“Dal S.Elia al Gigi Riva”, confronto pubblico sul futuro dello stadio e della città
Mentre si attende che venga dipanata la matassa politico-burocratica e il procedimento amministrativo per la realizzazione del nuovo stadio di Cagliari possa trovare lo sbocco auspicato da tutte le parti in causa, il 4 giugno 2026, alle 18, negli spazi dell’Ex Manifattura Tabacchi di viale Regina Margherita, si terrà l’incontro dal titolo “Dal S.Elia al Gigi Riva – Le ragioni di una scelta di campo”, promosso dal Centro Studi Aldo Moro. E’ l’occasione per fare il punto sul progetto del nuovo impianto sportivo dedicato a Gigi Riva e sulle ricadute per la città. A coordinare i lavori sarà Giuseppe Cuccu del Centro Studi Aldo Moro, mentre l’introduzione sarà affidata alla consigliera comunale Ombretta Ladu. Interverranno il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il direttore generale del Cagliari Calcio Stefano Melis, il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e il vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni.
DICE MONTALBANO. I guerrieri sardi nei bronzetti
I bronzetti nuragici guerrieri sono tra le testimonianze più affascinanti della civiltà nuragica, la cultura che si sviluppò in Sardegna tra il II e il I millennio a.C. Piccole statue in bronzo, alte generalmente dai 10 ai 20 centimetri, pur con ritrovamenti eccezionali di circa 40 cm, raffigurano guerrieri armati, arcieri, capitribù e offerenti con una straordinaria ricchezza di dettagli. Ancora oggi rappresentano uno dei simboli più riconoscibili dell’archeologia sarda e costituiscono una preziosa finestra sul mondo nuragico.
Queste statuette venivano realizzate con la tecnica della fusione “a cera persa”, un procedimento molto sofisticato per l’epoca. L’artigiano modellava dapprima la figura in cera, poi la rivestiva con argilla refrattaria. Una volta riscaldato lo stampo, la cera si scioglieva lasciando il vuoto nel quale veniva colato il bronzo fuso. Quando il metallo si raffreddava, lo stampo veniva rotto e il bronzetto rifinito a mano. Questo metodo consentiva di ottenere figure dinamiche e dettagliatissime, con decorazioni minute sugli elmi, sulle armi e sugli abiti.
I guerrieri nuragici sono forse i soggetti più celebri. Indossano elmi con lunghe corna, corazze aderenti e portano scudi rotondi o allungati. Alcuni impugnano spade, altri archi e frecce. In diversi esemplari compare il gesto dell’orante: il braccio alzato con il palmo rivolto in avanti, probabilmente un segno rituale o religioso. Molte figure mostrano una forte stilizzazione geometrica, ma allo stesso tempo rivelano un’accurata osservazione del corpo umano e dell’equipaggiamento militare.
Tra le rappresentazioni più note vi sono gli arcieri con arco teso, i guerrieri con scudo sulle spalle e i pugilatori armati di guanto protettivo e scudo. Celebri sono anche le figure con quattro occhi e quattro braccia, forse eroi mitici o personaggi simbolici legati alla religione nuragica.
Tennis, Arnaldi dopo l’Open di Sardegna vola ai quarti del Roland Garros
Cagliari e la Sardegna avevano già avuto modo di apprezzarlo durante l’Open vinto un mese fa nel capoluogo isolano. Questa notte Matteo Arnaldi ha scritto una pagina destinata a restare nella memoria degli appassionati, firmando una rimonta storica al Roland Garros di Parigi contro un quasi insormontabile Frances Tiafoe. Il punteggio è la fotografia di una battaglia tra due gladiatori: l’azzurro si impone 7-6(5), 6-7(5), 6-3, 6-7(3), 6-4 al termine di una sfida durata 5 ore e 26 minuti. Con Arnaldi salgono a quattro gli italiani ai quarti di finale: un risultato mai raggiunto nella storia del torneo parigino. Cobolli, Arnaldi e Berrettini sono ancora in corsa, con gli ultimi due attesi ora dal derby azzurro. Insomma, mentre la generazione precedente è cresciuta tra l’urlo mondiale di Tardelli e il rigore di Fabio Grosso, negli occhi e nella memoria dei ragazzi del 2026 resteranno una racchetta da tennis e gli eroi che, insieme a Sinner, stanno facendo grande lo sport italiano.
Non era Ebola: negativo il paziente arrivato in Sardegna dal Congo
Il verdetto delle analisi dell’Istituto Spallanzani. Non era Ebola. Il paziente rientrato dal Congo e ricoverato in isolamento nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, a causa dei gravi sintomi riscontrati, è risultato negativo agli esami effettuati dall’Istituto “Spallanzani” di Roma. Una notizia confortante, arrivata dopo i rapidi accertamenti e l’attivazione delle misure di protezione nella via dove alloggiava il paziente. Già nella serata di ieri il Ministero della Salute aveva comunicato che, in Italia, il rischio era basso.
Aeroporto di Cagliari, tre voli dirottati ad Alghero
Sono tre i voli diretti a Cagliari dirottati questa mattina verso l’aeroporto di Alghero: quello proveniente da Torino, quella da Bergamo e l’aereo partito da Roma-Ciampino. Dietro il cambio di rotta dovrebbe esserci l’ormai ricorrente problema di visibilità.
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