New York-Olbia, atterra il primo volo diretto dagli USA
E’ atterrato questa mattina poco dopo le 8.00 all’aeroporto Olbia Costa Smeralda - Karim Aga Khan il primo volo diretto New York-Olbia operato da Delta Air Lines. Il nuovo collegamento con l’aeroporto JFK di New York sarà operativo quattro volte alla settimana, il lunedì, martedì, giovedì e sabato, fino al 26 ottobre. Una rotta transatlantica diretta, per la prima volta nella storia dell’isola, che collega la Sardegna al mercato statunitense con ricadute positive per il turismo e per il sistema economico e imprenditoriale della Sardegna. All’arrivo, insieme al vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni, al sindaco di Olbia Settimo Nizzi e al CEO della Geasar Silvio Pippobello, è intervenuto l’assessore al Turismo, Franco Cuccureddu: “Quella di oggi è una giornata importante per il turismo sardo e per il posizionamento internazionale della nostra destinazione”, Ha dichiarato.“Siamo molto soddisfatti perché si chiude un percorso durato due anni, nel quale abbiamo supportato i vertici Geasar e Delta Airlines, abbiamo creduto con forza, nella possibilità di aprire un volo diretto con gli USA, che ha una valenza storica. Per sostenere e consolidare questo mercato abbiamo già attivato campagne di comunicazione mirate negli Stati Uniti, con acquisti di spazi cartacei su diverse testate, tra cui il New York Times, attività di marketing digitale con banner su media americani e spazi promozionali anche a Times Square, attraverso tre diversi ledwall. È un’attività che portiamo avanti da alcuni mesi, che sta dando ottimi risultati e che rafforza il lavoro della Regione per promuovere la Sardegna nei mercati internazionali più strategici.”, ha concluso.
Variazione di bilancio, in commissione la presentazione
Interventi finanziari importanti sulla Sanità. Ma anche a favore degli enti locali, della valorizzazione del patrimonio culturale, dei grandi eventi capaci di attrarre turisti: sono alcuni dei punti della variazione di bilancio 2026 – 2028 illustrata questo pomeriggio in commissione Bilancio dall’assessore Giuseppe Meloni.
Davanti al parlamentino guidato da Alessandro Solinas (Cinque stelle), l’esponente della Giunta Todde ha premesso che “la variazione di bilancio è resa possibile dalle maggiori entrate che arrivano dall’accordo sottoscritto con il governo nazionale a dicembre scorso sulle mancate entrate e sul riconoscimento del principio di insularità. Si tratta nel complesso di circa 1190 milioni di euro sino al 2029”.
Le risorse aggiuntive, nella manovra che il Consiglio regionale affronta oggi in commissione e poi in Aula, riguarderanno gli enti locali (“altri 100 milioni per il triennio, a compensare maggiori costi tra cui l’energia”), la Sanità e le politiche sociali (234 milioni di euro sempre nel triennio). Risorse sono previste anche per l’urbanistica (2,5 milioni per il supporto ai servizi tecnici, 5 per adeguare i Puc al Ppr), per i lavori pubblici, per i trasporti a chiamata dei soggetti più fragili e per la valorizzazione dei siti Unesco e del canto a tenore.
Nel campo dell’agricoltura particolare attenzione è destinata ai prodotti Igp mentre per l’ambiente spiccano i fondi per la rete di emergenza di protezione civile.
Al termine dell’audizione il presidente Solinas ha commentato: “Inizia oggi un percorso che proseguirà nelle commissioni di merito. Dopo di che la variazione di bilancio tornerà nella nostra commissione per le valutazioni e per il voto che sancirà il passaggio del testo in Aula, con gli emendamenti che saranno ritenuti necessari. A tutti i commissari chiedo la massima collaborazione per fare presto e bene. La Sardegna ha enorme bisogno che si spendano le risorse ottenute dallo Stato”.
Un’altra legge regionale cassata dalla Corte Costituzionale
Dopo le recenti pronunce di illegittimità sulla riforma sanitaria, sulle aree idonee e sulla moratoria relativa agli impianti per le energie rinnovabili, un’altra legge regionale viene dichiarata parzialmente incostituzionale dalla Consulta. La Corte ha dichiarato illegittime alcune parti della legge urbanistica ed edilizia della Regione Sardegna approvata nel 2025. Con la sentenza numero 86, depositata oggi, la Consulta ha esaminato numerose questioni di costituzionalità riguardanti il rispetto dei limiti previsti dallo Statuto speciale sardo e dalle norme statali considerate di riforma economico-sociale. Le questioni hanno riguardato, in particolare, il rispetto dei limiti posti dallo Statuto speciale e dalle norme statali qualificabili come norme di riforma economico‑sociale. La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della disposizione regionale che. ricomprendeva tra gli interventi di ristrutturazione edilizia gli ampliamenti volumetrici realizzati all’interno della sagoma esistente. Ha inoltre accolto le censure aventi ad oggetto la disciplina regionale della totale e della parziale difformità degli interventi edilizi, dichiarando illegittime le relative definizioni fondate su soglie quantitative rigide. Ulteriori profili di illegittimità costituzionale sono stati riscontrati nella normativa regionale in materia di sanatoria degli abusi edilizi più gravi, per l’illegittima possibilità di consentire, in funzione dell’ottenimento del titolo in sanatoria, interventi correttivi non previsti dalla normativa statale.
IL PUNTO. Garlasco, la storia e i protagonisti
Garlasco, provincia di Pavia, estate del 2007. Le mattine d’agosto da queste parti scorrono schiacciate da un caldo fermo e asfissiante. Via Pascoli è una strada tranquilla, una di quelle dove tutti conoscono il nome del vicino e dove il silenzio, a momenti, diventa quasi fastidioso. La villetta dei Poggi resta lì sotto il sole della tarda mattina, persiane abbassate a metà, giardino ordinato, nessun rumore che lasci immaginare cosa si nasconde oltre quella porta. Dentro casa c’è Chiara Poggi, ventisei anni, laureata, precisa, riservata. È sola, i genitori e il fratello sono in vacanza in Trentino. Attorno a lei, apparentemente, non esiste alcun pericolo, ma alle 13:50, qualcosa rompe la quiete di quella strada. Un ragazzo arriva davanti alla villetta poco prima delle due del pomeriggio. Ha ventiquattro anni e una polo chiara addosso. È Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara. Dice di aver provato a chiamarla più volte senza ricevere risposta. Il cancello è aperto, la porta di casa anche. Alberto entra, attraversa il soggiorno immerso nel silenzio e arriva davanti alla scala che porta al seminterrato. Poi si blocca, in fondo ai gradini c’è il corpo di Chiara Poggi, riverso a terra in una pozza di sangue. Esce di corsa dalla villetta, sale in macchina e raggiunge una cabina telefonica poco distante. Compone il 118. La voce è tesa, confusa. Parla di sangue, di una ragazza forse morta, ripete più volte che potrebbe essere Chiara. Quella telefonata verrà ascoltata per anni, analizzata parola per parola. Poco dopo Alberto raggiunge la caserma dei carabinieri di Garlasco e racconta ciò che ha visto. Da quel momento la tranquilla provincia della Lomellina cambia volto per sempre. Perché dentro quella villetta silenziosa non comincia soltanto un’indagine, comincia un labirinto.
Soru lascia la politica. Anzi, no: ricomincia da Sanluri
È trascorso poco più di un mese dal ritiro dalla politica annunciato sulle pagine de “La Nuova Sardegna” da Renato Soru e dalla malinconica riunione in cui è stato deciso lo scioglimento del suo movimento politico. Come spesso accade in politica, però, l’addio si è trasformato rapidamente in un arrivederci. L’occasione è arrivata presto: un evento a sostegno della candidata sindaca del suo comune, Sanluri, Cinzia Fenu. Soru non ha resistito al fascino del microfono e ha rispolverato la sua consueta retorica critica verso la politica, praticata ormai da oltre vent’anni. L’ex presidente della Regione si è scagliato contro l’idea secondo cui avere un consigliere regionale del proprio paese sarebbe utile perché capace di “portare soldi” al territorio. “Siamo ancora a questo?”, ha domandato il fondatore di Tiscali e padre della consigliera regionale del Pd Camilla Soru. Il riferimento, non certo avvolto nella carta stagnola insieme a un bacio Perugina, era rivolto al candidato sindaco uscente e consigliere regionale Alberto Urpi. “Non è che se sei in Consiglio regionale porti soldi al tuo paese”, ha rincarato Soru. “È questo il tipo di Consiglio regionale che vogliamo? Sessanta sindaci che fanno il regalino al proprio comune? Direi di no”. Secondo l’ex governatore, le risorse arrivano comunque: “I finanziamenti si ottengono partecipando ai bandi regionali e nazionali, portando avanti idee e una visione del paese”. Poi la stoccata finale: “Non abbiamo l’anello al naso per credere che serva avere il sindaco in Consiglio regionale per ottenere soldi.” Per ora Urpi non ha replicato, forse perché l’accusa potrebbe essere interpretata anche come un complimento alla sua attività politica e istituzionale. Delle due è l’una: o Urpi propone buoni progetti come sindaco o difende il suo territorio efficacemente nel ruolo di consigliere regionale. La vera notizia, però, è il ritorno sulla scena politica di Renato Soru. Se in Sardegna il tramonto di Tiscali, oggi simbolicamente rappr
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