Energie rinnovabili, la Corte costituzionale: il Ministero non può ignorare la legge della Regione
La normativa regionale della Sardegna sulle aree idonee e non idonee agli impianti da fonti energetiche rinnovabili doveva essere applicata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 88 depositata oggi, accogliendo i conflitti promossi dalla Regione Sardegna contro diversi decreti ministeriali relativi a valutazioni di impatto ambientale per impianti agrivoltaici nelle province di Oristano e Sassari. Con la legge regionale numero 20 del 2024 la Sardegna ha individuato le aree considerate idonee e quelle non idonee all’installazione di impianti FER, cioè da fonti energetiche rinnovabili. Secondo la Regione, il Ministero ha approvato i decreti di VIA senza tenere conto di tale normativa. Secondo il ministero la legge regionale è illegittima perché troppo restrittiva rispetto agli obiettivi nazionali ed europei di diffusione delle energie pulite. La Corte ha chiarito che la legge è fficace e applicabile finché la stessa Consulta non ne dichiari l’illegittimità costituzionale. Pertanto non può essere disapplicata e il ministero non poteva adottare i decreti contestati.
"America's cup, con Luna Rossa ha vinto la Regione Sardegna"
"Per quattro giorni la Sardegna è stata il cuore della vela mondiale. La Louis Vuitton 38ª America's Cup Preliminary Regatta Sardinia lascia un'eredità importante. Non soltanto per l'impatto economico stimato, ma per l'immagine della nostra Isola, per l'energia che abbiamo respirato, per il modo in cui i sardi hanno sentito questo evento come qualcosa che li rappresentava davvero". Lo ha detto la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, al termine della grande manifestazione velica di Cagliari in vista di Napoli 2027.
Todde ha rivolto i complimenti a Luna Rossa e a tutti gli equipaggi. Ma poi li ha estesi a tutta l'organizzazione "Un ringraziamento sincero all'assessorato del Turismo, al Comune di Cagliari, a Sport e Salute, agli organizzatori, alle volontarie e ai volontari, alle lavoratrici e ai lavoratori e a tutte le persone che hanno reso possibile questo risultato con competenza e dedizione. La Sardegna continuerà a credere nello sport, nei grandi eventi, nell'innovazione e nella capacità di essere protagonista nel Mediterraneo e nel mondo".
Soddisfatto anche l'assessore regionale del Turismo, Franco Cuccureddu, "Luna Rossa vince a Cagliari la Louis Vuitton 38ª America's Cup Preliminary Regatta Sardinia, ma vince soprattutto la Sardegna. Abbiamo dato una dimostrazione di capacità organizzativa, di accoglienza, di ospitalità e di condizioni ottimali per la grande vela". L'unico rammarico è del sardi: sotto la Giunta Solinas nel 2023 l'assessore al Turismo Gianni Chessa ingaggiò uno scontro con gli organizzatori. Che abbandonarono l'idea di portare in Sardegna l'evento. Stavolta è andata meglio.
Ryanair e la tassa d’imbarco, la riflessione di Maurizio Battelli
Nei giorni scorsi il Consiglio regionale ha respinto la mozione sul taglio dell’addizionale comunale di imbarco, nonostante più di uno anche in seno alla maggioranza fosse favorevole. La questione parte dalla richiesta avanzata da Ryanair: abolire la tassa da 6,50 euro per passeggero in cambio di due milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno e dell’apertura di una nuova base operativa nel nord Sardegna. La tesi dei contrari si basa sul fatto che rinunciare all’addizionale significherebbe perdere circa 35 milioni di euro di gettito.
Qualità della vita, Cagliari brilla nella classifica del Sole 24 Ore
Cagliari si conferma una delle città italiane con la migliore qualità della vita secondo l’indagine pubblicata dal Sole 24 Ore e presentata al Festival dell’Economia di Trento. Lo studio, che analizza il benessere delle diverse generazioni attraverso venti indicatori dedicati a bambini, giovani e anziani, premia il capoluogo sardo soprattutto per la qualità dei servizi rivolti agli over 65, ma evidenzia anche risultati molto positivi per l’infanzia. Il dato più significativo riguarda proprio la classifica dedicata agli anziani, dove Cagliari conquista il sesto posto nazionale con un punteggio di 519,6, risultando la migliore città del Mezzogiorno tra le prime dieci. Davanti ci sono soltanto Trieste, Trento, Milano, Roma e Verona. Cagliari risulta infatti prima in Italia per numero di medici specialisti attivi ogni mille abitanti over 65 e conquista il primo posto anche per accessibilità ai servizi sanitari e assistenziali raggiungibili entro quindici minuti a piedi.
DICE MONTALBANO. Il canto a tenore in Sardegna
Nato nel cuore della Barbagia e tramandato oralmente per secoli, il canto a tenore rappresenta una delle espressioni musicali più antiche e identitarie della Sardegna. Più che una semplice forma di canto polifonico, è un linguaggio collettivo che racconta la vita pastorale, il rapporto con la natura e il senso di comunità di un’isola che ha sempre custodito con orgoglio le proprie tradizioni.
Nel 2005 l’UNESCO ha riconosciuto il canto a tenore come patrimonio orale e immateriale dell’umanità, consacrandolo tra le più preziose tradizioni musicali del Mediterraneo. Ma per comprenderne davvero il valore non basta ascoltarlo in una registrazione: bisogna assistere a una performance dal vivo, magari durante una festa di paese, quando quattro uomini si dispongono in cerchio e iniziano a intrecciare le loro voci in un dialogo arcaico e ipnotico.
Il canto a tenore è diffuso soprattutto nella Sardegna centrale, in paesi come Bitti, Orgosolo, Fonni e Mamoiada. Ogni gruppo, chiamato “tenore”, è composto da quattro voci con ruoli ben distinti. La “boghe” è la voce solista che intona il testo poetico; il “bassu” produce un suono grave e profondo; la “contra” crea armonie gutturali; infine la “mesu boghe” collega le varie linee vocali. L’effetto complessivo è sorprendente: una polifonia intensa, quasi primordiale, capace di evocare il vento tra le montagne o il muggito degli animali.
Secondo diversi studiosi, alcune sonorità del canto a tenore potrebbero avere origini antichissime, forse legate ai richiami del mondo pastorale prenuragico. Le voci gutturali di “bassu” e “contra”, infatti, ricordano i suoni della natura e degli animali allevati dai pastori. In passato il canto accompagnava i momenti sociali della comunità: le feste religiose, le veglie, le riunioni nelle case o nei cortili. Non esisteva un palcoscenico; il tenore nasceva spontaneamente, come forma di condivisione e appartenenza.
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