Migranti, nuovi sbarchi nel Sud Sardegna
Proseguono gli approdi lungo le coste del Sud Sardegna. Nella giornata di sabato più di trenta migranti sono arrivati a bordo di piccole imbarcazioni tra Porto Pino e Santa Margherita di Pula. Il primo sbarco è avvenuto sulla spiaggia di Porto Pino, nel territorio di Sant’Anna Arresi. Tredici persone, tra le quali due donne e un bambino, sono state individuate dal personale sanitario del presidio di emergenza situato tra la prima e la seconda spiaggia. Poco dopo un’altra imbarcazione, con dieci persone a bordo, ha raggiunto il canale di Porto Pino, fermandosi in prossimità dello scivolo del porticciolo. All’arrivo hanno assistito numerosi bagnanti, che hanno immediatamente avvertito le forze dell’ordine, già impegnate nella zona in seguito al precedente approdo. In serata si è registrato un terzo sbarco. Otto giovani, a bordo di un piccolo natante in vetroresina, hanno raggiunto la costa di Santa Margherita di Pula. La rotta che collega il Nord Africa alla Sardegna meridionale continua dunque a essere percorsa con frequenza. Molte delle partenze avverrebbero dalla zona di Annaba, in Algeria, distante circa 130 miglia dall’Isola. Una traversata particolarmente rischiosa, affrontata su imbarcazioni di fortuna e che può durare almeno undici ore, a seconda delle condizioni del mare.
Uta, arrivano i detenuti del 41 bis. Testa: “Prepotenza istituzionale”
È stato completato in più fasi il trasferimento nel carcere di Uta del primo gruppo di detenuti sottoposti al regime del 41-bis, provenienti da diversi istituti della Penisola. Hanno raggiunto la Sardegna a bordo di aerei della Guardia di Finanza partiti dallo scalo di Pomezia e atterrati nell’aeroporto militare di Decimomannu. Da qui sono stati accompagnati fino al penitenziario “Ettore Scalas” con autobus scortati da un imponente dispositivo di sicurezza. Nell’operazione sono stati impegnati Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia penitenziaria e Guardia di Finanza. Un elicottero ha seguito dall’alto le diverse fasi del trasferimento, mentre l’area attorno al carcere è stata sottoposta a una sorveglianza straordinaria. Le strade interessate dal passaggio dei mezzi sono state temporaneamente chiuse al traffico con i bus e i mezzi della Polizia Peniteniaria.
Cinquantaquattro anni fa la strage alle Olimpiadi di Monaco
I Giochi Olimpici si trasformarono in una tragedia seguita in diretta televisiva da tutto il mondo. Il 5 settembre 1972, otto terroristi appartenenti all’organizzazione palestinese Settembre Nero entrarono nel Villaggio olimpico e raggiunsero gli alloggi della delegazione israeliana. L’azione cominciò nelle prime ore del mattino. Due componenti della squadra di Israele, l’allenatore di lotta Moshe Weinberg e il sollevatore di pesi Yossef Romano, furono uccisi mentre cercavano di opporsi agli assalitori. Altri nove tra atleti e tecnici vennero presi in ostaggio. Il commando chiese la liberazione di oltre duecento detenuti palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane. Iniziarono così lunghe e difficili trattative, mentre le immagini di uno degli uomini armati, con il volto coperto da un passamontagna, affacciato al balcone dell’edificio, facevano il giro del pianeta. Dopo numerosi rinvii dell’ultimatum, le autorità della Germania Ovest accettarono apparentemente la richiesta di mettere a disposizione degli assalitori un aereo. Terroristi e ostaggi furono trasferiti con due elicotteri nella base aerea militare di Fürstenfeldbruck, dove la polizia tedesca aveva preparato un tentativo di liberazione.
Caso Manuela Murgia, il mistero del denaro
C’è un altro pezzo mancante nel puzzle delle ricostruzioni sulle ore e i giorni che hanno preceduto la morte di Manuela Murgia, la ragazza ritrovata priva di vita 31 anni fa nel canyon di Tuvixeddu. A ricordarlo è la sorella con un nuovo post sui social. All’epoca un giornalista riferì alla madre della giovane che Manuela era uscita di casa con cinquecentomila lire. Ma lei non aveva la disponibilità di quel denaro. La sorella ricorda anche che negli atti c’è il racconto di una persona che faceva parte delle amicizie di Manuela e che, rispondendo agli inquirenti, riferì di averla vista un giorno arrampicarsi sulla lavatrice per prendere dei soldi che teneva nascosti sopra il lampadario. “Ed è qui che, anni dopo, trovai un particolare che mi colpì profondamente.Quella persona aveva raccontato agli inquirenti la stessa cosa che avevo riferito anch’io. E non ci eravamo mai parlate. Due persone diverse avevano quindi riferito lo stesso particolare: Manuela teneva dei soldi nascosti in casa e sapeva dove andarli a prendere”, scrive la sorella. “Gli stessi investigatori avevano chiesto ai nostri genitori se Manuela avesse denaro in casa, se lo tenesse nascosto e soprattutto se quel giorno fosse uscita con dei soldi. La storia dei soldi, quindi, era già lì. Fin dall’inizio”, aggiunge.
Concessioni balneari, il Consiglio di Stato: “Il 2027 è il termine massimo”
Nuovo pronunciamento del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari. Con la sentenza n. 6539/2026, pubblicata il 18 agosto, la Settima Sezione interviene su uno dei punti più controversi della disciplina: la proroga delle concessioni fino al 30 settembre 2027 non impedisce ai Comuni di anticipare le gare e assegnare prima di quella data le nuove concessioni. La vicenda riguarda Zoagli, in Liguria, dove alcuni operatori balneari avevano impugnato la decisione del Comune di considerare scadute al 31 dicembre 2023 le precedenti concessioni e di avviare le procedure di evidenza pubblica per le nuove assegnazioni, consentendo nel frattempo agli uscenti di proseguire temporaneamente l’attività. I giudici fissano un punto fermo riguardo al 2027, rimarcando che rappresenta il limite massimo e non un termine che obbliga le amministrazioni ad attendere prima di mettere a gara le concessioni. Il Consiglio di Stato precisa anzi che la regola cui devono attenersi i Comuni è quella di “esperire senza indugi le procedure di gara e concluderle il prima possibile”, mentre il ricorso ai termini massimi costituisce l’eccezione.
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