Scuola, la protesta esce dalle aule: studenti in corteo anche a Cagliari
Quanto si investe nella scuola e in quali condizioni si studia: sono le domande che gli studenti hanno portato oggi, venerdì 16 ottobre, nelle strade di numerose città italiane. Il “No Meloni Day” riunisce la contestazione delle politiche del governo, la richiesta di risorse per l’istruzione e l’opposizione all’aumento delle spese militari. Dopo le occupazioni dei giorni scorsi, la mobilitazione si è allargata alle piazze, con cortei segnati in alcuni casi da violenze e interventi della polizia. Le ragioni della protesta assumono accenti diversi nei territori. A Milano gli studenti hanno contestato soprattutto il tetto agli alunni stranieri nelle classi, rivendicando una scuola capace di accogliere. Oltre cinquemila i partecipanti secondo gli organizzatori; concluso il corteo, è stato occupato l’edificio dell’ex obitorio in via Sforza, vicino all’Università Statale.
INDISCRETO. Commissioni, Cinque stelle perde un pezzo?
Il Pd non cede di un millimetro (tradotto: non molla le sue presidenze di commissione) e nemmeno Avs è disposta a stare al palo, senza una presidenza. Cinque stelle, che di presidenze ne ha due (Trasporti e Bilancio), allo stesso modo chiede di confermare la sua rappresentanza alla guida dei parlamentini interni del Consiglio regionale. Senza accordo in maggioranza (e accordo in queste due settimane non se n'è visto) parleranno i numeri e si esprimeranno nella loro fredda lingua. Si andrà cioè al voto, segreto. Lo stesso che due settimane fa in Aula ha penalizzato l'assessora Desirè Manca e mandato sotto la Giunta.
Tutti gli astri sono allineati: senza un'intesa sarà ancora una volta Cinque stelle ad andare sotto, anche con la "manina" dell'opposizione. La poltrona più a rischio è quella della commissione Bilancio, guidata dall'oristanese pentastellato Alessandro Solinas. Il suo posto potrebbe andare al nuorese più sornione, Giuseppe Dessena (Avs) ma in queste ore si fa avanti anche il nome di Luca Pizzuto, sulcitano, lucido leader di Sinistra futura. L'ombra dello scontro in maggioranza è sempre lì, tra il Consiglio regionale sardo e il palazzo di viale Trento. D'altronde il Pd guidava già le commissioni Prima, Seconda, Quinta e Sesta e con l'arrivo in gruppo dei due consiglieri Progressisti fa parlare i suoi freddi numeri. Che dicono tredici. "Chi non ha l'anima in pace se la metta. Se ancora non si è capito questo è il Consiglio regionale, non la Giunta", commenta al telefono dal suo collegio uno stizzito esponente del riformismo. (Gianni Padella)
Cuccureddu a Rimini dà i numeri: più turisti e più spesa
La Sardegna delle vacanze cresce ancora. Dopo il boom del 2024 e 2025 (+34,2%) di presenze e la Sardegna che in due anni è passata dall’ultimo al primo posto per crescita fra le regioni italiane, l'assessore al Turismo Franco Cuccureddu dalla Fiera di Rimini dà notizia di un nuovo record assoluto: l’ulteriore crescita delle presenze nel settore alberghiero ed extralberghiero del 4,6%. Si tratta di dati relativi al periodo gennaio/agosto 2026, rapportati allo stesso periodo del 2025. "Abbiamo escluso le locazioni private dal computo (che pure fanno registrare un forte incremento) perché la copertura dei dati non è ancora elevata, come nei settori dell’alberghiero e dell’extralberghiero. Ancora più significativi i dati sulla spesa turistica (rilevata dalle transazioni Mastercard) nei primi 9 mesi dell’anno che fanno registrare un + 10%". Ma non è tutto: "Alle notizie sulla crescita fatta registrare dei transiti dei passeggeri nei 3 aeroporti +9,25% fra gennaio e settembre si associa l’ottima notizia dell’incremento di voli e posti aerei disponibili nella prossima winter (novembre 2026/marzo 2027), con un +17% di posti a Cagliari (38 collegamenti con 10 Stati, 12 mila voli e 2,1 milioni di posti) e il mantenimento di tratte e posti su Alghero ed Olbia, che, stante il forte incremento dei costi del Jet fuel ed il conseguente taglio dei voli delle compagnie nelle altre destinazioni, è un grande risultato".
Continuità merci, la prua della Regione contro Salvini
La Regione punta la prua contro il ministro dei Trasporti e chiede un intervento urgente sulla continuità territoriale marittima delle merci per garantire alle imprese sarde condizioni di trasporto adeguate, tariffe sostenibili e collegamenti affidabili tutto l'anno. L'assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, ha inviato oggi una lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo la convocazione immediata di un tavolo politico-istituzionale. "Il Governo deve intervenire, e deve farlo con urgenza", sottolinea Manca, "non è accettabile che le imprese sarde continuino a pagare un prezzo aggiuntivo per il solo fatto di operare in un'isola. La continuità territoriale delle merci non è un privilegio né una misura assistenziale: è una condizione indispensabile per garantire alla Sardegna pari opportunità economiche e competitive rispetto al resto del Paese". La proposta della Regione è definire un nuovo sistema di continuità territoriale marittima delle merci, con collegamenti regolari per tutto l'anno, capacità e frequenze commisurate alle esigenze produttive, servizi cargo dedicati sulle direttrici di maggiore interesse economico, previa verifica delle condizioni di mercato, e tariffe sostenibili. Inoltre sollecita strumenti per compensare i maggiori costi legati all'insularità, compresi quelli derivanti dal carburante e dall'ETS, insieme a risorse certe e a una programmazione pluriennale.
Pecorino Romano, Coldiretti: fermare la corsa al ribasso e le speculazioni
Coldiretti Sardegna chiede alle imprese della trasformazione del latte di fermare la corsa al ribasso dei prezzi di vendita. Così in una lettera aperta che Coldiretti Sardegna ha inviato questa mattina a tutto il mondo della trasformazione casearia dell'Isola sulla situazione del comparto lattiero-caseario ovicaprino, soprattutto il Pecorino Romano. "Oggi serve soprattutto un atto di responsabilità collettiva da parte di tutto il sistema della trasformazione casearia. Un'assunzione di responsabilità chiara, pubblica e concreta: fermare la corsa ingiustificata al ribasso dei prezzi di vendita, evitare operazioni commerciali dettate dal panico o da esigenze speculative e valorizzare il prodotto attraverso una gestione ordinata delle scorte, nel pieno rispetto delle regole del mercato e della concorrenza".
"Se esiste una crisi reale, la si dimostri con i numeri. Se esistono difficoltà finanziarie, vengano affrontate con gli strumenti disponibili - osserva l'organizzazione agricola - Se invece qualcuno sta alimentando una rappresentazione esasperata della crisi per trarne vantaggio, è necessario fare piena luce. La trasformazione casearia sarda ha oggi una responsabilità enorme: difendere il valore del prodotto, la stabilità della filiera e il reddito degli allevatori. Questa volta non servono nuovi annunci. Servono responsabilità, trasparenza e comportamenti coerenti. Siamo ancora ampiamente in tempo per invertire la rotta, fermare la spirale dei ribassi e creare le condizioni perché il Pecorino Romano torni a crescere di valore. La produzione è saldamente concentrata in Sardegna. Abbiamo le quantità, gli strumenti finanziari e la possibilità di gestire con intelligenza il mercato".
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