Operazione al ginocchio perfettamente riuscita per Felici
Dopo l’infortunio avvenuto durante la scorsa partita di campionato contro il Lecce Mattia Felici è stato operato oggi alla clinica Villa Stuart di Roma. Il calciatore è stato sottoposto a un intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e per la sutura dei menischi laterale e mediale. L’operazione, eseguita dal professor Pier Paolo Mariani, è perfettamente riuscita. Dopo alcuni giorni di riposo, Felici potrà iniziare il percorso riabilitativo necessario per il recupero e il successivo ritorno in campo. Il precedente infortunio di Mattia Felici risale al dicembre 2025, nel finale della partita di Coppa Italia Napoli-Cagliari. In quell’occasione riportò la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e fu operato il 6 dicembre. Solo a maggio di quest’anno il suo ritorno in campo, nei minuti conclusivi di Milan-Cagliari e dopo la preparazione estiva era avvenuto il suo pieno reinserimento in squadra.
Atalanta-Cagliari, ecco Mina Kevin Carlos e Sugawara
Gli assenti sono già noti: Trepy, Felici, Idrissi e Nzola. I primi due infortunati, il terzo ancora deve raggiungere la condizione fisica per affrontare il campo. Sono tre invece le novità della lista dei convocati di mister Pisacane: si rivede Yerri Mina, dopo aver smaltito l’affaticamento post mondiale, e Kevin Carlos, rientrato dopo il permesso per il lutto familiare che lo ha colpito nelle scorse settimane. Pisacane non esclude l’impiego del colombiano fin dal primo minuto di gioco. Via libera anche a Sugawara, che ha ottenuto il permesso di soggiorno. Mentre per la difesa il mister sceglierà domani chi schierare, è certa invece la presenza di Winks al centrocampo. Davanti dovrebbero essere confermati Maldini e Mendy. Quest’ultimo durante lo scorso campionato ha segnato il suo primo goal in serie A e pure la sua prima doppietta proprio contro l’Atalanta.
Non solo embargo: a Cuba 1339 prigionieri politici
Cuba ha raggiunto la cifra record di 1.339 prigionieri politici, il numero più alto degli ultimi decenni, secondo il rapporto mensile dell'organizzazione per i diritti umani Prisoners Defenders. Nel solo agosto sono stati registrati 19 nuovi casi e sette cancellazioni, con un aumento netto di 12 rispetto a luglio. Nell'ultimo anno, dal 1° settembre 2025 al 31 agosto 2026, la lista ha aggiunto 281 prigionieri politici, il dato più alto degli ultimi tre anni, con una media di oltre 23 nuovi casi al mese.
Tra i 1.339 detenuti figurano 155 donne, record assoluto secondo l'organizzazione, e 38 persone arrestate quando erano minorenni, 14 delle quali sono ancora in carcere. "Chiedere acqua o elettricità può portare in carcere", ha denunciato il presidente di Prisoners Defenders, Javier Larrondo, "la repressione colpisce anche figli e familiari". Il rapporto segnala inoltre 463 prigionieri con gravi patologie e 54 detenuti di coscienza con gravi disturbi mentali. Dal luglio 2021 sono entrate nelle carceri cubane 2.020 persone, su un totale di 2.167 prigionieri politici registrati.
"Cure territoriali senza regia": i medici sardi di famiglia pronti allo sciopero
Il sindacato Snami va all'attacco della gestione Todde della Sanità: "Alle domanda che tutti si fanno quotidianamente su cosa oggi manca principalmente alla medicina del territorio, cioè alla medicina di famiglia, alla continuità assistenziale ex guardia medica ed al 118 ovvero la medicina dell'emergenza, la risposta è: soprattutto la regia e la chiarezza. Siamo in piena emergenza per la carenza di medici e di conseguenza migliaia e migliaia di pazienti sono allo sbando e vengono assistiti attraverso una girandola di soluzioni che non sempre centrano l'obbiettivo. Non si sa quali attività dovranno svolgere i medici nelle Case di Comunità. Non si sa se la Regione prenderà atto che è più opportuna la volontarietà dei medici e che l'obbligatorietà farà solo perdere ulteriore personale al comparto. Non si sa se le Ascot verranno soppresse e se invece non sarà così se verranno potenziate con gestionale di studio e personale di segreteria. Non si sa se invece dovessero essere cancellate se e come verranno sostituite e non si sa se la parte pubblica voglia deburocratizzare il lavoro dei medici di medicina generale".
"Come Snami Sardegna - concludono i medici Snami Domenico Salvago, Edoardo De Pau, Flavio Busonera, Loredana Angioni, Stefano Fenu e Carlo Ferrara - abbiamo pieno mandato da parte dei nostri iscritti di porre in essere tutte le azioni e manifestazioni possibili in Regione, compreso uno sciopero dedicato anche prolungato per dire un basta definitivo alla precaria assistenza sanitaria territoriale in Sardegna priva di regia condivisa".
Mafiosi a Uta, Il Foglio attacca Todde: dovrebbe ricordare
"Tutte le fake sui mafiosi trasferiti in Sardegna. Anche Bonafede disse sì". Si intitola così la controlettura di Ermes Antonucci sul Foglio in edicola oggi che prende di mira la presidente della Regione. "La Sardegna invasa dai mafiosi. Le carceri che scoppiano. Gli agenti penitenziari costretti a fronteggiare l’ennesima emergenza. E poi la mafia che, dalle celle del 41-bis, si espande sull’isola, inquinando il territorio circostante. Sulla vicenda degli 88 detenuti trasferiti al carcere di Cagliari-Uta si è costruita una narrazione da invasione criminale, alimentata soprattutto dalla governatrice sarda Alessandra Todde (M5s), che ha attaccato il governo Meloni per avere deciso di trasferire i detenuti senza coinvolgere la regione. Peccato che buona parte di quello che viene raccontato non corrisponda ai fatti, che smentiscono clamorosamente anche la ricostruzione politica della vicenda.
Primo. Gli 88 detenuti al 41-bis, avrebbero aggravato ulteriormente il problema del sovraffollamento del carcere di Uta, ma non è così. I detenuti sono stati trasferiti in una sezione 41-bis inaugurata lo scorso luglio, composta complessivamente da 91 camere di pernottamento. Si tratta di una palazzina autonoma, separata dalle sezioni ordinarie dell’istituto. Gli 88 detenuti, dunque, non sono stati sistemati negli spazi già occupati dagli altri reclusi. Sono stati trasferiti in una struttura realizzata per ospitare detenuti sottoposti al regime di carcere duro".
Secondo. Si sostiene che l’arrivo dei mafiosi avrebbe scaricato un ulteriore peso sulle spalle degli agenti penitenziari, già alle prese con una cronica carenza di organico. In questi giorni, però, sono arrivate a Uta 70 unità di Polizia penitenziaria del Gruppo operativo mobile, il reparto specializzato nella vigilanza dei detenuti sottoposti al 41-bis. Le 70 unità resteranno a Cagliari per occuparsi della vigilanza del nuovo reparto. Quindi non c’è l’aggravio sul personale già in servizio.
Le Ultime Notizie

Fenosu, Solinas (M5S): «L’aeroporto deve ripartire subito»
«L’aeroporto deve ripartire subito: non possiamo accettare altri rinvii». Alessandro Solinas (M5...
Leggi articolo»
RWM, la Regione tace e acconsente
“Chi tace acconsente”. La valutazione di impatto ambientale relativa all’ampliamento della fab...
Leggi articolo»
Cittadella finanziaria di Cagliari, con 9 milioni di euro se la aggiudica il Gruppo Cualbu
Il gruppo immobiliare che fa capo all'imprenditore Gualtiero Cualbu si è aggiudicato oggi il comple...
Leggi articolo»DICE MONTALBANO. La Bandiera dei Quattro Mori
Cagliari, accusato di aver palpeggiato una tredicenne. Rimpatriato in Algeria
Congedo straordinario retribuito: ANMIC al fianco delle famiglie per informazioni e assistenza
Avarie di Aeroitalia? Intanto la Regione forma i manutentori
Non solo embargo: a Cuba 1339 prigionieri politici
La fase umile – ma sempre invidiosa – di Paolino Manichetta





















Iscriviti al nostro Canale