L'ambasciata russa: vediamo un'Italia che non vuole la guerra con noi
Gli italiani sono "costretti ad ascoltare incessantemente le monotone litanie sul 'sostegno a 360 gradi all'Ucraina e le rielaborazioni locali della propaganda bellica di Kiev". Ma la Russia sente "anche la voce dell'altra Italia", compresa quella "dei politici dell'opposizione, degli attivisti e della società civile", che "si oppone al coinvolgimento dell'Italia in una guerra contro la Russia". Lo ha detto l'ambasciatore russo in Italia, Alexei Paramonov, in un'intervista all'agenzia Tass. "E' proprio attorno al tema della Russia e dei rapporti con la Russia che si delinea una delle principali linee di frattura nel dibattito politico interno al Paese", osserva l'ambasciatore. Il mio consiglio alle forze costruttive italiane, di qualsiasi orientamento, siano è di guardare con occhi nuovi all'eredità del grande veneziano Marco Polo, ampliando i propri orizzonti geopolitici e ideologici, e puntando su una cooperazione paritaria e reciprocamente vantaggiosa coi nuovi centri mondiali di crescita nel vasto spazio eurasiatico".
Di nuovo i pastori sotto il Consiglio regionale
Prezzo del latte ovino ad almeno 1,50 euro al litro in acconto, più controlli sulla provenienza del latte utilizzato dall'industria, interventi urgenti per superare le restrizioni alla movimentazione dei bovini e una strategia regionale che coinvolga gli allevatori. Sono alcune delle priorità indicate dai pastori sardi questa mattina sotto il palazzo del Consiglio regionale per un'assemblea. Una delegazione degli allevatori, insieme alla presidente dell'Anci Sardegna Daniela Falconi, ha chiesto un incontro con i capigruppo dei partiti. Dice Fabio Pisu, uno dei portavoce: "Stiamo chiedendo anche che si inizi a ragionare per trovare una soluzione concreta anche per il blocco delle movimentazioni dei bovini che stanno creando grosse difficoltà alle aziende. Noi chiediamo che almeno possano essere movimentati verso i centri di ingrasso". I pastori invocano anche la piena applicazione della direttiva europea 2019/633 contro le pratiche commerciali sleali, affinché i costi di produzione siano considerati nella formazione dei prezzi e il peso delle crisi non ricada esclusivamente sugli allevatori. Il clima nelle aziende è difficile. "C'è tanto malessere, perché quando uno lavora e non si vede remunerato in base agli sforzi che fa è normale che ci sia malessere", dice Pisu. Per Gianuario Falchi, altro storico portavoce del movimento indipendente, "il problema latte deve riguardare la politica molto da vicino perché in Sardegna riguarda un indotto di 100mila posti di lavoro, oltre tutte le famiglie che gravitano intorno. Alla fine è l'unica fabbrica esistente in Sardegna, che a stento riesce ad andare avanti".
Asl 8, Massazza di nuovo direttore sanitario. E Schael contesta Atzori
Lo psichiatra Coni scelto dalla presidente Todde non è più il direttore sanitario della Asl 8: ad affiancare il manager Aldo Atzori (peraltro il rotta con il direttore generale della Sanità Thomas Schael) ci sarà Roberto Massazza, nominato dalla Giunta Solinas e silurato da Todde due anni fa. Peccato che mancassero i presupposti giuridici per l'atto, sostiene il giudice del lavoro Andrea Bernardino che ha accolto il ricorso di Massazza. E così Alessandro Coni dovrà lasciare con immediatezza la scrivania a Massazza, medico cagliaritano vicino alla pensione. Il giudice ha anche condannato la Asl 8 al pagamento di 6 mila euro (differenze retributive) oltre alle spese legali.
Ma non sarà un ritorno facile per Massazza visto che il suo manager, Aldo Atzori, è nel mirino di Schael che ha lo ha invitato per iscritto nei giorni scorsi a rispettare gli obiettivi del contratto. Annunciando già, in difetto, l'avvio del procedimento disciplinare con risoluzione del contratto. Una vicenda simile a quella che il manager alto atesino ha innescato con il direttore generale della Asl di Nuoro, Francesco Trotta.
E nei prossimi giorni il Consiglio di Stato deciderà su un altro ricorso, ancora più pesante: quello di Marcello Tidore, l'ex manager della Asl 8. Andrà a lui la poltrona di Atzori in questo guerra di potere che impegna avvocati e giudici ma non appassiona il pubblico?
Genova - Porto Torres, da gennaio c'è Moby
Moby presenta la nuova stagione e annuncia che dall'1 gennaio 2027 gestirà il servizio in continuità territoriale marittimo tra Genova e Porto Torres. Sino al 31/12 il servizio sarà ancora effettuato dalle navi Tirrenia. E mentre continua la coda di questa estate 2026, sono già aperte le vendite sul sito della compagnia per la stagione 2027 per le partenze da e per Sardegna e Corsica fino a fine settembre.
La Livorno-Olbia viene effettuata tutto l'anno con corse diurne e notturne in entrambe le direzioni con Moby Fantasy e Moby Legacy, le due ammiraglie della flotta.
Collegamenti tutto l'anno, 365 giorni all'anno, anche per la Genova-Porto Torres, che appunto dal primo gennaio 2027 sarà operata da Moby, con corse notturne in entrambe le direzioni e schiererà d'inverno Moby Tommy e Moby Aki e d'estate Moby Wonder e Rubattino.
Corse tutto l'anno anche per la linea Civitavecchia-Olbia e viceversa operata da Tirrenia con partenze notturne 365 giorni all'anno a cui si aggiungono da giugno a settembre anche quelle diurne. In inverno saranno schierate sulla linea Florio e Rubattino, mentre d'estate la Florio sarà affiancata da Moby Tommy (su questa tratta non in esclusiva viaggiano anche Grimaldi e Gnv). Le navi per le traversate notturne da Genova alla Sardegna e viceversa saranno Moby Aki e Moby Orli.
Tettamanzi, la bellezza di Nuoro torna alla luce
Nel cuore di corso Garibaldi, dietro le porte del Caffè Tettamanzi, prosegue un restauro che accende la curiosità e il desiderio di rivedere uno dei luoghi più affascinanti della città.
Come appariranno le sue sale? Quali dettagli torneranno alla luce? L’attesa per il risultato dei lavori si accompagna alla voglia di ritrovare un luogo che, per generazioni, è stato parte della vita e della memoria collettiva di Nuoro.
Il Tettamanzi, di proprietà della famiglia Murgia - Tidore, custodisce un fascino difficile da replicare. Quello degli ambienti eleganti, delle conversazioni che hanno attraversato epoche diverse, di un caffè che ha saputo diventare un punto di riferimento. Tra i suoi tavolini, il piacere dell’incontro si intrecciava con l’arte, la letteratura e il fermento intellettuale di una città capace di esprimere personalità straordinarie.
La storia comincia nel 1875, quando Antonio Tettamanzi, ebanista piemontese arrivato a Nuoro per realizzare il coro ligneo della cattedrale, decide di stabilirsi in città e aprire il locale destinato a portare il suo nome. Lo frequentano, tra gli altri, il poeta Sebastiano Satta e il pittore Antonio Ballero. Le sue atmosfere trovano spazio anche nelle pagine di Grazia Deledda e Salvatore Satta, contribuendo a consegnare alla letteratura il ritratto di una Nuoro colta, vivace e profondamente legata alla propria identità.
Oggi, a 151 anni dalla fondazione, lo storico caffè si prepara a un nuovo capitolo. Il restauro conservativo promosso dalla famiglia Murgia, proprietaria dell’immobile, punta a recuperare l’autenticità degli ambienti, riportando alla luce antichi archi in granito, decorazioni e cromie originarie, insieme agli specchi che hanno contribuito a renderlo uno dei locali più affascinanti della città. Un patrimonio riconosciuto dal ministero della Cultura nel 2017 e inserito, l’anno successivo, tra i locali storici d’Italia. Un prestigio che racconta quanto il Tettamanzi rappresenti anche oltre i confini di Nuoro.
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