Giallo di Tuvixeddu, le domande dei familiari di Manuela
“Chi ha ucciso Manuela?”. È la domanda con cui i familiari della ragazza trovata morta nel canyon di Tuvixeddu continuano a chiedere verità su un caso che, a distanza di oltre trent’anni, conserva ancora numerosi interrogativi. Manuela aveva appena 16 anni e, come ricorda la famiglia in un lungo post pubblicato sulla pagina “Giustizia per Manuela Murgia”, frequentava poche persone: “Il suo mondo era piccolo, fatto di poche persone di cui si fidava”. Proprio per questo i parenti si chiedono chi possa essere riuscito a convincerla ad allontanarsi e con chi fosse la mattina della sua scomparsa. Tra gli elementi sui quali la famiglia richiama l’attenzione ci sono alcune inquietanti telefonate che la ragazza avrebbe ricevuto. Manuela, secondo il racconto dei familiari, quando rispondeva rimaneva in silenzio ad ascoltare. Dall’altra parte ci sarebbe stata “una voce maschile, la voce di un uomo adulto”. Telefonate che l’avrebbero fatta piangere. “Chi era quell’uomo? Cosa le diceva? Aveva paura? Conosceva quella voce?”, domandano oggi i parenti. E soprattutto: con chi salì in macchina quella mattina? Secondo la famiglia, difficilmente la sedicenne avrebbe accettato un passaggio da uno sconosciuto. L’ipotesi è quindi che potesse conoscere la persona che era con lei. C’è poi il particolare di una macchina blu, che sarebbe stata notata da alcuni testimoni. Anche su questo punto gli interrogativi sono numerosi: a chi apparteneva? Chi la guidava? Manuela era a bordo? L’auto era stata prestata a qualcuno? I familiari ripercorrono anche le ultime ore della ragazza.
Carburanti, sconto prorogato fino al 5 settembre
Resterà in vigore fino al 5 settembre la riduzione di 17 centesimi al litro sul diesel: 14 centesimi derivano dal taglio dell’accisa e altri 3 centesimi dalla riduzione dell’Iva. La stessa misura sarà applicata, nello stesso periodo, ai gasoli paraffinici e al biodiesel utilizzato come carburante. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri durante la riunione odierna a Palazzo Chigi. Il decreto approvato proroga anche il credito d’imposta per le imprese di autotrasporto, per attenuare gli effetti dell’aumento dei costi energetici sul settore. Le risorse necessarie saranno reperite attraverso maggiori entrate derivanti dalla modifica delle modalità di versamento delle ritenute sugli utili dei gruppi di maggiori dimensioni del settore energetico.
Carceri, Testa: “Riaprire l’Asinara? Proposta irricevibile”
“Irricevibile”. Così la garante per le persone sottoposte a limitazioni della libertà personale Irene Testa definisce la proposta di riaprire il carcere dell’Asinara per destinarlo ai detenuti più problematici. “La Sardegna”, prosegue Testa, “ha già dato abbastanza al Ministero della Giustizia: le colonie penali occupano oltre 6000ettari, oltre la metà dei quali oggi inutilizzati o lasciati in abbandono. Altro che riconsegnare l’Asinara alle carceri. È arrivato il momento che la Sardegna chieda al Demanio la restituzione dei terreni delle colonie che lo Stato non utilizza più. E sui detenuti con dipendenze o gravi problemi psichiatrici occorre essere chiari: servono cure, comunità terapeutiche, personale sanitario e specializzato. E nelle carceri servono più agenti di Polizia penitenziaria e più personale, non nuove isole-carcere. L’Asinara è patrimonio della Sardegna e tale deve restare”, conclude la garante
Carceri, il Sappe ci riprova: “Riaprire l’Asinara per i detenuti violenti”
Da quasi trent’anni è diventata Parco nazionale. L’Asinara non è più un’isola carcere ma periodicamente qualche nostalgico propone un ritorno al passato. L’ultimo fu il Governo Monti con la ministra della Giustizia Paola Severino, che propose un non meglio precisato “progetto sperimentale”, un “carcere aperto”, ricevendo il netto “No” dell’allora presidente della Regione, Ugo Cappellacci. “Sarebbe un crimine, un’ipotesi scellerata e retrograda perché presso l'isola dell'Asinara la Regione e la Conservatoria delle Coste stanno portando avanti una serie di progetti che la renderanno un modello di eccellenza di sviluppo sostenibile”, aveva replicato il governatore. Perché nel frattempo nell’Isola erano partiti diversi progetti come il centro velico, l’ostello della gioventù ed altre iniziative per disegnare un futuro sostenibile per l’Isola con la Conservatoria, all’epoca diretta da Alessio Satta.
Ciclicamente anche il Sappe ripropone la riapertura del carcere con il segretario generale, Donato Capece. Come tre anni fa propone di riaprire sia l’Asinara che Pianosa. Il segretario cita l’articolo 32 del regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario, che consente di destinare a istituti o sezioni apposite i detenuti il cui comportamento richieda particolari cautele. A replicare è l’ex consigliera regionale Maria Grazia Caligaris: “L’aggressività”, dichiara, “è il più delle volte figlia della tossicodipendenza e delle psicosi. Chi è malato deve essere curato da professionisti in idonei spazi, non relegato e controllato anche con sistemi elettronici di sicurezza. E’ del tutto fuorviante pensare di utilizzare l’Asinara e Pianosa come luoghi di detenzione, seppure per criticità estreme”.
INTERVISTA. Alemanno: “Nelle carceri emergenza democratica, serve la liberazione anticipata”
Gianni Alemanno, ex ministro delle Politiche Agricole ed ex sindaco di Roma, due mesi fa è uscito dal carcere di Rebibbia dove si trovava dal dicembre del 2024. “Esco dal carcere da innocente. Ho fatto un anno e mezzo ingiustamente. Ho visto e conosciuto una realtà terribile, che è una vergogna per la Repubblica Italiana, dove perde la faccia. Non viene data la possibilità di rifarsi una vita", aveva dichiarato dopo essere tornato in libertà. Irene Testa di Radio Radicale lo intervista insieme a Claudio Cugusi sulla vita carceraria e sui possibili rimedi alle condizioni disumane di chi vive oltre le sbarre.
L’intervista completa andrà in onda giovedì alle 19 su Radio Radicale, nel programma “Lo stato del diritto”
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