Il coraggio di Emanuela Loi. Sacrificò la vita per proteggere Borsellino
Era di Sestu, aveva soltanto 24 anni quando la mafia le strappò il futuro. Emanuela Loi non è stata soltanto uno dei cinque agenti della scorta morti insieme al giudice Paolo Borsellino nella strage di via D’Amelio. È entrata anche la prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio, diventando uno dei simboli più autentici del coraggio silenzioso di chi indossa una divisa. Dopo il diploma magistrale aveva immaginato una vita diversa, forse da insegnante. Poi arrivò la scelta della Polizia di Stato, maturata seguendo una vocazione che avrebbe cambiato per sempre il suo destino. Nel 1989 entrò nel 119° corso per allievi agenti a Trieste e, due anni più tardi, fu trasferita a Palermo, nel cuore della guerra dichiarata da Cosa Nostra allo Stato. Dopo la strage di Capaci, nella quale il 23 maggio 1992 furono assassinati Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, venne assegnata alla protezione di Paolo Borsellino. Il pomeriggio del 19 luglio 1992 accompagnò il magistrato in via D’Amelio, dove Borsellino era diretto a far visita alla madre. Alle 16.58 l’esplosione di un’autobomba caricata con centinaia di chilogrammi di esplosivo devastò la strada. Morirono il giudice e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli.
Quando Falcone e Borsellino lavorarono all’Asinara
Il 19 luglio è l’anniversario della strage di via D’Amelio. Nel 1992 un’autobomba uccise il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli. Erano trascorsi appena cinquantasette giorni dopo l’assassinio di Giovanni Falcone a Capaci. Ma tra i tanti ricordi che legano i due magistrati ce n’è uno che porta in Sardegna, sull’isola dell’Asinara, dove nell’estate del 1985 furono costretti a rifugiarsi per continuare a lavorare al maxiprocesso contro Cosa Nostra. A Cala d’Oliva, davanti alla casetta rossa affacciata sul mare, una targa ricorda ancora oggi quel periodo. A colpire è soprattutto una frase di Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. Poche parole che riportano a uno dei momenti più delicati della lotta alla mafia. Nell’estate del 1985, dopo la notizia di un imminente attentato contro entrambi, Falcone e Borsellino vennero trasferiti in gran segreto all’Asinara a bordo di un elicottero. Lontani da Palermo, ma non dal loro lavoro, trascorsero circa un mese nella foresteria dell’isola preparando parte dell’ordinanza-sentenza del maxiprocesso, il procedimento destinato a segnare una svolta nella lotta alla criminalità organizzata. Le giornate scorrevano tra fascicoli e atti giudiziari. Solo ogni tanto i due magistrati si concedevano un bagno nelle acque cristalline dell’Asinara, uno dei rarissimi momenti di normalità in una vita scandita dalle minacce di morte. A poche centinaia di metri dalla foresteria sorgeva il carcere di massima sicurezza di Fornelli, che anni dopo avrebbe ospitato anche Totò Riina.
Avioturismo, ecco il manifesto di AeCI
E' stato sottoscritto l’otto luglio scorso a Roma presso la sede dell’Aero Club d’Italia il "Manifesto per la creazione del Sistema Avioturistico Nazionale", documento che propone la realizzazione di un Sistema Avioturistico Nazionale, fondato sull'integrazione tra infrastrutture aeronautiche, destinazioni turistiche, servizi territoriali e operatori del settore, con l'obiettivo di incrementare l'accessibilità delle aree interne, sostenere il turismo esperienziale, valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico e favorire nuove opportunità di sviluppo economico per le comunità locali.
I firmatari, Stefano Arcifa, Presidente di Aero Club d'Italia, Luca Briziarelli, Presidente di Città dell'Aria, e Guido Medici, Presidente di Avioportolano srl, avevano presentato la proposta lo scorso 19 giugno in occasione dell'Avioraduno organizzato dall'Aero Club d'Italia presso l'aeroporto di Castiglione del Lago con il convegno "Avioturismo: realtà e prospettive di una legge per valorizzare e promuovere i territori".
La proposta prevede il superamento dell'attuale modello economico imperniato prevalentemente attorno alle esigenze dei piloti e dei sodalizi aeronautici, per evolvere verso un modello di produttività sociale e territoriale. Elemento centrale di questa trasformazione è l'istituzione dello scalo avioturistico, una tipologia evoluta di infrastruttura aeronautica concepita come vera e propria porta di accesso al territorio. Lo scalo avioturistico sarebbe in grado di generare nuovi servizi, occupazione e professionalità specializzate, valorizzando l'intero patrimonio infrastrutturale esistente in Italia, composto da circa 250 campi volo, 162 aviosuperfici e 190 elisuperfici.
Il Brescia di Cellino riparte dagli allievi provinciali
Niente Terza Categoria, almeno per il momento, anche se resta ancora tempo per cambiare rotta. Nel frattempo, il Brescia Calcio di Massimo Cellino sarà iscritto al campionato provinciale Under 16, categoria Allievi. L’obiettivo è salvaguardare la matricola del club e arrivare al concordato, che aprirebbe la strada ai rilevanti compensi derivanti dalle operazioni di mercato riguardanti Sandro Tonali, in base alla normativa che premia le società che formano i talenti del proprio settore giovanile. Il presente è questo, mentre il futuro è ancora tutto da scrivere. Intanto l’Union Brescia ha presentato la nuova maglia, caratterizzata da evidenti richiami allo storico simbolo delle Rondinelle, pur mantenendo un approccio prudente. “Poiché marchio e simboli li abbiamo acquisiti, per il momento, in comodato d’uso, tutto deve essere utilizzato con cautela. Per questo sulla maglia ci sono dei richiami, ma non compare il marchio vero e proprio, proprio per le ragioni di prudenza che ho illustrato. Sappiamo che il Brescia Calcio intraprenderà delle azioni legali, noi ci difenderemo. Vedremo come evolverà la situazione”, ha dichiarato il presidente Pasini al Giornale di Brescia.
La maledizione di Belotti: salta il rinnovo
Si era tagliato il compenso, si era reso subito disponibile per unirsi al gruppo guidato da mister Pisacane ma Andrea Belotti non giocherà la stagione 2026-2027 con la maglia rossoblù. Le ultime, approfondite, visite mediche non danno sufficienti garanzie circa la tenuta dell’attaccante per il campionato dopo l’infortunio al crociato dell’anno scorso. Tradotto, nessun rinnovo del contratto. Un duro colpo per il campione europeo ma anche per il Cagliari che ora dovrà elaborare velocemente un piano B per il reparto offensivo.
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