Ryanair alla Regione: “Abolire l’addizionale per tutto l’anno”
Per Ryanair l’abolizione della tassa di sbarco, decisa dalla Regione con l’assestamento di bilancio solo per la stagione invernale è una mezza misura. La compagnia ribadisce la richiesta di cancellarla per tutto l’arco dell’anno e ricorda il piano di investimenti presetnato due anni fa: oltre due milioni di passeggeri aggiuntivi ogni anno, quattro nuovi aeromobili e l’apertura di una nuova base nel Nord Sardegna. Il vettore irlandese cita l’esempio di Friuli Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo, Sicilia ed Emilia-Romagna, dovenl’eliminazione dell’addizionale avrebbe favorito una crescita del traffico a doppia cifra, l’arrivo di nuovi aerei e l’apertura di nuove basi, con ricadute positive sulla connettività, sul turismo e sull’occupazione. Per la Sardegna, Ryanair mette sul tavolo un investimento da 400 milioni di dollari, con quattro aeromobili aggiuntivi e oltre 900 nuovi posti di lavoro locali. Un progetto che, secondo la compagnia, potrebbe determinare una crescita del traffico superiore al 40 per cento. La condizione, però, resta la cancellazione completa dell’addizionale per tutti i dodici mesi dell’anno. La scelta della Regione è arrivata “decisamente troppo tardi”, quando i programmi invernali delle compagnie aeree sono ormai già stati definiti. Per il prossimo inverno Ryanair prevede quindi soltanto una crescita limitata. Da Cagliari aumenteranno le frequenze verso Milano Malpensa, passando da uno a due voli giornalieri, mentre i collegamenti con Venezia saliranno da otto a dieci alla settimana. Il quadro complessivo nell’Isola, tuttavia, secondo la compagnia resterà negativo: la capacità continuerà a diminuire durante la stagione invernale, con riduzioni previste sia ad Alghero sia a Olbia. Per Ryanair si tratta della conferma degli “effetti negativi causati dall’addizionale municipale”. Infine l’attacco sulla continuità territoriale.
Esposito sempre più stressato: altri quindici giorni di riposo
Altri quindici giorni di certificato medico per Sebastiano Esposito: il giocatore del Cagliari calcio, al centro di una vicenda clamorosa che riguarda il suo futuro professionale, Non è chiaro cosa ci sia scritto nel certificato, che però dovrebbe fari riferimento a una situazione di stress a seguito della richiesta del suo procuratore di aumentare l'ingaggio. Richiesta respinta da Giulini e più. Una cosa è sicura: Esposito, napoletano e fratello del più noto Pio, criticato ora sui social da tutta la tifoseria rossoblù, salterà la prima di Coppa Italia con l'Arezzo e la prima di campionato, il 22 agosto contro il Parma.
IL CASO. Poste italiane declassa l'ufficio di Castiadas (che però è in crescita)
Un Comune in crescita, con decine di nuovi operatori turistici ogni anno e una stagione che si allunga sempre più, sino ad arrivare ai sei mesi: tutto questo non basta a Poste italiane che annuncia la riduzione dell'ufficio postale di Olia speciosa, l'unico sul territorio, portando gli operatori da due a uno. Che vuol dire: basta una malattia, bastano le ferie e il servizio si interromperà. Con una nota durissima arriva Poste italiane la replica del sindaco, Eugenio Murgioni, che commenta: "Se non è uno scherzo poco ci manca. Pensiamo che Poste debba fare il contrario, cioè potenziare ulteriormente lo sportello almeno nel periodo estivo, perché tutti gli indicatori economici e sociali dicono che Castiadas cresce e attrae anche i turisti di Costa rei. Noi ci opponiamo in tutti i modi a una riduzione del personale e coinvolgeremo tutte le istituzioni regionali e italiane per evitare che questo scempio si realizzi davvero. Siamo alla macelleria dei diritti civili, altro che sostegno alle zone interne, altro che favorire lo sviluppo locale".
Sanità, proposta di FI contro il precariato
Una proposta di legge per affrontare la carenza di personale nella sanità sarda, conciliando le stabilizzazioni dei precari con i diritti di chi ha già superato un concorso. Le firme sono del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che ha presentato il provvedimento subito dopo l’approvazione della variazione di bilancio Il provvedimento punta a utilizzare le nuove possibilità previste dalla manovra nazionale 2026, che amplia tempi e platea delle stabilizzazioni e mette a disposizione risorse strutturali per il rafforzamento degli organici del Servizio sanitario. Gli azzurri vogliono evitare una contrapposizione tra lavoratori. La stabilizzazione di chi possiede i requisiti previsti dalla normativa, sottolinea il gruppo, non deve infatti penalizzare chi ha già superato un concorso e attende lo scorrimento di una graduatoria. Per questo la proposta stabilisce la priorità nell’utilizzo delle graduatorie ancora vigenti, con l’obiettivo di arrivare al loro esaurimento in tempi brevi e tutelare le posizioni già acquisite. “Non vogliamo sanatorie né scorciatoie, ma un sistema ordinato nel quale ci sia spazio per tutti secondo regole chiare”, spiegano i consiglieri di Forza Italia. “Chi è già in graduatoria deve poter essere assunto, chi ha i requisiti per la stabilizzazione deve poter vedere riconosciuto il proprio percorso e la Regione deve programmare il fabbisogno reale”. La proposta prevede inoltre l’introduzione di un Piano regionale triennale del fabbisogno, accompagnato da procedure coordinate di reclutamento e da un sistema permanente di monitoraggio degli organici.
L'OPINIONE. Lavitola e Ranucci, i sottili confini tra politica e giornalismo
Se fosse un film di Sorrentino, Lavitola potrebbe essere Luigi Lo Cascio e Ranucci Silvio Orlando. Ma il centro del film non sarebbe stabilire chi è il buono e chi il cattivo. Sarebbe la parabola di un uomo divorato insieme dalla solitudine e dall’ambizione, e soprattutto quel punto ambiguo in cui non si capisce più se il potere lo stai combattendo o se hai cominciato ad averne bisogno.
Ranucci sarebbe interessante proprio perché non è né un eroe né un impostore. Mette realmente le mani dentro alcuni dei poteri più opachi del Paese, corre rischi, apre porte che molti preferirebbero lasciare chiuse. Ma c’è anche una deliberata ricerca di quel limite. Non è soltanto il potere che viene a cercarlo: è lui che gli va incontro. Cerca la notizia, il conflitto, il punto nel quale qualcuno reagirà. E a forza di vivere dentro quella tensione, l’essere minacciato, esposto, riconosciuto come quello che dà fastidio finisce inevitabilmente per confondersi con la sua identità.
Ed è qui che il personaggio diventa davvero ambiguo. Perché il coraggio e il narcisismo non sono necessariamente opposti. Possono abitare nella stessa persona. Si può essere minacciati davvero e, contemporaneamente, cominciare ad avere bisogno della propria condizione di minacciato. Si può denunciare il potere e scoprire, quasi senza accorgersene, che anche essere il nemico del potere è una forma di potere.
Lavitola è il suo doppio storto. Luigi Lo Cascio potrebbe renderlo benissimo: intelligente, insinuante, servizievole, ambiguo, uno di quegli uomini che sembrano conoscere sempre qualcuno, avere sempre un numero di telefono, una soluzione, un passaggio laterale. Non sai mai esattamente per chi lavori perché, in fondo, lavori soprattutto per la relazione che riesci a costruire con chi in quel momento conta.
Ranucci e Lavitola sono apparentemente lontanissimi, eppure condividono qualcosa: il bisogno di essere necessari.
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