Sarrabus vietato, mille giorni di stop sul ponte di ferro: sabato protesta nel guado del Flumendosa
Dopo mille giorni dalla chiusura del ponte di ferro sul Flumendosa, sulla ex statale 125, nel territorio di Villaputzu, il Comitato Ponte di Ferro torna alla carica per chiedere il ripristino della viabilità sul ponte, chiuso dal dicembre 2023 per rischio crollo.
Sabato 26 ci sarà una nuova mobilitazione: appuntamento alle 9 in Piazza Leonardo Da Vinci a Villaputzu per un corteo che si dirigerà verso il guado vicino al cantiere del Ponte di Ferro. "All'interno dell'alveo del Flumendosa, si comporrà una catena umana che simbolicamente, tenendosi per mano, unisca i due argini del Flumendosa", è scritto in una nota del comitato. "Alla fine della manifestazione nell'alveo, il corteo si ricomporrà e farà ritorno in piazza Leonardo Da Vinci. Nello spazio della piazza o sotto il palazzo comunale il Comitato fornirà ai cittadini le ultime novità sull'andamento della pratica del Ponte di Ferro".
Dopo il passaggio del ciclone Harry era stato stato ripristinato il guado sul fiume che permette a chi deve raggiungere Muravera o andare verso Cagliari di abbreviare il percorso e non tornare indietro sino al bivio per Quirra, evitando di allungare la percorrenza di 20 km in più.
Il 6 marzo scorso i sindaci e i cittadini erano scesi in piazza a Cagliari per chiedere il completamento dei lavori sul ponte che sarebbero dovuti terminare il 30 maggio 2025. Era stata anche lanciata una petizione on line che ha raccolto 2800 firme. Con la variazione di bilancio approvata ad agosto, su proposta del consigliere regionale di Orizzonte Comune e consigliere comunale a Villaputzu Sandro Porcu, l'assemblea sarda ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, per stanziare 4.800.000 euro per la progettazione della nuova opera.
Febbre del Nilo, nuovo decesso a Oristano
Salgono a quattro i decessi causati dalla Febbre del Nilo in provincia di Oristano. Nella giornata di ieri una persona di oltre 70 anni con patologie pregresse, ricoverata all’ospedale San Martino, è rimasta vittima del virus. Dal dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria viene rinnovato l’invito ad adottare le misure di prevenzione: evitare i ristagni d’acqua, schermare le finestre con zanzariere, utilizzare spray repellenti quando ci si trova all’aperto.
Giulini difende Maldini: gli stupefacenti li assumono certi giornali
"Non capisco come possano uscire certe notizie. Gli stupefacenti li assumono certi giornali". Parole del presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, a commento sulla vicenda di Daniel Maldini, fermato sabato notte dopo un incidente a Milano con alcol test positivo. "Siamo basiti e sorpresi. Crediamo alla buona fede del ragazzo che ci ha detto di avere bevuto un paio di cocktail. Gli esami fatti sono tutti negativi". "Il verbale del pronto soccorso parla di tracce di Thc - prosegue - , qualora Daniel si fosse fumato una canna, e non credo, c'è una distinzione enorme con la ketamina di cui si è parlato, mi chiedo da dove possa essere uscita. È una sostanza grave e non una droga leggera, chi ha diffuso certe notizie, siano polizia locale o ospedale, se ne dovrà assumere la responsabilità. Il ragazzo lo vedrò domani, lo hanno già incontrato i miei ma è gravissimo, visto anche che Daniel è pre-convocato dalla Nazionale, credere che possa aver assunto sostanze così pesanti. Mi dispiace ci sia l'intenzione di calcare la mano su di lui. La verità si saprà tra qualche giorno quando ci saranno gli esami del sangue del Pronto Soccorso".
L'ANALISI. Elezioni politiche: e se a determinare il pareggio fossero Vannacci e Grillo?
Le forze politiche hanno già la testa rivolta alle elezioni del 2027, come dimostrano i movimenti interni ai partiti e le crescenti tensioni tra le diverse componenti delle coalizioni. Se alcuni sondaggi confermano la buona salute di Fratelli d’Italia, primo partito di governo, allo stesso tempo delineano la possibilità di un serrato testa a testa tra gli schieramenti. Musica per le orecchie degli “animali politici” di Palazzo, che già si sfregano le mani all’idea di un governo tecnico, di larghe intese o di nuove alchimie parlamentari. Eppure, proprio il governo Meloni, piaccia o non, ha interrotto la stagione degli esecutivi sostenuti da maggioranze nate dopo il voto e profondamente diverse dalle coalizioni presentatesi agli elettori. Emblematico è il caso dei due governi guidati da Giuseppe Conte: il primo sostenuto dalla Lega, il secondo dal Partito Democratico, che chiese il superamento dei decreti Sicurezza, uno dei provvedimenti simbolo della precedente maggioranza gialloverde. Una parte dell’elettorato potrebbe allora guardare a due alternative. La prima è rappresentata dal generale Roberto Vannacci. Il leader di Futuro Nazionale cresce nei sondaggi e, secondo alcune rilevazioni, avrebbe già superato Forza Italia. La seconda opzione, al momento, non esiste ancora, ma potrebbe presto diventare realtà. Beppe Grillo, atteso a gennaio in tribunale nella battaglia per riottenere il simbolo del Movimento 5 Stelle, potrebbe decidere di tornare in campo per regolare i conti politici con Giuseppe Conte. L’effetto, tuttavia, potrebbe essere paradossale. I voti destinati a Vannacci o a un’eventuale formazione guidata da Grillo verrebbero sottratti rispettivamente al centrodestra e al campo largo, contribuendo a cristallizzare una situazione di sostanziale equilibrio.
A Gaza si spara, a Tel Aviv Al Bano canta felicità
Al di là del confine il suono è quello della sofferenza, delle grida di dolore, del crepitare delle armi. Al di qua invece la voce di Al Bano Carrisi riecheggia nell’aria, accompagnato dall’orchestra in un auditorium tutto esaurito per l’occasione. Il brano rilanciato sulla pagina di Instagram del cantante di Cellino San Marco è “Felicità”: una tragica ironia. Tanto da suscitare numerose reazioni sui social di coloro i quali trovano l’esibizione assolutamente fuori luogo e domandano perché non si sollevi la stessa indignazione per le precedenti performance avvenute nella Russia di Putin, che gli sono costate l’inserimento nella lista nera dell’Ucraina già nel 2019 in qualità di “minaccia per la sicurezza nazionale”. “Mai fatto politica, ma se Putin è bravo lo dico”, replicò l’artista. Forse l’ugola e gli acuti di Al Bano non saranno una minaccia per la sicurezza ma certamente a Gaza i versi della sua canzone “È il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente e restare vicini come bambini” non sono “felicità”.
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