Aerei, scontro sui social tra Mauro Pili e l’Ad di Aeroitalia
Dai ritardi dei voli alla rivista di bordo di Aeroitalia, passando per i nuovi collegamenti aerei interni tra gli aeroporti sardi. È un duro botta e risposta quello che, negli ultimi giorni, ha visto contrapposti l’ex presidente della Regione Mauro Pili e l’amministratore delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri, con accuse reciproche che hanno rapidamente allargato il fronte della polemica. Pili accusa la compagnia di non essersi assunta le proprie responsabilità e invita il suo amministratore delegato a “chiedere scusa ai sardi”. Intrieri replica rivendicando i risultati ottenuti dalla società, i miglioramenti nella puntualità e l’occupazione garantita a centinaia di lavoratori sardi.
Voli cancellati? Se si supera il 2% c’è la penale di 3000 euro
Con l’arrivo della stagione estiva si registrano i primi disagi sul fronte della continuità territoriale. Dalla Giunta regionale, accanto all’ammissione che non tutto sta andando per il verso giusto, arriva anche la rassicurazione che la situazione è sotto controllo. La compagnia Aeroitalia, che copre cinque delle sei rotte in continuità territoriale, è vicina al limite del 2% di cancellazioni dei voli, oltre il quale il decreto sugli oneri di servizio pubblico prevede l’applicazione di sanzioni. Il decreto stabilisce infatti una penale per “la cancellazione dei voli, per motivi imputabili al vettore, che ecceda il 2% per ciascuna stagione IATA, pari a tremila euro per ogni volo cancellato; non sarà considerato il limite del 2% se la cancellazione operata non consente ai passeggeri l’andata e il ritorno in giornata in Sardegna ed una permanenza significativa nella destinazione”. Analoghi meccanismi sanzionatori sono previsti anche in caso di ritardi. Secondo le rilevazioni effettuate dalla Regione, allo stato attuale il limite del 2% sarebbe stato superato. Tuttavia, poiché la norma prende in considerazione l’intera stagione IATA, è possibile che, nel periodo residuo, la percentuale rientri al di sotto della soglia prevista. L’assessorato ai Trasporti ha già segnalato la situazione ad Aeroitalia. Al momento, però, la compagnia non ha rilasciato alcuna replica.
PS d’Az, Solinas vuole il congresso straordinario. Moro lo sfida: “Si dimetta”
Nuovo round sul ring del Partito Sardo d’azione. Da una parte il presidente del partito Antonio Moro che, dopo l’Atobiu di Orgosolo, ha convocato a Siniscola un secondo incontro dell’ala del partito e dei simpatizzanti che chiedono una fase di “ripartenza” e di “rilancio ideale”. Dall’altra il segretario nazionale, Christian Solinas, che ha indetto un congresso straordinario per aprile 2027. L’ex presidente della Regione afferma che a chiederlo sono 37 sezioni su 53 ovvero il 70% degli iscritti. Moro, con in tasca il documento “Dae sas cadenas a sos caminos”, risponde che non ha ricevuto nessuna convocazione e sottolinea quella che a suo avviso sarebbe l’anomalia di un congresso convocato con il tesseramento ancora aperto. Moro ipotizza una soluzione per celebrare subito il congresso ma certamente non gradita all’interlocutore e che ha tutto il sapore di una sfida: “Basterebbe che si dimettesse”. Difficile ipotizzare che l’incontro si risolva ai punti. Al momento entrambe le parti vogliono vincere per KO.
RETROSCENA. Tempo scaduto, Giulini resta solo
La data del closing, cioè della acquisizione della maggioranza da parte della cordata di imprenditori americani delle azioni del Cagliari Calcio, era il 31 maggio 2026. Ma la scadenza, fissata ufficiosamente, non è stata rispettata. L’ultima nota del club è del febbraio 2026. Secondo Calcio & Finanza, nell’assemblea straordinaria del 10 febbraio 2026 era stata tracciata la strada per Cagliari 1920 LP – guidato da Maurizio Fiori e sostenuto da investitori internazionali – di arrivare fino all’80-90% del capitale entro la fine di maggio. Alla data dell’assemblea, l’assetto vedeva ancora la holding Fluorsid (famiglia Giulini) in maggioranza con 749.526 azioni (circa il 55%), mentre Cagliari 1920 LP detiene 613.249 azioni (circa il 45%). Ma il documento fotografa solo il punto di partenza di un percorso già impostato.
L’ospedale di comunità “attivo”? No, lavori in corso al Marino di Cagliari
Un mese fa l’ufficio stampa della Regione Sardegna diffondeva una nota dal titolo: “La Sardegna raggiunge e supera i target del PNRR: attivate 59 Case della comunità e 17 Ospedali di comunità”. Lo stesso comunicato è stato rilanciato anche due settimane dopo, in occasione delle notizie relative ai ricorsi al Consiglio di Stato presentati dai direttori generali delle ASL sarde commissariate. Eppure, a distanza di un mese, emerge una realtà diversa. Uno dei diciassette ospedali di comunità che, secondo la Regione, risulterebbero “attivi”, il “Marino” di Cagliari, è in realtà ancora un cantiere. A confermarlo è la stessa ASL di Cagliari che, replicando a un articolo de L’Unione Sarda, scrive testualmente: “Il cantiere dell’Ospedale di Comunità è regolarmente in corso, con attività coerenti al cronoprogramma approvato e condiviso con gli organismi regionali e nazionali di monitoraggio”. La smentita conferma che si tratta di un cantiere. Nella nota diffusa il 24 giugno, l’azienda sanitaria precisa inoltre che “nelle scorse settimane è stata effettuata la consegna anticipata dei lavori, uno strumento previsto dal PNRR per accelerare l’avvio delle opere e garantire il rispetto delle milestone nazionali. Questa procedura è stata formalmente validata e ha consentito di anticipare attività tecniche e logistiche fondamentali”. La ASL aggiunge infine che “le ricostruzioni parziali o non aggiornate rischiano di generare confusione e sfiducia. La ASL di Cagliari continuerà invece a lavorare con rigore, responsabilità e visione, portando avanti un progetto che rappresenta un salto di qualità per la sanità territoriale”.
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