Legge Zuncheddu, l’appello al Parlamento: “Sostegno immediato alle vittime di errori giudiziari”
Un aiuto economico immediato per chi ha subito un’ingiusta detenzione. È l’obiettivo della proposta di legge per la quale il Partito Radicale e Beniamino Zuncheddu tornano a chiedere un intervento di Camera e Senato. Zuncheddu, protagonista di uno dei più gravi errori giudiziari della storia della Repubblica, ha rilanciato l’appello durante un intervento su Radio Radicale: “Abbiamo raccolto le firme anche sotto la pioggia, con la neve, con il freddo, giorno e notte. Il Parlamento approvi la legge non solo per me ma per tutte le vittime degli errori giudiziari”. Promossa dal Partito Radicale, la proposta di iniziativa popolare è stata depositata con oltre 50 mila firme. Tra le prime adesioni, quelle della Garante dei detenuti della Sardegna, Irene Testa, e della giornalista Gaia Tortora, figlia di Enzo, anch’egli vittima di un clamoroso e tragico errore giudiziario. La richiesta al Parlamento è di dare una risposta concreta a chi, dopo un’ingiusta detenzione, deve ricostruire la propria vita: un sostegno tempestivo per affrontare le difficoltà economiche che accompagnano il ritorno alla libertà.
Portuali, il 30 ottobre sciopero internazionale contro il riarmo
Fermare il passaggio di armamenti attraverso i porti e riportare salari e servizi pubblici al centro delle scelte politiche. Sono gli obiettivi della mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali convocata per il 30 ottobre. A promuoverla è una rete sindacale che rappresenta addetti di oltre quaranta scali europei e mediterranei. Ogni organizzazione definirà le modalità della protesta nel proprio Paese, compreso il ricorso allo sciopero. L’iniziativa prosegue il percorso avviato con la protesta di febbraio e rilanciato durante l’incontro sindacale di maggio a Istanbul. Accanto all’USB partecipano organizzazioni di Francia, Grecia, Paesi Baschi, Marocco e Turchia. Alla rete ha aderito anche ORSA Porti di Gioia Tauro. La piattaforma contesta l’impiego degli scali nella logistica militare e chiede di impedire il transito di armi e truppe verso i conflitti. Sul fronte palestinese, i promotori domandano la fine di quello che definiscono un genocidio e il riconoscimento di uno Stato indipendente nei confini del 1967, con capitale Gerusalemme Est. Alla protesta contro il riarmo si affiancano richieste di aumenti retributivi, stabilità occupazionale e riduzione degli orari. Per i sindacati, anche l’automazione deve essere affrontata tutelando posti e diritti. La giornata punta così a unire l’opposizione alla guerra con le vertenze quotidiane sulle banchine.
Scuola, la protesta esce dalle aule: studenti in corteo anche a Cagliari
Quanto si investe nella scuola e in quali condizioni si studia: sono le domande che gli studenti hanno portato oggi, venerdì 16 ottobre, nelle strade di numerose città italiane. Il “No Meloni Day” riunisce la contestazione delle politiche del governo, la richiesta di risorse per l’istruzione e l’opposizione all’aumento delle spese militari. Dopo le occupazioni dei giorni scorsi, la mobilitazione si è allargata alle piazze, con cortei segnati in alcuni casi da violenze e interventi della polizia. Le ragioni della protesta assumono accenti diversi nei territori. A Milano gli studenti hanno contestato soprattutto il tetto agli alunni stranieri nelle classi, rivendicando una scuola capace di accogliere. Oltre cinquemila i partecipanti secondo gli organizzatori; concluso il corteo, è stato occupato l’edificio dell’ex obitorio in via Sforza, vicino all’Università Statale.
INDISCRETO. Commissioni, Cinque stelle perde un pezzo?
Il Pd non cede di un millimetro (tradotto: non molla le sue presidenze di commissione) e nemmeno Avs è disposta a stare al palo, senza una presidenza. Cinque stelle, che di presidenze ne ha due (Trasporti e Bilancio), allo stesso modo chiede di confermare la sua rappresentanza alla guida dei parlamentini interni del Consiglio regionale. Senza accordo in maggioranza (e accordo in queste due settimane non se n'è visto) parleranno i numeri e si esprimeranno nella loro fredda lingua. Si andrà cioè al voto, segreto. Lo stesso che due settimane fa in Aula ha penalizzato l'assessora Desirè Manca e mandato sotto la Giunta.
Tutti gli astri sono allineati: senza un'intesa sarà ancora una volta Cinque stelle ad andare sotto, anche con la "manina" dell'opposizione. La poltrona più a rischio è quella della commissione Bilancio, guidata dall'oristanese pentastellato Alessandro Solinas. Il suo posto potrebbe andare al nuorese più sornione, Giuseppe Dessena (Avs) ma in queste ore si fa avanti anche il nome di Luca Pizzuto, sulcitano, lucido leader di Sinistra futura. L'ombra dello scontro in maggioranza è sempre lì, tra il Consiglio regionale sardo e il palazzo di viale Trento. D'altronde il Pd guidava già le commissioni Prima, Seconda, Quinta e Sesta e con l'arrivo in gruppo dei due consiglieri Progressisti fa parlare i suoi freddi numeri. Che dicono tredici. "Chi non ha l'anima in pace se la metta. Se ancora non si è capito questo è il Consiglio regionale, non la Giunta", commenta al telefono dal suo collegio uno stizzito esponente del riformismo. (Gianni Padella)
Cuccureddu a Rimini dà i numeri: più turisti e più spesa
La Sardegna delle vacanze cresce ancora. Dopo il boom del 2024 e 2025 (+34,2%) di presenze e la Sardegna che in due anni è passata dall’ultimo al primo posto per crescita fra le regioni italiane, l'assessore al Turismo Franco Cuccureddu dalla Fiera di Rimini dà notizia di un nuovo record assoluto: l’ulteriore crescita delle presenze nel settore alberghiero ed extralberghiero del 4,6%. Si tratta di dati relativi al periodo gennaio/agosto 2026, rapportati allo stesso periodo del 2025. "Abbiamo escluso le locazioni private dal computo (che pure fanno registrare un forte incremento) perché la copertura dei dati non è ancora elevata, come nei settori dell’alberghiero e dell’extralberghiero. Ancora più significativi i dati sulla spesa turistica (rilevata dalle transazioni Mastercard) nei primi 9 mesi dell’anno che fanno registrare un + 10%". Ma non è tutto: "Alle notizie sulla crescita fatta registrare dei transiti dei passeggeri nei 3 aeroporti +9,25% fra gennaio e settembre si associa l’ottima notizia dell’incremento di voli e posti aerei disponibili nella prossima winter (novembre 2026/marzo 2027), con un +17% di posti a Cagliari (38 collegamenti con 10 Stati, 12 mila voli e 2,1 milioni di posti) e il mantenimento di tratte e posti su Alghero ed Olbia, che, stante il forte incremento dei costi del Jet fuel ed il conseguente taglio dei voli delle compagnie nelle altre destinazioni, è un grande risultato".
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