Tenetevi pure il possesso palla, il Cagliari porta a casa tre punti
Tenetevi pure le statistiche sul possesso palla: anche stavolta il 70% è tutto della Fiorentina. I tre punti, però, se li prende il Cagliari, che al “Franchi” firma una vittoria pesante contro la Viola grazie a una prova di grande concretezza. Il merito è di un piano gara eseguito alla perfezione, come sottolinea a fine partita mister Pisacane ai microfoni di DAZN: “Pensare di venire a Firenze e fare di più sarebbe stato presuntuoso. Di fronte avevamo una squadra che, per qualità dell’organico, è appena sotto la Juventus e che lo stesso Pioli a inizio stagione aveva indicato come da Champions.” A differenza della gara con i bianconeri, capaci di spegnere sul nascere ogni tentativo di ripartenza, il Cagliari questa volta trova spazi e li sfrutta con efficacia. È così che nasce il vantaggio firmato da Kılıçsoy, bravo a colpire in contropiede e a trovare la terza rete in dodici presenze stagionali. Nella ripresa arriva anche il raddoppio di Marco Palestra, che incassa i complimenti del tecnico rossoblù: “Sono contento per Marcolino. Fa bene a cavalcare l’entusiasmo, ma ha ancora un grande potenziale inespresso. Se riuscirà a tirarlo fuori, può diventare qualcosa di importante per il calcio italiano.” Nel finale il gol di Brescianini riaccende le speranze della Fiorentina, ma il tempo scorre e il Cagliari resiste fino al triplice fischio, centrando la seconda vittoria consecutiva. Un successo che mancava a Firenze dal 2018, quando a decidere fu una rete di Leonardo Pavoletti.
L’amore dei cagliaritani per il Poetto, una storia infinita
Non lo hanno abbandonato neppure quando infuriava il ciclone Harry, a costo di qualche imprudenza. Lo hanno “sorvegliato” mentre veniva preso a schiaffoni dalle onde e, appena un raggio di sole ha squarciato le nuvole, si sono ripresentati a decine, a centinaia, presto a migliaia. L’amore dei cagliaritani per la spiaggia cittadina è un sentimento incondizionato, capace di superare le avversità e di andare oltre i battibecchi della politica. Sono tutti un po’ figli e un po’ genitori di questo lungomare, dove la vita scorre veloce e in pochi istanti si passa dal galleggiare con una nuotata “stile cagnolino” ad accompagnare i nipoti.Eppure, qui il ritmo rallenta e si prova un senso di eternità. Al Poetto si celebrano l’inizio o la fine di un amore, si cerca consolazione per un esame universitario andato male o per un lavoro perduto. Qui si attraversano le ore peggiori e quelle migliori della vita di molti. Perché in questo angolo di Cagliari si srotola la pellicola delle nostre esistenze: tra un calcio al pallone, una “valigia” per gettare il malcapitato in acqua, una battaglia di “gavettoni”. Il Poetto è un lembo dell’Itaca che vive nel cuore di ogni cagliaritano, un luogo dell’anima prima ancora che uno spazio fisico, un posto dove tornare. E oggi sono tornati.
Nuovo abbordaggio di una nave russa nel Mediterraneo
La Marina francese ha abbordato nei giorni scorsi la “Grinch”, una petroliera della flotta ombra riconducibile alla Russia, nel tratto di Mediterraneo di fronte alla costa spagnola di Malaga. Successivamente ne ha deviato la rotta fino ad un porto sicuro per maggiori approfondimenti. Il Ministero della Difesa francese ha comunicato che l’intervento è stato condotto con il supporto di vari alleati, tra cui quello britannico, che verosimilmente ha fornito dati di intelligence.
Al di là del fatto in sé, che comunque dimostra un atteggiamento proattivo dei paesi europei nel duro confronto in atto con la Russia, conferma ulteriormente la comune linea strategica tra Francia e Gran Bretagna, di cui avevamo dato atto in un articolo sul loro intervento in Medio Oriente due settimane fa. E che il Mediterraneo sia sempre più crocevia di interessi economici e geostrategici lo dimostra anche il ponte aereo logistico russo che dalla madrepatria, attraverso la Siria, porta verso la Libia, per sostenere le operazioni russe in Africa. Tenuto conto che la Sardegna è più vicina alle coste africane che non alla Sicilia, dovremo incominciare a guardare con più attenzione cosa accade in quel tratto di mare. (m.m.)
DICE MONTALBANO. Nuraghi, non fortezze isolate ma nodi di un sistema
Per decenni i nuraghi sono stati raccontati soprattutto come torri di controllo, roccaforti militari o simboli di potere tribale. Una lettura suggestiva, figlia però di una visione “militarista” dell’archeologia, ereditata dal Novecento e spesso poco aderente alla complessità dei dati territoriali. Il lavoro, mio e di Onnis, propone invece una chiave interpretativa diversa e radicalmente più ampia: i nuraghi non come elementi isolati, ma come parti integrate di un sistema di antropizzazione del territorio, fondato su criteri economici, ambientali, sociali e simbolici.
Il punto di partenza è una constatazione condivisa da molti studiosi: la Sardegna del III e II millennio a.C. soffre di una grave carenza di dati di scavo omogenei. Mancano contesti stratigrafici ampi e continui che permettano modelli certi di insediamento. In questo vuoto interpretativo si sono spesso inserite ricostruzioni schematiche, influenzate da categorie moderne come la guerra, il dominio territoriale, l’impero. Ma l’antropizzazione di un territorio risponde prima di tutto a bisogni elementari: acqua dolce, risorse naturali, sicurezza, comunicazioni, possibilità agricole e pastorali.
Da qui nasce l’idea di guardare al mondo nuragico con uno sguardo pragmatico, quasi “economico”, nel senso più ampio del termine. Quando un gruppo umano (un clan) entra in un nuovo territorio, non pensa subito alla religione o alla guerra, ma alla sopravvivenza. Osserva il paesaggio, valuta le vallate, le fonti d’acqua, i pascoli, i boschi, i sentieri naturali. Costruisce una mappa mentale del luogo e decide come occuparlo in modo stabile.
Ad Abu Dhabi parte il dialogo sulla guerra in Ucraina
Ad Abu Dhabi si è aperto un nuovo, delicato capitolo del confronto internazionale sulla guerra in Ucraina. Per la prima volta delegazioni di Russia, Ucraina e Stati Uniti si incontrano faccia a faccia in un formato trilaterale, con colloqui destinati a proseguire per due giorni sotto l’egida degli Emirati Arabi Uniti.
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