Gruppo unico in Consiglio: Pd e Progressisti avanti verso la fusione
Prima l'unificazione dei gruppi in Consiglio regionale, poi la costruzione di una "prospettiva politica comune, in vista del prossimo congresso regionale del Partito Democratico della Sardegna". Lo dice il segretario dem Silvio Lai indicando la strada: Pd e Progressisti (guidati da Massimo Zedda) potrebbero presto fondersi diventando così la forza maggiormente rappresentativa del campo largo che guida il governo Todde. Per ora l'obiettivo di Pd e Progressisti sono le elezioni politiche, come indicato due giorni fa nel corso della direzione politica Pd che ha dato il via libera al processo federativo. "La proposta di costruire una casa comune più forte ci ha trovato da subito convinti sostenitori"; dice il segretario dem e deputato Silvio Lai. "L'unità delle forze progressiste non può essere evocata soltanto alla vigilia delle elezioni. Deve essere preparata nel lavoro quotidiano, nelle istituzioni e nei territori, attraverso scelte politiche, battaglie condivise e una crescente capacità di elaborazione comune». La prospettiva indicata dalla Direzione del partito guarda però alle elezioni del 2027: il prossimo Parlamento dovrà eleggere il successore del Presidente Sergio Mattarella".
Inchiesta del Sole 24 Ore: la Russia sempre più presente nel Mediterraneo
Navi militari, mercantili carichi di mezzi blindati, basi aeree potenziate e nuovi accordi economici e logistici. La Russia starebbe accelerando la propria penetrazione nel Mediterraneo attraverso una strategia che unisce presenza militare, diplomazia, commercio e guerra ibrida. È il quadro tracciato da un’inchiesta de “Il Sole 24 Ore”, che mette in relazione una serie di movimenti registrati negli ultimi mesi lungo l’intero versante meridionale del Mediterraneo. Una pressione crescente alla quale i Paesi della Nato rispondono intensificando esercitazioni e attività di sorveglianza. Al largo di Tripoli è in corso una manovra navale internazionale alla quale partecipano, oltre alla Libia, anche Italia, Algeria, Marocco, Tunisia, Francia, Malta, Mauritania, Portogallo e Spagna.
L’obiettivo è contrastare l’immigrazione irregolare e i traffici di esseri umani e armi. Nei giorni precedenti, a Biserta, in Tunisia, l’esercitazione “Phoenix Express 2026” aveva coinvolto anche i marines statunitensi e previsto simulazioni contro gli attacchi informatici alle navi. Secondo la ricostruzione, Mosca avrebbe ripreso a muovere le proprie unità verso la Siria: quattro navi, tra cui due petroliere e un cacciatorpediniere, sono arrivate nel porto di Tartus. Parallelamente, la Russia starebbe consolidando i rapporti con l’Egitto, dove ha ottenuto per 99 anni la concessione di due strutture logistiche in prossimità degli accessi al Canale di Suez. Il principale punto d’appoggio russo rimane però la Cirenaica, controllata da Khalifa Haftar. Militari e mercenari dell’Africa Corps sarebbero presenti in sei basi aeree libiche, alcune delle quali interessate da lavori di ampliamento delle piste e ricostruzione di hangar ed edifici.
Nucleare, via libera del Senato alla legge delega. Il ministro Pichetto: “Prime centrali nel 2033-2034”
Via libera definitivo del Senato al disegno di legge delega sul nucleare. Il provvedimento, già approvato dalla Camera, affida al Governo il compito di disciplinare il ritorno dell’energia nucleare nel sistema energetico italiano attraverso uno o più decreti legislativi, da adottare entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha indicato nel 2033-2034 il possibile orizzonte per l’entrata in funzione delle prime centrali. Secondo la maggioranza è la strada giusta per contribuire alla decarbonizzazione, rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica dell’Italia e contenere i costi dell’energia per famiglie e imprese. La legge delega non autorizza immediatamente la costruzione di nuovi reattori, ma stabilisce i principi in base ai quali il Governo dovrà definire l’intera normativa di settore. Il primo passaggio sarà l’elaborazione di un Programma nazionale che dovrà indicare il ruolo del nucleare sostenibile e della fusione nel futuro mix energetico italiano. I decreti dovranno disciplinare tutto il ciclo di vita degli impianti: sperimentazione delle nuove tecnologie, individuazione dei siti, autorizzazioni, costruzione, esercizio, sicurezza, radioprotezione, disattivazione e smantellamento. Le regole riguarderanno anche gli impianti per la fabbricazione e la rigenerazione del combustibile nucleare.
Italia-Belgio, De Bruyne avverte gli Azzurri: “Devono cambiare mentalità”. Esposito ritrova il suo passato
“L’Italia deve cambiare un po’ la propria mentalità”. A due giorni dalla sfida di Nations League tra Italia e Belgio, in programma venerdì alle 20.45 allo stadio Olimpico di Roma, Kevin De Bruyne manda un messaggio agli Azzurri. Il centrocampista, intervenuto davanti alla stampa belga, ha parlato ai microfoni di RTBF e RTL Sports. Le sue dichiarazioni sono state riprese dal portale belga Walfoot. “Guardando l’elenco dei convocati potreste non conoscere molti giocatori”, ha spiegato De Bruyne. “Per me è un po’ diverso, perché gioco in Italia. Stanno cambiando generazione e hanno mancato per tre volte la qualificazione ai Mondiali: per un Paese come l’Italia è molto difficile. Hanno avviato un nuovo progetto e probabilmente vogliono puntare sui giovani”. Il giocatore del Napoli considera la Nations League una sorta di “mini-torneo”, nel quale sarà fondamentale partire bene e assimilare rapidamente le indicazioni del nuovo commissario tecnico Mark van Bommel. De Bruyne ha sottolineato anche il potenziale dei numerosi giovani presenti nella rosa dei Diavoli Rossi, guardando già alla crescita della squadra in vista degli Europei del 2028. Nonostante i 35 anni e 124 presenze con la Nazionale, il centrocampista non ha ancora intenzione di lasciare il Belgio: “Finché avrò questa motivazione, perché dovrei smettere?”. De Bruyne ha però ammesso che quelli che lo separano da Euro 2028 potrebbero essere i suoi ultimi due anni con la maglia dei Diavoli Rossi.
Venerdì Coldiretti in piazza a Olbia contro i blocchi
"La pazienza è finita. Sono oltre 15 mesi che gli allevatori sardi convivono con le restrizioni e i blocchi delle movimentazioni dei bovini. Dopo aver fatto enormi sacrifici e accettato ogni prescrizione delle autorità politiche e sanitarie; dopo essersi messi a disposizione della campagna vaccinale fidandosi delle indicazioni delle autorità sanitarie arrivando a vaccinare il 98% degli allevamenti e circa il 97% dei bovini e dopo aver rispettato tutto quello che è stato chiesto loro, oggi gli allevatori dicono basta". Lo denuncia Coldiretti Sardegna che per venerdì 25 settembre annuncia la mobilitazione con un corteo alle 10 a Olbia, al porto Isola Bianca. "Apprendiamo, poi, con forte preoccupazione le notizie emerse dalla comunicazione dell'assessorato regionale dell'Agricoltura, a seguito dell'incontro a Roma sulla conferma della zona di sorveglianza di 20 chilometri. Una decisione che alimenta ulteriormente l'incertezza e le difficoltà per gli allevatori e che rende ancora più urgente una svolta nella gestione dell'emergenza. Ecco perché chiediamo il declassamento della malattia e una riduzione della zona di protezione, affinché le restrizioni siano proporzionate all'attuale situazione epidemiologica. La Sardegna ha dimostrato di aver fatto la propria parte, con una copertura vaccinale elevatissima e il rispetto delle prescrizioni sanitarie".
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