire un sistema di controllo degli impianti agrivoltaici "per verificare la tutela delle attività agricole e pastorali e la continua idoneità dei terreni destinati a queste attività, così da garantire l'effettiva integrazione tra produzione energetica e attività agricola e prevenire e contrastare ogni forma di violazione dei requisiti previsti dalla normativa». Davanti a scelte che riguardano il futuro energetico della Sardegna «dobbiamo essere netti e sostenere le rinnovabili evitando di abbinarle al concetto di speculazione, perché sono due questioni distinte.
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