Cagliari: arriva la Juve, Deiola torna in gruppo
Piacevole novità per la squadra di Pisacane: è rientrato nel gruppo anche Alessandro Deiola, a undici giorni dall'intervento chirurgico al ginocchio effettuato a Nuoro. A due giorni dalla gara contro la Juventus, posticipo domenicale della sesta giornata (Unipol Domus ore 20.45), i rossoblù si sono allenati al CRAI Sport Center: seduta di attivazione, seguiti da una sessione dedicata alla tattica, con esercitazioni di attacco contro difesa. In campo anche Obert, lavoro differenziato per Carlos e Sherri. Seduta di rifinitura prevista per domani, sabato, alle ore 10. Al termine dell’allenamento, Pisacane incontrerà i media nella sala stampa del CRAI Sport Center, conferenza che sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Cagliari Calcio, con appuntamento alle ore 12.30.
Legge elettorale, ritorno delle preferenze e premio di maggioranza
Una coalizione capace di ottenere almeno il 42% dei voti potrà contare su un premio di seggi per governare. Gli elettori torneranno a esprimere le preferenze, ma una parte dei parlamentari continuerà a essere scelta attraverso candidature bloccate. Sono i due elementi principali dello Stabilicum, la nuova legge elettorale approvata, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, l’8 ottobre e destinata a disciplinare le politiche del 2027.
La riforma interviene sul rapporto tra rappresentanza e governabilità: i seggi saranno distribuiti con un sistema proporzionale, al quale si aggiungerà un premio per la formazione più votata. Il meccanismo, però, scatterà soltanto se la stessa coalizione o lo stesso partito arriverà primo e raggiungerà il 42% sia alla Camera sia al Senato. Il bonus sarà di 70 deputati e 35 senatori. Se i vincitori saranno diversi nei due rami del Parlamento, oppure la soglia verrà raggiunta soltanto in uno, il premio non sarà assegnato. In quel caso la costruzione della maggioranza dipenderà dagli accordi parlamentari successivi al voto. È previsto anche un limite alla consistenza dello schieramento vincente: non potrà superare 220 seggi alla Camera e 113 al Senato, senza conteggiare gli eletti all’estero.
Aeroporti, grandi manovre italiane: Milano mette le mani su Torino ma la maggioranza resta pubblica
Le grandi manovre negli aeroporti italiani passano dai tavoli degli azionisti. Al centro ci sono progetti di aggregazione, nuovi investitori e una domanda che accompagna ogni operazione: chi deciderà il futuro degli scali? Il possibile matrimonio tra Milano e Torino e il percorso, ancora controverso, degli aeroporti sardi raccontano due capitoli di questa trasformazione. Nel Nord-Ovest il dossier riguarda SEA, che gestisce Malpensa e Linate, e SAGAT, la società dell’aeroporto di Torino Caselle. Lo studio di integrazione, emerso ad agosto, punta a coordinare lo sviluppo dei tre scali e i rispettivi investimenti. L’operazione non risulta ancora conclusa e arriva dopo il mancato approdo dell’ipotesi di unione tra SEA e SACBO, gestore di Bergamo Orio al Serio. Il nodo è l’equilibrio tra capitale pubblico e privato. Secondo quanto riportato dall’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor il 12 agosto 2026, l’integrazione tra SEA e SAGAT prevederebbe il mantenimento della maggioranza in mano al Comune di Milano, che possiede il 54,8% di SEA. Si tratta dell’assetto prospettato per il progetto, non dell’esito di una fusione già perfezionata. Il sindaco Giuseppe Sala ha subordinato l’interesse dell’amministrazione alla creazione di benefici economici e sociali per entrambi i territori e alla tutela dell’assetto societario. Torino, invece, non è più azionista di SAGAT: può chiedere garanzie sul futuro di Caselle, ma non dispone del peso societario di Milano.
IL CASO. Che fine ha fatto il bando per lo stadio “Gigi Riva”?
La scadenza è già passata, sono trascorsi altri dieci giorni ma del bando per lo stadio “Gigi Riva non c’è neppure l’ombra. Il cauto ottimismo che filtrava dagli uffici del Comune di Cagliari non si è ancora tradotto in atti. Solo comunicati stampa, come quello del 30 settembre in cui l’amministrazione annunciava che “si procederà quindi alla pubblicazione del bando quando il lavoro della società di verificazione sarà in tempi brevi completato positivamente”. Nessun intoppo, prometteva l’assessore allo Sport Macciotta anche a fine agosto: la data prevista all’epoca era il 15 settembre. Stesse rassicurazioni il 1 ottobre: “Una settimana, dieci giorni per la pubblicazione e prima pietra entro marzo 2027”. (red)
Caso Figc, Binaghi: "Il commissario è lo stesso che ha causato il commissariamento: mai visto"
"Al Coni non passo ormai da cinque o sei anni, non me ne intendo di queste cose. Ma mi sembra sia la prima volta nella storia che viene nominato un commissario che è la causa del commissariamento stesso. Noi italiani in queste cose siamo campioni del mondo". E' sempre più scontro tra Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, e Giovanni Malagò. I due non si sopportano da un pezzo ma stavolta, dopo che Malagò si è autonominato commissario della Figc, la tensione sale ancora. A margine della festa del Premio Giuseppe Colalucci al Circolo Antico Tiro a Volo di Roma, l'ingegnere cagliaritano torna sulla notizia: "Io sono un uomo di altri tempi e ho conosciuto un Coni diverso, con logiche e valori differenti. Adesso il Coni vale molto meno di quanto valeva prima che lo stesso Malagò arrivasse a fare il presidente".
Malagò era stato eletto presidente federale il 22 giugno 2026, al primo scrutinio, con il 68,58% delle preferenze. L’altro candidato, Giancarlo Abete, aveva raccolto il 29,17%. Peccato che al momento dell'elezione Malagò non fosse tesserato alla federazione della quale voleva essere il presidente. E così, ora che è commissario della Federazione che non poteva presiedere potrà indire nuove elezioni. E farsi eleggere di nuovo, stavolta con la tessera in tasca.
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